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Il Presidente della Regione, Spacca, risponde a Paolo Cingolani sulla sanità jesina

gian mario spacca 3' di lettura 15/02/2011 -

Le dichiarazioni del presidente del Consiglio comunale di Jesi Paolo Cingolani forse sono frutto di scarsa informazione”. Il presidente della Regione, Gian Mario Spacca, risponde così alle dichiarazioni di Paolo Cingolani, apparse oggi sulla stampa, in merito alla sanità jesina. “Il presidente del Consiglio comunale parla di finanziamenti rimasti sulla carta e di impegni disattesi – dice Spacca – Le cose sono due: o Cingolani ha omesso di documentarsi sull’argomento o lo ha fatto ma ha rovesciato la realtà per motivi che sinceramente ci sfuggono.



La Regione ha infatti finanziato con circa 17,5 milioni di euro, attraverso il I stralcio dell’Accordo di programma con il Ministero della Salute, sia i lavori di completamento del nuovo Ospedale Carlo Urbani, sia la realizzazione della Rsa di Jesi. Tanto è vero che la Direzione della Zona 5 sta procedendo all’avvio delle relative gare di appalto per il completamento delle opere. Tutto ciò è in linea con il programma relativo ai lavori previsti per il 2011 che ci risulta il Direttore di Zona ha avuto già modo di comunicare al Consiglio comunale che Cingolani presiede. La prima tappa, pienamente rispettata, di tale programma che prevede l’allestimento di nuovi spazi e servizi, anche attraverso l’acquisto di tecnologie, è prevista per sabato 26 febbraio, quando sarà inaugurata la Risonanza Magnetica Aperta all’interno dell’Ospedale Carlo Urbani. Per la Rsa di Jesi è già stato effettuato un progetto esecutivo; nel frattempo, allo scopo di dare risposte ai cittadini, è stata avviata la pratica per l’autorizzazione di 40 posti letto per l’Rsa, in regime residenziale presso l’attuale casa di riposo di via Gramsci. Anche la seconda tranche delle risorse dell’Accordo di programma, per 220 milioni di euro, attualmente in fase di esecuzione, vede coinvolta la sanità jesina, accanto a quella fermana, all’Inrca e al Salesi di Ancona”.

Prive di fondamento anche le accuse di un mancato confronto tra Regione da una parte, istituzioni locali e sindacati dall’altra. “Sono stati diversi – dice Spacca - gli incontri svolti sul territorio, diverse anche le riunioni, ultima in ordine di tempo questa mattina, organizzate a livello regionale con i sindacati di categoria. A Cingolani – conclude – ricordo che il coordinamento d’area vasta è a Fabriano da tre anni e la ridefinizione della rete socio-sanitaria da lui citata dunque non c’entra. Ma soprattutto gli ripeto quanto detto non più tardi di ieri e cioè che il municipalismo e le rivendicazioni al grido di l’erba del vicino è sempre più verde, rischiano di portare la sanità marchigiana, oggi ai primi posti a livello nazionale per qualità ed efficienza del servizio sanitario e virtuosità dei conti, e per questo considerata riferimento nazionale, verso il commissariamento. C’è infatti il rischio, a fronte dei tagli imposti dal governo nazionale (per le Marche -80 milioni solo quest’anno) che la situazione per la sanità marchigiana possa cambiare in modo repentino fino al commissariamento come è accaduto al Veneto. Noi vogliamo invece mantenere la governance della sanità nell’ambito della Regione e tutelare il diritto alla salute dei nostri cittadini. Possiamo farlo organizzando una politica sanitaria di sintesi su tutta l’area regionale che tenga conto delle esigenze dei singoli territori in modo collaborativo, integrato, uniforme, armonico e solidale”.


da Gian Mario Spacca
presidente Regione Marche




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-02-2011 alle 19:59 sul giornale del 16 febbraio 2011 - 1741 letture

In questo articolo si parla di sanità, politica, gian mario spacca

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