Una 'finta' selezione per arrivare ad un’assunzione politica

roberto paradisi 2' di lettura 10/03/2011 -

E' scaduta il 10 marzo la finta selezione indetta dall’Amministrazione comunale per assumere un “esperto” in accoglienza e promozione turistica a tempo determinato. Intorno alle ore 12, circa 100 cittadini animati da vane speranze, avevano presentato formale domanda.



Parlo di “finta” selezione prevista per una serie di motivazioni che non possono non allarmare chi ancora crede nei valori della imparzialità e della trasparenza della pubblica amministrazione. Nel bando è richiamato l’art. 110 del testo unico sugli enti locali (procedura comparativa) ma le incongruenze sono troppe. Innanzitutto, la “selezione” è riservata solo ai laureati escludendo a priori, nella città dell’istituto alberghiero tra i più rinomati d’Italia, i diplomati in discipline turistico-alberghiere o i cittadini in possesso di qualifiche specialistiche. Addirittura viene ammesso il laureato in legge e non il diplomato in attività turistico-alberghiera. Ma il dato più eclatante è che non si procederà a nessuna prova valutabile oggettivamente (test, tema o quant’altro).

La finta selezione avverrà per titoli anche non formali (“ogni altro elemento utile a rappresentare capacità e attitudini”) e, a totale discrezione della commissione interna comunale, qualche candidato potrà essere chiamato per un colloquio di approfondimento. Assurdità finale. Al termine di tale arbitrario procedimento, la commissione fornirà al sindaco Mangialardi una rosa di nomi e lui, come avviene nei sultanati delle aree medio-orientali, farà calare il dito indice su un “selezionato”. Scelta insindacabile. E siccome il carattere assolutistico di tale finta selezione non appariva sufficientemente marcato, il sindaco si è riservato persino il diritto di non nominare nessuno tra la rosa proposta dal direttore Ratiglia e compagni e di procedere lui stesso ad un’altra nomina personalistica (“è fatta salva la facoltà del sindaco di non procedere al conferimento dell’incarico e di adottare soluzioni diverse”).

Come dire: abbiamo scherzato. Siamo alla inversione radicale dei principi di trasparenza e buon andamento della pubblica amministrazione con un potere locale che non garantisce criteri oggettivi e imparziali per le assunzioni ma adotta criteri di evidente decisionismo politico con procedure farraginose, arbitrarie e finalizzate solo a legittimare scelte già pianificate. E’ triste prendere per i fondelli tanti nostri concittadini che sperano in un posto di lavoro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-03-2011 alle 16:18 sul giornale del 11 marzo 2011 - 3841 letture

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