IdV: balneari, patrimonio turistico di tutto il territorio

3' di lettura 24/02/2011 -

Il nostro presidente Antonio Di Pietro ha incontrato il Sib Marche (Sindacato Italiano Balneari) per ascoltarli nelle loro esigenze e rispondere con proposte concrete con soluzioni efficaci per la loro realtà.



Primo leader politico che prende una posizione precisa sul tema dello smantellamento da parte del governo del sistema balneare, confermando che presenterà la settimana prossima un question - time alla Camera dei Deputati in difesa delle ragioni dei gestori degli stabilimenti balneari, ha subito focalizzato il tema. “Di cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di stabilimenti balneari, stiamo parlando di concessione governativa inteso come tempo, durata della concessione. Stiamo parlando di garanzie per chi inizia questa attività imprenditoriale di poter investire e rientrare nei propri investimenti nel fare un’attività imprenditoriale che vale la pena di farla, perché non si può chiedere alle persone di lavorare in perdita”.

Questo è il punto di principio che Antonio Di Pietro ha voluto centrare. In un territorio costiero come quello della nostra Regione gli stabilimenti balneari sono il centro dell’attività turistica, il nodo cruciale del turismo e dell’economia. Uno snodo fondamentale. Criminalizzare le concessioni, mortificarle, metterle in condizione di non farle funzionare vuol dire portare via il lavoro a tanta gente e impedire lo sviluppo economico in un momento così difficile e far chiudere tanti stabilimenti. La proposta dell’Italia dei Valori illustrata dal nostro presidente è semplice e doppia, sia per chi l’attività la svolge da tanti anni e sia per chi l’attività la vuole svolgere in futuro o ancora svolgerla. In un’ottica di questo genere è arrivata una direttiva europea che impone l’evidenza pubblica. Cioè vale a dire si fanno le gare e si ha un tempo limitato per le gare stesse. O meglio, si fanno delle aste senza alcuna regola purtroppo! Come sottolinea Di Pietro, “voi capite che la durata della concessione balneare è fondamentale per il tipo di investimento. Voi capite che c’è un mare di imprenditori che già lo facevano con la presupposizione di poter fare il lavoro. La gente nel rispetto delle regole un tempo ha messo su un’attività imprenditoriale, se tu gli cambi le regole del gioco fai il gioco delle tre carte, se uno l’avesse saputo non l’avrebbe fatto”.

Noi dell’Italia dei Valori ci prendiamo questo impegno. Primo, di carattere generale, vogliamo che il tempo di concessione sia un tempo congruo per investire bene, per rendere competitivo lo stabilimento balneare e richiamare così il turismo perché se no il turista se ne va in Croazia, e se lo vogliamo qua dobbiamo mettere in condizione l’imprenditore di investire e poter dare qualcosa in più al turista. Secondo, nello specifico, dalla fase dell’evidenza pubblica a quella della concessione bisogna stabilire una regola perché non ci sia una tagliola della chiusura immediata delle concessioni così da tener fuori chi deve rientrare. Uscire quindi dalla direttiva comunitaria in via di eccezione come è stato fatto per i farmacisti, i tabaccai, i tassisti, perché il fatto è che ci sono delle categorie per le quali i tempi degli investimenti non sono congrui con il tempo della direttiva comunitaria. Il tempo tecnico deve essere tale per far rientrare gli imprenditori così da poter investire in questa realtà. Per quelli che vogliono attivarsi di nuovo è necessario che abbiano la certezza di poter investire in aspettativa di un profitto.

Per l’Italia dei Valori, ha ribadito il nostro presidente Antonio Di Pietro, gli stabilimenti balneari sono un bene per il paese. Un buon funzionamento di questi vuol dire più turismo per il paese e più economia per il paese. L’Italia dei Valori come sempre dalla parte dei cittadini è dalla parte degli imprenditori balneari per la loro attività, patrimonio turistico della Regione Marche e di Senigallia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-02-2011 alle 16:34 sul giornale del 25 febbraio 2011 - 1997 letture

In questo articolo si parla di politica, senigallia, italia dei valori, idv senigallia, stefano canti

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Ma guarda... E vuoi vedere che questa grande crociata Dipietrista parte proprio da Senigallia??

Quello stesso presidente del partito della massima trasparenza e legalitá che prende spunto dalla cittá per difendere i bagnini di tutta Italia ma che non ha manifestato nessun interesse per la cacciata e le dimissioni dei fondatori della sezione cittadina Fabrizio Chitti e Laura Lavatori.

Forse loro avevano una colpa...quella di non piantare ombrelloni d´estate...

Io se vado dal mio referente politico Senigalliese
me dice che nun se po' fa nient, xche' l'asesor nun el fila (caga ) x nient.
Canti pensane n'altra famm en piacer

carlo casci ceccacci

Commento sconsigliato, leggilo comunque

pare che la storia italiana l'hanno scoperta loro e ne sono depositari...

Franca Rame, perché se ne andò?Giulietto Chiesa lo ha detto sebbene non lo condivida nelle sue idee, non tutte, ma come impostazione di base:ha detto che ha rilevato una totale, marchiana, mancanza di democazia interna al movimento e s'è tolto, Giulietto chiesa, lo raccontava sbigottito.Chissà dove è grilini , quanto ci dura dentro.