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Sadam: Belcecchi ha fatto outing

6' di lettura 10/01/2011 -

“Sulla Sadam ho sbagliato”. Questa l’uscita del Sindaco di Jesi a fine anno. L’Annus Horribilis della crisi, non solo economica, ma anche sua e della piccola cerchia di amministratori che lo hanno mandato avanti, dicendo di appoggiarlo.



Non era facile fare gli errori fatti da questo sindaco, dopo che migliaia di cittadini, una intera maggioranza consiliare trasversale, sindaci di comuni limitrofi, i tecnici da lui stesso scelti per la commissione tecnica (qualcuno ad esempio ricorderà un anno fa gli elogi del prof. Latini al Comitato in sede di forum civico), ecc… gli avevano più o meno spiegato perché non doveva fare quello che ha fatto. Ma nonostante questo, lui è riuscito a farlo lo stesso !!! Oggi, fatalità proprio quando la stessa Eridania lo smentisce e di fatto “lo scarica”, dopo che per tre anni egli ne ha difesi i piani in tutti i modi (che ingrati!!!), Belcecchi fa outing ed ammette di aver sbagliato. Ma cosa ha comportato il veniale errore di ignorare le più elementari regole di democrazia ed il lasciare che gli operai, contro il loro interesse e contro quello della città, usassero atteggiamenti aggressivi o violenti nei confronti di cittadini e Consiglieri Comunali durante il consiglio comunale del 12 febbraio 2010, senza che le forze dell’ordine intervenissero a riportare ordine, sotto l’occhio indifferente di belcecchi e dei suoi sodali ?

In primo luogo ha comportato che gli operai, incapaci di riconoscere chi veramente tutelava i loro interessi, si sono messi in condizione di non salvare alcunché dei loro posti. Probabilmente quelli protetti dai sindacati troveranno una occupazione confortevole. Altri vicini alla pensione si salveranno in extremis. Per le famiglie di tutti gli altri si preparano periodi duri. Ed il merito, oltre che di loro stessi e della politica insipiente dei sindacati, va principalmente al sindaco ed ai suoi fedelissimi assessori Olivi e Maiolatesi. In secondo luogo il sindaco ha inferto un vulnus gravissimo alla democrazia. Forse alla scuola del sindacato (ammesso che l’abbia mai frequentata. Non pare abbia mai frequentato quella di partito, visto gli attacchi del segretario e di alcuni consiglieri comunali PD) non insegnano concetti elementari come la differenza tra i podestà (figure per altro sempre scelte con maggiore lungimiranza rispetto a certi candidati attuali) ed i sindaci, o come quello di democrazia rappresentativa? Belcecchi non si sentirà mica membro di una casta, comportandosi poi di conseguenza? In terzo luogo ha colpito in maniera gravissima l’immagine della città, ridotta al rango di colonia di un industriale straniero (forse più percettore di contributi pubblici che mero industriale) capace di pensare ai propri strettissimi interessi economici, senza tenere in debita considerazione le esigenze del territorio che lo ospita.

Con buona pace dei veri imprenditori locali, talvolta addirittura ostacolati da questa cima politica di sindaco, o bloccati nella loro iniziativa. Una persona così, se avesse ancora un briciolo di dignità politica, avrebbe già rassegnato le dimissioni pregando di essere dimenticato da coloro i quali, per tre anni, hanno difeso strenuamente, gli interessi dei cittadini e la dignità della città, anche a costo della propria incolumità personale. In ogni caso non saremo così buoni. Il Comitato si appresta a presentargli il conto (ed assieme a lui anche a tutti coloro che lo hanno appoggiato). Considerando che questo magnifico esemplare di amministratore ha pubblicamente ammesso i suoi errori, ci aspettiamo che il resto dei rappresentanti del popolo in consiglio, dei partiti di governo e non, per salvare un minimo di faccia alla politica e dimostrare che non solo ai cittadini spetta il compito di difendersi da certi loro amministratori, provvedano a costringere questa persona rivelatasi politicamente irresponsabile alle seguenti misure:
1) Agire perché l’azienda provveda IMMEDIATAMENTE alle bonifiche dei territori da lei eventualmente inquinati (non solo a quello dell’attuale sito dove giacciono i resti semismantellati dello zuccherificio che fu l’orgoglio di Jesi).

2) Bloccare, in attesa di ciò, qualsiasi proposta di edificazione delle aree, inaccettabile in mancanza del loro risanamento). Tenendo per altro conto del fatto che un outlet in quella zona, come quello di cui si parla in queste ultime settimane, vorrebbe dire sostanzialmente la fine del piccolo commercio in tutta la Vallesina, da Falconara a Fabriano.

3) Applicazione dell’Art.19 della Convenzione Turbogas e blocco immediato della turbogas stessa, con il conseguente avvio del suo smantellamento: è inaccettabile (oltreché ridicolo) che si chieda ai cittadini più poveri di andare a piedi per l’inquinamento da polveri sottili e si lasci in attività un impianto (che andrebbe chiuso già per il solo fatto di essere legittimato a vivere per un periodo pari a quello di attività dello zuccherificio) che di polveri ne butta fuori quasi 3 tonnellate l’anno.

4) Ritiro della costituzione del comune al TAR accanto all’azienda, ricordando tra l’altro come belcecchi sia stato citato personalmente nel ricorso al Tar da ACU e Italia Nostra. Vorremmo sapere se sono tutti d’accordo sul fatto che il belcecchi difenda se stesso o le proprie posizioni con i soldi dei contribuenti. E, soprattutto, se tale tipologia di difesa sia legittima. In ogni caso non dovrebbe essere difficile agire per tale ritiro, considerando come l’azienda, a cui tutto è stato sacrificato, comprese la dignità della politica e della città, abbia ”elegantemente” abbandonato al proprio destino chi l’ha appoggiata senza se e senza ma. Del resto, ciò ci ricorda molto il destino riservato agli ascari coloniali: carne da cannone.

Non crediamo alle lacrime di coccodrillo. Ma se tali lacrime fossero sincere, ci si aspetterebbe che, almeno per una volta virilmente, belcecchi faccia seguire alle parole i fatti, traendo le inevitabili conclusioni sopra indicate rispetto a ciò che lui stesso ha detto. Il Comitato, comunque, come sua abitudine, non starà ad aspettare ed agirà, rilanciando la propria azione. A tal fine per aiutare i Sindaci della Vallesina e la Regione a ridarci quello che ci spetta di Diritto (a noi cittadini prima che ad Edison, Sadam, Api, & compagnia cantando), ovvero un’aria respirabile, un territorio sano, una adeguata informazione ambientale, un reale sviluppo sostenibile, li “motiveremo” con una VERTENZA REGIONALE SULLE POLVERI SOTTILI, per rilevare le loro eventuali responsabilità nelle opportune sedi, ivi incluse quelle giudiziarie. La vertenza sarà presentata nell’assemblea pubblica del 12 gennaio 2011 presso la Sala Convegni della II Circoscrzione di Jesi (Via San Francesco) alle ore 21.15. La cittadinanza tutta, di Jesi e della Regione, è invitata, perché tutti potremo aderire e partecipare.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-01-2011 alle 11:54 sul giornale del 11 gennaio 2011 - 1353 letture

In questo articolo si parla di ambiente, Vallesina, Comitato Tutela della salute e dell'ambiente della Vallesina





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