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Rocconi: 'Siamo salvi grazie all'amore di Gesù'

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 4' di lettura 15/01/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domneica 16 gennaio.



Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: "Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele". Giovanni testimoniò dicendo: "Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio". Parola del Signore

SOLO IN GESU’, L’AGNELLO DI DIO, C’E’ SALVEZZA

Nella festa del Battesimo di Gesù, il Padre ci aveva presentato il Figlio come il Messia, il Salvatore: in Gesù abbiamo potuto contemplare tutta la misericordia di Dio. Solo per mezzo di Gesù si rifà pace tra Dio e gli uomini. Oggi l’Evangelista Giovanni ci aiuta a riproporci una domanda: perché il Padre ci ha donato Gesù, perché solo Gesù è la via della salvezza, cosa dobbiamo fare per rispondere a questo dono? Il vangelo ci dice che quel giorno il Battezzatore vide Gesù, che peraltro conosceva da un punto di vista umano, in quanto era suo discepolo e anche suo parente. Ma quel giorno lo vide in maniera nuova, si rese conto chi era in verità e pertanto lo indicò così: «Ecco l'agnello di Dio!» (Gv 1,36).

AGNELLO PER IL SACRIFICIO

L'Evangelista Giovanni aveva detto poco prima nel prologo: il Verbo di fece carne. Persona umana piccola, fragile. Ma ora ci viene spiegato che l’Incarnazione non è solo un atto di umiltà e nemmeno solo un gesto di condivisione: il Verbo che si fa carne è l'agnello, cioè carne per il sacrificio. E' questo uno dei punti centrali del Cristianesimo. Dio ama tanto il mondo da dare il suo Figlio. Il Padre lo dona per amore, il Figlio vive nell’amore fino a offrire la sua vita. Ciò fa capire che l'Incarnazione esprime la solidarietà di Dio, ma non solo: l'Incarnazione è in vista della croce. L'amore di Gesù è un amore sponsale che viene vissuto nel farsi dono, dono pieno, per la salvezza di tutti. Questo significa dire che Gesù è l’Agnello. Più volte nella bibbia si parla dell’agnello. 1- Al momento della liberazione dall’Egitto, in quel passaggio di Dio, il sangue dell’agnello sparso sulle case causa di liberazione e di salvezza. 2- Il profeta Isaia parla di un servo fedele di Dio che sarebbe stato condotto a morte per la salvezza di tutto il popolo. Un servo di Dio mite come un agnello che non apre bocca e si lascia uccidere. 3- Ogni giorno, mattino e sera, nel tempio veniva sacrificato un agnello. 4- A Pasqua ogni famiglia sacrificava l’agnello per ricordare la liberazione. Quando il Battista indica Gesù chiamandolo “l’Agnello di Dio” tutte queste cose vengono evocate nella mente di chi ascoltava. L’agnello era l’animale per il sacrificio, la sua vita serviva per purificare gli uomini dai loro peccati, per riconciliarsi con Dio.

NEL SANGUE DI GESU’ SIAMO REDENTI

Chi sei tu Gesù? Gesù è l’unica persona che ci è necessaria, perché dal sangue suo siamo purificati. Siamo salvi per mezzo del Sangue di Gesù, sparso per amore, sulla croce. Oggi anche a noi Giovanni Battista grida: “Ecco l’Agnello di Dio”. Certo, ci è difficile cogliere immediatamente la portata di questa parola, ma una cosa la dobbiamo capire: la centralità della croce di Gesù. Chiamare Gesù Agnello di Dio vuol dire che lui è il Crocifisso per amore, crocifisso per espiare i nostri peccati, crocifisso perché dono di Dio. E nello stesso tempo siamo chiamati ad indicare Gesù al mondo: come l’Unico in cui c’è salvezza, perché il Padre si lascia intenerire dall’amore di Gesù, e per amore suo il Padre ama tutti gli altri figli. Noi non abbiamo nulla da presentare a Dio per essere a lui graditi, se non il grande amore di Gesù, la sua intercessione: per questo con forza possiamo dire: solo per Il sangue di Gesù siamo salvi, solo per la sua croce, solo per il suo amore: in nessun altro e per nessun’altra via c’è salvezza.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-01-2011 alle 16:09 sul giornale del 17 gennaio 2011 - 1345 letture

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