Gli Amici della Foce del Cesano fanno il punto dopo l'emergenza

2' di lettura 06/03/2011 -

I volontari dell’associazione Amici della Foce del Fiume Cesano, sabato 5 marzo, si sono recati nell’area del Pioppeto della Bruciata per effettuare la periodica pulizia del parco. E’ stata occasione anche per compiere un sopraluogo nel fiume e verificare le situazioni critiche dell’alveo dopo l’inondazione dei giorni scorsi.



Il recente straripamento, a differenza dell’alluvione di qualche mese fa, dove le acque sono fuoriuscite nei pressi del ponte dell’A/14, questa volta ha colpito l’area a monte dell’Autostrada, tracimando proprio dove la ghiaia è ammassata al centro dell’alveo assieme ad una eccessiva vegetazione.

L’altro punto critico, che gli Amici della Foce segnalano, riguarda le vicine colline che da anni stanno cedendo, spesso prive di scoline e fossi collettori, così come di siepi o alberature che in passato garantivano la stabilità dei versanti. Un problema questo dell’acqua mista a fango, molto pericoloso, che ha già procurato non pochi danni a persone (con perdita di vite umane) ed attività economiche del nostro Paese.

Il problema idrogeologico, che riguarda tutta la nostra regione (a rischio circa il 90% del suolo), dove l’alta impermeabilizzazione (case, strade, capannoni, ecc.), l’abbandono delle campagne, l’incuria dei terreni e dei corsi d’acqua, dovrebbe rappresentare una vera e propria priorità, come gli Amici della Foce e molti altri denunciano da tantissimi anni.

Il nostro è un territorio fragile ed a rischio di calamità, ormai lo abbiamo sperimentato in più occasioni. Basta una pioggia abbondante per mettere in crisi il territorio e ritornare alla conta dei danni, interruzioni stradali, richieste di aiuto.

Di fronte a questo scenario speriamo che finalmente maturi la consapevolezza che bisogna approdare a un nuovo sistema di governo del territorio che preveda l’attivazione di presidi territoriali, l’ottimizzazione delle risorse umane, agricoltori, geologi, dottori agronomi e forestali, ingegneri, guardie forestali e polizia urbana (e rurale), coordinate da una regia in rete per il costante monitoraggio, e per il rispetto delle Leggi e delle regole esistenti a cominciare dal Codice stradale.

Occorre per tanto una politica che garantisca la manutenzione del territorio e che abbia anche la presunzione di voler dire che forse bisogna attuare un moderno piano delle opere di sistemazione idraulico forestale che abbracci l’intero territorio regionale.

L’auspicio dell’Associazione ambientalista è che finalmente si metta in atto il principio della prevenzione al posto delle solite enunciazioni post causa: lo “stato di calamità”, che spesso significa lasciare le cose come stanno o rattopparle con il rischio di gettare via ulteriori risorse.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-03-2011 alle 13:21 sul giornale del 07 marzo 2011 - 1395 letture

In questo articolo si parla di ambiente, attualità, associazione amici della foce del fiume cesano

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Commento modificato il 06 marzo 2011

Con tutto il rispetto (e mi sembra che lo abbiate compreso anche voi) queste questioni non sono faccende per volontari, bensì compiti da collocare tra i primi punti di una lista di governo del territorio.

Ho sempre più l'impressione andando avanti con gli anni che questa nazione si voglia o si debba reggere sulle spalle del volontariato.