Rocconi: 'Inoltrandoci nell'Avvento individuiamo i buoni frutti che dobbiamo portare'

mons. gerardo rocconi 5' di lettura 04/12/2010 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 5 dicembre.



Dal Vangelo secondo Matteo

In quei giorni, venne Giovanni il Battista e predicava nel deserto della Giudea dicendo: "Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». Egli infatti è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa quando disse: «Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri!». E lui, Giovanni, portava un vestito di peli di cammello e una cintura di pelle attorno ai fianchi; il suo cibo erano cavallette e miele selvatico. Allora Gerusalemme, tutta la Giudea e tutta la zona lungo il Giordano accorrevano a lui e si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati . Vedendo molti farisei e sadducei venire al suo battesimo, disse loro: «Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione, e non crediate di poter dire dentro di voi: “Abbiamo Abramo per padre!” . Perché io vi dico che da queste pietre Dio può suscitare figli ad Abramo. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco. Io vi battezzo nell’acqua per la conversione; ma colui che viene dopo di me è più forte di me e io non sono degno di portargli i sandali; egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco. Tiene in mano la pala e pulirà la sua aia e raccoglierà il suo frumento nel granaio, ma brucerà la paglia con un fuoco inestinguibile".

LA PREDICAZIONE DI GIOVANNI BATTISTA

Oggi la liturgia ci presenta la Parola di Giovanni il Battista. Giovanni, al di là del Giordano, nel deserto, svolgeva una predicazione dura, invitando alla conversione, per prepararsi all’arrivo ormai imminente del Messia. L’evangelista Matteo lo presenta così: - Giovanni il Battista e predicava nel deserto - Diceva «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!». - Giovanni, è colui del quale aveva parlato il profeta Isaìa chiamandolo “La voce” - Una voce che grida: Preparate la via del Signore Matteo ci tiene a dire che la predicazione del Battista è una parola di consolazione. Infatti ci rimanda a quel passo di Isaia dove viene annunciata la liberazione e il ritorno dall’esilio: è un annuncio festoso che dice così: «Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio. Parlate al cuore di Gerusalemme e gridatele che è finita la sua schiavitù, è stata scontata la sua iniquità». Si rivelerà la gloria del Signore e ogni uomo la vedrà». (Is 40,1).

UNA VOCE NEL DESERTO

Matteo vuol dirci che questa voce nel deserto è quella del Battista. Si tratta di un deserto che ha una caratteristica ben precisa: è attraversato da un fiume. Il deserto e il fiume: quasi un contrasto estremamente significativo. Perchè questa predicazione nel deserto? 1- Anzitutto il deserto è il luogo della fatica, della pesantezza, della fame. E’ il luogo dove vivono serpenti e scorpioni. Il deserto è il simbolo di una vita lontana da Dio, è il simbolo del peccato. L’aridità del deserto esprime una invocazione: O Dio, tu sei il mio Dio, all'aurora ti cerco, di te ha sete l'anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz'acqua. (Sal 63). Ed ecco che un fiume scorre in questo deserto desolato: è la parola di Dio, il suo amore e la sua grazia. E’ la risposta di Dio al grido supplichevole dell’uomo. 2- Il deserto nella storia biblica ha anche un altro significato: è il luogo dell’esperienza di Dio. Per Israele la durezza del deserto è diventata anche l’opportunità di incontrare Il Signore e di fare alleanza con Lui. Fino al punto che nei profeti il deserto è il luogo dove Dio si è fidanzato e ha sposato il suo popolo.

UNA VOCE PER IL NOSTRO DESERTO

Come è vero che il deserto è la nostra vita: con le sue opportunità e i suoi rischi. E in questa nostra vita oggi ci parla il Battista. E l’annuncio è di consolazione: nel deserto, luogo desolato, scorre il fiume dell’amore di Dio. Nel nostro deserto arriva un meraviglioso annuncio: “Il Regno dei cieli è vicino”. E’ la bella notizia, fonte di consolazione. E di fronte alla bella notizia che il Signore viene bisogna aprire il cuore: per questo l’annuncio è accompagnato da una esigenza: “Convertitevi”. Ascoltate oggi la sua voce: “Non indurite il cuore” . E invece, purtroppo, a volte il cuore lo si chiude. Ecco perchè il Battista poi usa parole dure: "Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire all’ira imminente? Fate dunque un frutto degno della conversione. Già la scure è posta alla radice degli alberi; perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco". Inoltrandoci nell’Avvento, individuiamoli questi buoni frutti che dobbiamo portare.

UN AVVENTO RICCO DI BUONI FRUTTI

Vorrei suggerire qualche impegno per questo avvento: Chiediamo e viviamo una fiducia più sicura; accogliamo la Parola e cresciamo in essa mediante la preghiera assidua; viviamo la beatitudine di chi cerca la gioia nel Signore; diamo ad ogni cosa il suo giusto posto, vivendo in semplicità, obbedienza, limpidezza di cuore; accogliamo Gesù in tutte le sue manifestazioni, cioè nelle situazioni varie nella vita, nei fratelli, negli ultimi...






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-12-2010 alle 15:52 sul giornale del 06 dicembre 2010 - 851 letture

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