Partecipazione e Rifondazione comunista: 'Chi vuol chiudere l'ospedale di Senigallia?'

Paolo Battisti e Roberto Mancini 2' di lettura 09/03/2011 -

Con la politica dei tagli orizzontali senza programmazione si vuol depotenziare e probabilmente chiudere l'ospedale di Senigallia, procedendo in modo strisciante, continuo e costante”. Partecipazione e Rifondazione Comunista tornano ad affrontare la questione sanità e propongono un osservatorio per far emergere la discussione.



Le criticità sono tante dalla guardia medica che si trova in condizioni fatiscenti, ai tempi di attesa del pronto soccorso, alle liste di attesa, ricordo che si aspettano 8 mesi per l'ecodoppler ed un anno per una mammografia, - ha detto Paolo Battisti, Partecipazione - grave la soppressione della guardia medica di Ostra, un colpo inferto alla salute dei cittadini che non ha colori politici. Con questo modo di procedere si snatura la nostra zona sanitaria fino a renderla inadeguata alle esigenze dei cittadini. L'amministrazione si nasconde, noi chiediamo di mettere in campo l'osservatorio sulla sanità per fare chiarezza e ripartire”.

C'è un progetto regionale, forse ancora non ben definito, che riguarda la nostra area vasta che intende differenziare l'offerta, ridimensionare e ricalibrare i servizi, - ha aggiunto Roberto Mancini, Partecipazione - per questo motivo chiediamo trasparenza. Il pianeta sanità è estremamente complesso, da tempo in trasformazione e non tutto è dovuto alla politica del governo centrale. A livello regionale si risparmiano con i tagli 20.000.000 di euro però poi si procede con grandi investimenti come le nuove sedi dell'Inrca e del Salesi, scelte che stridono con il taglio del personale”.

In questo modo si aprono le porte al privato, - ha sottolineato Luigi Rebecchini, Rifondazione comunista - chiudendo i piccoli ospedali Torrette non potrà più occuparsi delle eccellenze ma si dovrà concentrare solo sull’ordinario che non faranno più gli altri nosocomi. Non ci si accusi di fare demagogia, non si può discutere di sanità solo nelle segreterie dei partiti”. “Evidentemente per il centrosinistra cittadino e regionale va bene anche la sanità privata, quindi perchè difendere quella pubblica? Lunedì prossimo il sindaco Mangialardi incontrerà a porte chiuse il presidente Spacca, invitiamo i cittadini a mobilitarsi. Intanto da sabato cominceremo un volantinaggio davanti all'ospedale di Senigallia e al poliambulatorio”, ha concluso Battisti.



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Questo è un articolo pubblicato il 09-03-2011 alle 16:25 sul giornale del 10 marzo 2011 - 1537 letture

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Circa 3 anni fa l'Assessore Volpini annunciava uno studio con un pool di esperti per ridurre le liste di attesa.
Sono passati 3 Natali, 3 Pasque, 3 Primavere...ma nessun risultato concreto e tangibile a favore dei pazienti/utenti. Tutto uguale e triste come sempre: pronto soccorso, visite specialistiche, prelievi del sangue/urine.
Addirittura uscì una inchiesta proprio su questo tema spiegando erroneamente che lui lo aveva promesso e l'assessore intervenne immediatamente con un commento rettificando le righe che lungi da lui promettere qualcosa in politica.
Ora si può parlare di insuccesso e di incapacità?? Nonchè di incompatibilità con il ruolo ricoperto e le dichiarazioni rilasciate??
Io credo di si.
Perciò non abbiate paura di fare opposizione (se volete farla) bevetevi un Borghetti e cominciate a sollevare nomi e cognomi di chi con un pizzico di umiltà dovrebbe lasciare l'incarico a qualcun'altro più esperto, preparato, convinto.

Poi ci sarebbe un'altra questione: che fine ha fatto il consigliere dott.Massimo Marcellini, nonchè oncologo dell'ospedale?? E' vivo? Partecipa in consiglio o ai dibattiti?
Perchè dopo mesi di polemiche sulla sanità senigalliese (tra cui anche sul suo reparto) francamente dal fondatore di una coalizione civica partita dal basso e in mezzo alla gente si gradirebbe almeno un parere.

Solo uno.




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