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Blocco del traffico: le proposte alternative della Cna

Elisabetta Grilli 5' di lettura 14/01/2011 -

Partirà da fine mese e terminerà il 31 marzo il blocco delle auto deliberato dalla Regione Marche e recepito dai Comuni, tra i quali quello di Jesi.



Il provvedimento cittadino, concertato con le associazioni di categoria (senza la concertazione sulle zone ed orari sarebbe stato applicato completamente con le indicazioni regionali che prevedevano il blocco dell’intero circuito viario della città “da cartello a cartello”), prevede la limitazione alla circolazione dei veicoli (auto, pesanti, commerciali, trattori, bus, motocicli) diesel pre Euro ed Euro 1 e 2 senza filtro antiparticolato dal lunedì al venerdi nell’orario 8.30-12 e 14.30-18. Tale limitazione interessa le zone all’incirca coincidenti con viale della Vittoria, Erbarella, San Giuseppe e l’asse sud Gallodoro, ovvero zone dove sono posizionate le centraline e che non sono derogabili dalla perimetrazione. Il provvedimento prevede anche limitazioni alle emissioni in atmosfera del 10% da parte degli stabilimenti e delle attività commerciali situate nei luoghi di applicazione; richiede ulteriori requisiti per la combustione a biomasse (camini e forni a legna) e contiene misure relative alle temperature degli impianti termici di edifici pubblici e privati. Insomma, le città della regione Marche si arrendono all’evidenza delle centraline di rilevamento e alle salate multe dell’Unione Europea.

“In attesa di eventi climatici miracolosi – dichiara Elisabetta Grilli, segretaria della Cna di Jesi - va al potere la fantasia: targhe alterne, divieto di circolazione per i veicoli più vecchi, chiusura dei centri storici, pedonalizzazioni a scacchiera durante la settimana, ticket di ingresso alle città, riduzione delle ore di funzionamento degli impianti di riscaldamento, domeniche ecologiche, nebulizzazione di prodotti capaci di incollare sull’asfalto le polveri sottili… Provvedimenti già adottati, sperimentati o solo ipotizzati. Tutti all’insegna del ‘si salvi chi può’: spesso decisi all’ultimo momento, con grave disagio per i cittadini ed i lavoratori”. Quindi, le polveri salgono e le polemiche anche. Perché lo smog è un problema cronico. “Eppure – prosegue la Grilli - continua a essere fronteggiato con provvedimenti-tampone che sanno di improvvisazione e di scarsa lungimiranza. Con quale utilità? I blocchi del traffico migliorano la qualità dell’aria che respiriamo? Dobbiamo chiedercelo anche alla luce di una recente indagine condotta dall’ARPAV della Regione Veneto che ha confermato sperimentalmente che l’interdizione al traffico dei veicoli non catalizzati e la circolazione a targhe alterne comportano degli effetti contenuti sulla qualità dell’aria, anche in prossimità delle strade, proprio dove sono posizionate le centraline di misura. Questo perché il volume di traffico si riduce in media soltanto del 10-25% e il traffico non è certo l’unica fonte di inquinamento. Le polveri inquinanti provengono anche infatti anche dai riscaldamenti, o sono trasportate dal vento da zone anche lontane”.

Secondo la Cna, appare quindi evidente come il problema delle polveri sottili vada prima di tutto affrontato con interventi strutturali e di lungo periodo, come realizzazione di strade a scorrimento fluido, trasporto ferroviario delle merci, sostituzione delle caldaie meno efficienti, contenimento delle temperature massime negli edifici. Questi interventi, inoltre, dovrebbero essere coordinati a livello di macroregioni, data la natura globale del fenomeno. “Nei giorni di maggiore criticità, tuttavia, quando cioè la concentrazione delle polveri misurata dalle centraline è sopra i limiti – dice Elisabetta Grilli della Cna - è necessario adottare dei provvedimenti di emergenza, per alleviare i picchi locali di concentrazione che si registrano soprattutto in corrispondenza delle vie più trafficate”. La Cna indica un paio di semplici provvedimenti che sono adottati con successo soprattutto in alcuni stati europei e che potrebbero essere sperimentati anche da noi: Pulire le strade con l’acqua. Questo è il primo intervento consigliato dal ministero tedesco dell’ambiente e ha la sua logica nel fatto che le polveri – di ogni origine – prima o poi si depositano sul terreno e quelle sulle strade vengono risollevate dal traffico. Pulire le strade con acqua, nelle zone dove il traffico è più intenso e dove si ha maggiore frequentazione pedonale, è quindi assai efficace ed è spesso sufficiente per rientrare nei limiti, giacché è stato stimato che più del 30% delle polveri in città è sollevata dai manti stradali. Limitare la velocità dei veicoli. Abbassare i limiti di velocità sulle strade molto trafficate e vicine ai centri abitati riduce notevolmente sia la polvere emessa direttamente che quella risollevata.

“Si tratta di provvedimenti semplici, abbastanza efficaci e sicuramente poco invasivi – commenta la Grilli - da adottare prima di ricorrere ad eventuali limitazioni del traffico, che comportano invece dei costi sociali molto elevati rispetto ai benefici che permettono di realizzare. Infine vorrei affrontare la questione dall’importante ‘angolatura culturale’ che riguarda il rischio di perdere di vista il ruolo del progresso tecnologico nella crescita sociale ed economica della società. Non riconoscere che il progresso tecnologico sviluppa anche gli strumenti per contenere l’inquinamento atmosferico, e ritenere invece che causi un inevitabile e continuo peggioramento delle condizioni ambientali, porta ad una visione distorta della realtà che conduce di sicuro a scelte politiche errate o, quantomeno, non in accordo con la scala delle priorità”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-01-2011 alle 12:09 sul giornale del 15 gennaio 2011 - 2364 letture

In questo articolo si parla di attualità, lavoro, impresa, CNA jesi, elisabetta grilli

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