Ecosistema rischio 2010, Senigallia primeggia su tutti i comuni d'Italia

fiume misa 2' di lettura 07/12/2010 -

"Una corretta gestione del territorio, un buon piano d’emergenza, le campagne di informazione rivolte ai cittadini sul rischio idrogeologico e le attività esercitative rendono questo comune un esempio positivo per il nostro Paese." A pochi giorni dall'esondazione del fiume Cesano, Senigallia riceve un premio da Legambiente, la bandiera “Fiume Sicuro”, per le attività contro il rischio idrogeologico.



Il riconoscimento a Senigallia arriva dopo uno studio effettuato da Legambiente e dalla Protezione Civile sulle politiche di salvaguarda del territorio rispetto al rischio di dissestamento idrogeologico. Secondo gli organizzatori del premio, la spiaggia di velluto si è distinta per la delocalizzazione, i piani d'emergenza, l'informazione, l'esercitazione e l'urbanizzazione delle aree a rischio. "Per questo il Comune di Senigallia sarà premiato da Legambiente e dal Dipartimento della Protezione Civile con la bandiera “Fiume Sicuro” da esporre nel territorio comunale come riconoscimento dell’ottimo lavoro svolto." Voto 9,5/10.

Nel documento pubblicato sul sito di Legambiente e riportato qui sotto in pdf si legge: "Il Comune si è dotato di un piano di emergenza aggiornato, ha organizzato iniziative di informazione rivolte alla popolazione ed esercitazioni per verificare la reale efficacia del piano d’emergenza. Nel territorio comunale sono presenti sistemi di monitoraggio e di allerta in caso di pericolo. Infine nei piani urbanistici sono state recepite le perimetrazioni delle aree a rischio del Piano di Assetto Idrogeologico. Il comune di Senigallia non riesce a raggiungere il voto di 10/10 per la presenza in area a rischio idrogeologico, nonostante gli interventi di delocalizzazione già realizzati, di un centro commerciale."

Ma Senigallia sembra essere uno dei pochi esempi virtuosi nelle Marche. Secondo il rapporto di Legambiente la regione si piazza solo all'ottavo posto nella classifica regionale per il "lavoro complessivo di mitigazione del rischio idrogeologico svolto dai comuni", con una sola eccellenza (Senigallia) e ben l'83% del lavoro svolto classificato come "Negativo".



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Questo è un articolo pubblicato il 07-12-2010 alle 14:19 sul giornale del 09 dicembre 2010 - 804 letture

In questo articolo si parla di cronaca, riccardo silvi, fiume misa, legambiente, operazione fiumi

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Commento sconsigliato, leggilo comunque

Se trasferisce il Centro Commerciale il Maestrale gli danno un 10 pieno. Guarda caso, ultimamente, il fiume Cesano è esondato proprio da quelle parti. Anche in questo caso, non hanno visto lungo chi di dovere a concedere la licenza edilizia ad un grande centro commerciale come quello, a ridosso di un fiume a carattere torrentizio.

E fortuna che il nostro comune è il più virtuoso. Non oso pensare cosa è successo in quello meno virtuoso visto che qui si è allagato un centro commerciale, costruito appunto in una zona ad alto rischio idrogeologico (a proposito i permessi chi li aveva dati?) ed era piovuto incessantemente solo per un giorno intero. Ma delle responsabilità che possono avere chi sta lavorando sui cantieri della terza corsia e complanare (che guarda caso fanno scavi anche in prossimità degli argini) non se ne parla?. E le autorizzazioni e i permessi questi da chi li hanno avuti? Proprio dal quel Comune che viene anche premiato come più virtuoso.

Luca Panico

Mi meraviglio come nessuno abbia posto il problema della notevole vegetazione che sorge agli argini del fiume (anche del Misa), che non è mai stata eliminata con cura. Forse non è anche questa la causa ??
Saluti.

possibile che ancora dicono che è esondato il Cesano? il cantiere per i lavori della 3° corsia ha tolto completamente l'argine del fiume!
la colpa non è ne delle pioggie ne della vegetazione, tantomeno del fiume.. la colpa è dell'uomo o meglio delle autostrade!




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