Mario Fiore sul Mamamia: bisogna analizzare il disagio giovanile

10/03/2011 -

In seguito all'intervento ho avuto modo di discutere con tante persone che mi hanno contattato seriamente sul problema che ha caratterizzato la chiusura del Mamamia di Senigallia.



Il mio intervento era incentrato proprio nel sollevare la questione e far partecipare il più possibile la gente su un problema che corre il rischio di essere solamente sottovalutato. E non a caso mi sono arrivati diversi interventi di gente con cui ho potuto constatare diversi punti di vista. Infatti il ruolo di ogni consigliere di maggioranza è proprio quello di far crescere la città insieme all'amministrazione, portando al centro dell'attenzione le difficoltà per poter muoversi all'interno delle istituzioni e cercare di risolverle, con l'aiuto di tutti e con il dialogo.

Va analizzato a fondo il disagio giovanile, cercando di capire alla radice il perché di certi episodi, lanciando un messaggio positivo. Divertirsi non significa affatto ubriacarsi, drogarsi e picchiarsi perché altrimenti il divertimento sano di molti diventerebbe un problema di ordine pubblico a causa di pochi e un serio problema per il locale stesso. A tal proposito ecco alcune proposte che si potrebbero mettere in campo per risolvere il problema o quanto meno arginarlo. Occorre per principio partire con una campagna di sensibilizzazione e informazione nei giovani nelle scuole, facendo collaborare insegnanti e psicologi. Come secondo passo è opportuno mettere regole più rigide per i locali e discoteche, a tutela degli stessi, e creare un dialogo formativo con i gestori in modo da poter rendere più sicuri questi luoghi, rafforzando i controlli della security e da parte delle forze dell'ordine. In estate, nelle piazze e nel lungomare, occorre cercare di coinvolgere il più possibile i giovani con spettacoli, concerti e altre iniziative create magari da loro stessi in collaborazione con il Comune.

Proprio quest'ultima cosa è il principio di “Sballo positivo” che, in collaborazione con i vigili, cerca di sensibilizzare i giovani rendendoli partecipi verso iniziative positive. Proprio in questo ambito l'iniziativa, promossa dall'Assessore Campanile, sta dando i suoi frutti. E' opportuno affrontare il problema dalla base e per questo è necessario un dialogo e un'attenzione continua alle questioni attinenti e per questo ho svolto un interpellanza in Consiglio Comunale, creando un dibattito serio e fattivo e facendo partecipe tutta la città di Senigallia.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2011 alle 17:45 sul giornale del 11 marzo 2011 - 3366 letture

In questo articolo si parla di politica, vivi senigallia, mario fiore, prima commissione

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Il giorno 9/3 Mario Fiore interveniva con il suo primo pensiero sull'ultima vicenda Mamamia e io postavo sotto il seguente commento:

"Il ruolo del consigliere e del politico in genere è convocare la gestione del locale per intraprendere una conversazione anche informale individuando cause ed eventuali rimedi.
Azione minima.
Non è uscire con un comunicato al giorno sulla stampa, non sapendo nemmeno che dire, per sollevare la propria popolarità.
Stesso discorso è valido anche per una amministrazione, per mano degli assessori competenti.
E infatti qui il risultato c'è stato...
Il progetto "sballo positivo", che battezzato tale parte piuttosto male visto il contesto che si accinge ad affrontare, grazie ai numerosi risultati già ottenuti ha trasformato infatti la città in un asilo nido di innocenti.
Cominciare nel vago, senza basi, fondamenta, obbiettivi, partecipazione, per solo spirito scenico..tanto vale non cominciare nemmeno.
Meglio un comunicato o una intervista giornalistica al giorno"

Oggi confrontate questo nuova uscita di Fiore con il mio commento passato...

aaa Mariooooo!

Tu hai vinto le elezioni e lo scranno...io ho preso 2 voti...non penserai che ti vado a suggerire dietro le quinte sino alla fine del mandato...

Commento sconsigliato, leggilo comunque

Approvo, tranne il fatto che scarto totalmente l'ultimo capoverso, fatti miei. Le discussioni sul mamamia sono state affrontate, primariamente , con me, da un anno.Ho fatto presente che il primo comunicato non andaca bene...a me.è arrivato questo(ovviamente io non ho potere di influenza , ma di collaborazione, lui è indipendente, comunque, nelle sue scelte, dico a livello psicologico).Si impegna.Lasciatelo stare, non è giusto dare addosso alla gente che ci mette buona volontà tanta, abitudine diffusa.sarebbe una questione di coscienza e di normalità farla finita.Come lo dovrò ridire?Che è, un diveri mento, per me?Per voi sì, per me no, sono costretto a intervenire sempre, da me stesso... Qualsiasi cosa mario Fire dica o faccia , va male, come mai...Cosa ha fatto Mario Fiore di così deprecabile nella vita, passta e presente...Mi replicate su questo?!
Io non demordo, secondo le normali forme, mi ero promesso di non avvelenarmi, ma non posso fare altrimenti e non sono nessun moralizzatore o moralista o nulla,né commentatore di professione, ma per forza, perché è dovere mio personale.Non avrei voglia di intervenire, soprattitto laddove devo tamponare, ribadire quello che è palese e che gli altri, forse per questo motivo, non accettano e sono ben cocciuti.
Non capisco quale sia la gratificazione, noin capisco, non giustifico né motivo ( a volte si puà sbagliare, si sbaglia, tutti i giorni) tutto questo livore, è negatività allo stato puro e ok, mettiamoci che è un'opinione mia quest'ultima, purché mi venga pubblicato, per favore...

Commento modificato il 11 marzo 2011

Faccio un'analisi sociologica a "spanne", visto che non è il mio mestiere.
Nel nostro Paese, in cui le prospettive per i giovani son poche e scarse (salvo non si abbiano le famose conoscenze), in un Paese dove il modello di riferimento sembra essere la furbizia e sfruttare tutte le occasioni, non dovrebbe sembrare anomala una zuffa ogni tanto.
La stranezza casomai è che non avvenga tutti i giorni.
E questo non avviene perchè in realtà la stragrande maggioranza dei ragazzi dei valori li ha, almeno ancora, e spesso superiori a quelli degli adulti: è questa la cosa incredibile.
Interessante lo sballo positivo, vedremo i frutti: ma onestamente, a fronte di qualche schermaglia dei giovani, leggo e vedo una enormità di schermaglie verbali (e non solo) degli adulti, quelli che dovrebbero insegnare loro il giusto rapportarsi.
Diciamo che al momento la situazione è "gestibile", ma di questo passo non so fra vent'anni cosa succederà.
NOn ne do una colpa al Mamamia, non necessariamente se è vero che la zuffa è nata e si è sviluppata fuori

Uno dei sintomi del malessere è legato all'intervento del cons. Paradisi. Se fossero reali i sospetti avanzati mi vuol dire cons. Fiore quale potrebbe essere la reazione dei ragazzi che si sentirebbero presi per il sedere? Ho detto "se fossero reali", ma anche se così non fosse, già il semplice sospetto si calerebbe su una realtà che vede tanti ragazzi smettere di studiare, e non cercare lavoro, perchè tanto non si trova. In questo stato di cose lo "sballo positivo", che continuo a ritenere una contraddizione in termini, a chi si rivolge? a ragazzi che hanno quale unica ragione di vità quella di farsi una strimpellata? consigliere, la situazione è molto più grave, siamo a liveli paragonabili a queli del nord africa, solo che ancora, da noi, i nonni ed i genitori riescono a far quadrare i bilanci famigliari. Invece di invitare allo sballo cerchiamo di capire quali risorse possono essere messe in campo per favorire l'economia cittadina, favoriamo lo sviluppo delle aziende e aumentiamo l'offerta di lavoro. Dopo pensiamo a sballare.Ecco, secondo me, il compito di un consigliere, di maggioranza ma anche di minoranza.

ora non vorrei fare psicologia o sociologia da due soldi, ma un uomo in giacca e cravatta come si relaziona ai giovani che hanno voglia di essere ribelli, di cambiare le regole, di provare cose nuove?
perche uno di 16 - 20 anni dovrebbe stare a sentire uno che ai suoi occhi e' "vecchio" e rappresenta la stabilita' la routine alla quale i giovani cercano di scappare?
il punto voglio dire e' come comunicare coi giovani ed essere credibili e non sembrare dei genitori pallosi e noiosi....senza offesa per nessuno solo un punto di vista....

Per il momento gli unici frutti tangibili di "sballo positivo" sono le penne griffate col nome della campagna distribuite in giro per la città

Elena

Mario, hai perfettamente ragione quando sostieni che sia necessario avviare delle campagne di sensibilizzazione e di informazione nelle scuole, ma credo che qualche sporadica assemblea d'istituto dedicata al problema non serva a molto. Inoltre, per quanto controlli di polizia più severi siano fortemente auspicabili, questi sono un tentativo di arginare il disagio, non certo di capirne i motivi necessari a risolverlo o ad attenuarlo.

Io credo che, per tentare di affrontare il problema alla radice,sia più proficuo coinvolgere i giovani in un qualche progetto o attività interdisciplinare continuativa che consenta loro di apprezzare il valore del confronto e dello stare insieme, senza dover ricorrere ai ben noti abusi di sostanze alcoliche e stupefacenti.

Un'idea potrebbe esser questa. Il comune potrebbe proporre un tema molto generico(esempi a caso: "il rispetto per la diversità", oppure "la vita felice", o "l'amore per la natura"), e proporre ai giovani dei percorsi mirati di formazione artistica (musicale, pittorica, teatrale, letteraria, sportiva, danzante, culinaria) che, permettendo loro di esprimere la propria creatività relativamente all'argomento prestabilito di volta in volta, consenta di attivare una sensibilizzazione su quest'ultimo. Tale argomento non deve essere necessariamente il disagio giovanile. Lavorando insieme ed entusiasmandosi al progetto, il disagio diminuisce automaticamente.

Si potrebbero coinvolgere studenti provenienti da scuole diverse della città a formare dei gruppi di lavoro che siano messi nelle condizioni di riunirsi il tardo pomeriggo, o magari perfino la sera dopo cena (magari anche nel weekend). Magari, come propone Mario, anche sostenuti da psicologi. I ragazzi hanno tanto bisogno di parlare, di sfogarsi, di imparare a comunicare, e figure simili potrebbero rappresentare punti di riferimento importanti.

Si potrebbero anche organizzare delle serate (o dei concorsi) in cui vengano messi in scena spettacoli di ballo, teatro, canto ecc. interamente congegnati dai ragazzi, magari con feste annesse.

Mi rendo conto che l'idea è molto ingenua, terribilmente utopistica e poco praticabile, e che per far questo sarebbero necessarie delle sedi come scuole,palestre, centri sociali, oratori, che necessiterebbero di orari di apertura prolungati, nonché un massiccio stanziamento di fondi da parte di comuni e regioni. Ma....per operare un cambiamento son necessarie delle risorse da spendere e tanta organizzazione, e l'entusiasmo nei progetti in cui si crede non è sufficiente a realizzarli. Se ci fosse una volontà precisa da parte di comuni e regioni di impostare progetti simili, che, senza imporre alcunché, lascino un libero sfogo delle idee e delle passioni dei giovani,probabilmente potremmo compiere un piccolo passo verso la soluzione del problema.