Mons. Rocconti commenta il Vangelo della domenica

mons. gerardo rocconi 4' di lettura 01/01/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi, vescovo di Jesi, commenta il Vangelo di domenica 2 gennaio.



Dal Vangelo secondo Giovanni. In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era, in principio, presso Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui e senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini; la luce splende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno vinta. Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo. Era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui; eppure il mondo non lo ha riconosciuto. Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome, i quali, non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati. E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come del Figlio unigenito che viene dal Padre, pieno di grazia e di verità. Parola del Signore.

LA VITA ERA LA LUCE DEGLI UOMINI: In questa seconda domenica dopo Natale la liturgia ci propone ancora il prologo del Vangelo di Giovanni: In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio…. In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini. Forse proprio questa ultima espresione è stata la parola conduttrice di questi giorni. La vita era la luce degli uomini. La Vita, cioè Gesù, è la luce degli uomini. Una luce che è venuta a diradare le nostre tenebre. Le tenebre della cattiveria, le tenebre del peccato, le tenebre dell’orgoglio, le tenebre dell’egoismo e dell’arroganza.

CRISTO SI FA UNO DI NOI… Questo brano evangelico ci invita a fissare gli occhi su Dio, comunità di amore: il Padre, il Figlio e lo Spirito. E rimaniamo stupiti per la misericordia di Dio. Il Padre manda il Figlio che dice: Eccomi o Padre, vengo per fare la tua volontà. E il Figlio diventa uno di noi. San Paolo descrive così questa scelta di Dio: Cristo, che era Dio, nascose la sua divinità, prese la natura umana, si fece l’ultimo, lo schiavo fino alla croce. Questa è la scelta di amore di Dio. Il Figlio di Dio intraprende un cammino umano, diventa addirittura bambino per essere poi l’Emmanuele, il Dio con noi, che cammina con noi. Bussa discretamente per essere accolto. Lui, il dono di Dio, viene per portarci i suoi doni. Ma non sempre gli uomini voglio saperne. Si ripete quella storia di sempre: Venne in mezzo ai suoi, ma i suoi non lo riconobbero e non lo accolsero. Eppure Egli porterebbe speranza, fiducia, gioia. Il Signore viene sempre, ogni giorno bussa alla nostra porta... ogni giorno offre i suoi doni e ogni giorno chiede qualcosa: Accoglietemi. Fatemi posto nella nostra vita!

… PER FARCI FIGLI COME LUI: E cosa accade a chi lo accoglie? Così risponde l’evangelista Giovanni: A quanti l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome. Il Signore vuol portare ogni dono eppure sembra che la sua presenza disturbi. Anche se è una presenza necessaria la sua. Infatti il cuore dell’uomo è grande: non sono sufficienti nè luci, nè soldi, nè ricchezze, nè prestigio per riempirlo. Il cuore dell’uomo ha bisogno di Dio e Dio ci è venuto incontro in Gesù. Senza Gesù noi costruiamo un mondo disperato. Appunto, quel mondo tenebroso che Gesù vorrebbe rischiarare con la sua venuta, lui che è la luce. Il Natale ci dice che Gesù cammina in mezzo a noi per essere motivo di consolazione. E dobbiamo accoglierlo così.

UN NATALE MISSIONARIO: Ma da parte dei credenti è veramente urgente anche annunciare con forza che solo Gesù ci dà pace. E’ il più grande servizio che possiamo fare a questa umanità. In questi giorni in più occasioni abbiamo parlato della necessità di recuperare il senso del Natale. Lo possiamo fare in tante maniere: non ultima ricordandoci che il Natale è anche opportunità di evangelizzazione. Anche se ormai le feste natalizie stanno per finire deve rimanere la verità che il Natale ci ha insegnato: Dio ama i suoi figli, si chiana su di loro e ci chiede due cose: di ripetere i suoi gesti di amore verso gli uomini e di dire a tutti che Lui, Padre Buono, dona il suo Figlio perchè ogni uomo trovi pace.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-01-2011 alle 13:11 sul giornale del 31 dicembre 2010 - 929 letture

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