Rocconi: 'Nella vita abbiamo bisogno di Gesù per scegliere'

vescovo Gerardo Rocconi 4' di lettura 29/01/2011 -

Di seguito riportiamo il Vangelo di Matteo di domenica 30 gennaio ed il relativo commento di Mons. Gerardo Rocconi, vescovo di Jesi.



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,perché saranno consolati.
Beati i miti,perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli». Parola del Signore

LO SCANDALO DELLE LE BEATITUDINI
Oggi la liturgia ci propone una delle più belle pagine del vangelo: le Beatitudini. Gesù si propone come il Maestro che sa indicare la strada della gioia, anzi, alla fine conclude che Lui è la fonte della gioia. Tante volte abbiamo sentito dalla bocca di Gesù quella parola: Beati, beati... Ma oggi Gesù avvicina alla parola Beati altre parole che sembrano contraddire la gioia: povertà, mitezza, persecuzione, afflizione. Dice infatti: Beati i poveri in spirito, Beati quelli che sono nel pianto,Beati i miti, Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, Beati i puri di cuore, beati i perseguitati per la giustizia,...
Il significato è chiaro: Gesù subito ci vuol dire che propone un modo di ragionare diverso, anzi, contrario a quello del mondo per raggiungere la gioia. Gesù vuol sottolineare la falsità delle beatitudini del mondo. “Non è vero!” dice Gesù, “che la strada della ricchezza, potere, arroganza, orgoglio, superiorità che il mondo propone porti ad una pienezza interiore. Le beatitudini del mondo sono false e io vi indico un’altra strada”.

BISOGNA SCEGLIERE
E allora non ci si può esimere da una scelta, da una scommessa: o Gesù o il mondo; o il pensiero di Gesù o il pensiero del mondo. E’ necessario decidere, bisogna stabilire da che parte si vuol stare.
C’è qualcuno che ha messo pienamente in pratica questa pagina? Certo, è Gesù stesso. Fino al punto che possiamo dire che questa pagina rappresenta un ritratto di Gesù. Questa pagina è un invito ad imitare Gesù, Lui che si è fatto povero, Lui che è stato mite ed umile di cuore, Lui che ha sofferto e pianto per il peccato degli uomini, lui che ha fatto bene tutte le cose, Lui che ha obbedito fino a dare la vita, Lui che rende visibile il volto misericordioso del Padre, Lui che è stato perseguitato. Ora Gesù è il Risorto, è il Vivente: l’umanità di Gesù ha raggiunto la pienezza di vita e ha caratteristiche divine. Beati, dice a noi Gesù, se Lo sapremo imitare e accogliere: avremo la sua stessa sorte, la vita eterna, accanto a Dio, nel cuore di Dio... e avremo fin da oggi la pace del cuore.

IL PANE DI VITA PER SEGUIRE GESU’
Non stiamo qui a domandarci se è facile o difficile seguire Gesù. Diciamo semplicemente che è possibile, ma non con le sole nostre forze. Abbiamo bisogno di un aiuto che viene da lui. Il Signore ci chiama a seguirlo, ci incoraggia, ci chiede di scegliere Lui, di abbandonare il peccato in tutte le sue forme, di imitare lui e ci offre un aiuto: l’aiuto è l’Eucaristia. L’aiuto è il Pane di Vita, è quel cibo di cui Gesù dice: Chi mangia di me, vivrà per quella forza che io gli posso dare.
Nel momento in cui ci accingiamo a ricevere la S. Comunione sentiamo dirci: Beati gli invitati alla Cena del Signore. Perché è beato chi può partecipare all’Eucaristia? Perché incontra Gesù! Perché incontra Lui morto e risorto che comunica la sua vita. Perché riceve la forza di Colui che ha detto “Senza di me non potete fare nulla, non potete portare alcun frutto buono”, perché riceve in dono lo Spirito di Gesù che permette di imitare Gesù e di avere i suoi stessi sentimenti.
Un invito conclusivo, carissimi: Facciamo nostro il messaggio delle Beatitudini. Scommettiamo su chi in verità può darci la sua gioia, oggi e per l’eternità. E non pensiamo alla fatica; pensiamo piuttosto che è possibile, se ci lasceremo aiutare da quella forza che viene dalla SS Eucaristia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-01-2011 alle 16:25 sul giornale del 31 gennaio 2011 - 954 letture

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