Senigallia: danni del maltempo, la Regione prepara l'ordinanza per i risarcimenti

maltempo ripe 2' di lettura 14/03/2011 -

I danni causati dal maltempo sono stati lunedì il primo punto all’ordine del giorno della giunta regionale che si è riunita a Senigallia. Il presidente della Regione Gian Mario Spacca e gli assessori hanno recepito il parere del professor Valerio Onida Presidente Emerito della Corte Costituzionale il quale avalla la tesi sostenuta dalla Regione Marche in merito all’art.5 del decreto “mille proroghe” nel corso dell’incontro del 9 marzo scorso a Palazzo Chigi con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta.



La nuova norma prevede che in caso di situazioni emergenziali la Regione interessata possa acquisire le risorse necessarie tramite tassazioni aggiuntive caricate sulla stessa comunità regionale danneggiata e qualora tali misure non siano sufficienti, ovvero l’evento calamitoso sia di rilevanza nazionale, fare ricorso al Fondo nazionale di Protezione Civile. La richiesta che è stata avanzata dal presidente Spacca al Governo nazionale è invece che venga riconosciuta la rilevanza nazionale della calamità e quindi la possibilità di attingere direttamente al Fondo Nazionale di Protezione Civile.

“La situazione marchigiana – ha sottolineato Spacca - non può e non deve essere trattata in maniera difforme da quanto recentemente si è verificato per Liguria, Veneto, Campania e provincia di Messina”.

Il parere del prof. Onida martedì sarà inviato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e consegnato anche al responsabile nazionale della Protezione Civile Franco Gabrielli che sempre domani sarà ad Ancona per costruire insieme allo staff regionale l’ordinanza di protezione civile del Presidente del Consiglio dei ministri con i primi interventi urgenti per fronteggiare i danni conseguenti agli eccezionali eventi alluvionali, al fine di definire un piano per il superamento dell’emergenza. Nell’ordinanza saranno inseriti tre “capitoli” di interventi, in ordine di priorità: quelli di somma urgenza (assistenza alla popolazione, messa in sicurezza, ecc.), quelli per il ristoro delle attività produttive colpite dall’alluvione, quelli per il ripristino delle infrastrutture e dei versanti idrogeologici colpiti. Nel corso della giunta è stata anche approvata una comunicazione formale che prevede la definizione di una proposta stralcio della legge urbanistica che riveda e aggiorni le norme sull’utilizzo del suolo, l’equilibrio idrogeologico e la rete fluviale. E’ stato inoltre incaricato il vicepresidente Petrini di individuare e definire interventi per la pulizia e il dragaggio dei fiumi marchigiani.

“Si tratta di provvedimenti doverosi – ha detto il presidente Spacca –, per fare in modo che queste precipitazioni eccezionali generate dai cambiamenti climatici in atto e quindi destinate a divenire sempre più frequenti, non ci colgano impreparati”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-03-2011 alle 15:56 sul giornale del 15 marzo 2011 - 703 letture

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Faccio i complimenti a questo comunicato della Regione che, perfettamente in linea con tutti i comunicati politici e dei mass media del periodo, continua a parlare di calamità naturale per tre giorni di pioggia. Ma i signori consiglieri regionali, e anche i signori giornalisti direi, hanno per caso guardato il telegiornale ultimamente, hanno visto le immagini proveniente da Tokio? Si sono resi conto di cosa è realmente una calamità naturale? A me non sembra proprio. Ma possibile che da nessun mezzo di informazione siano trapelati dubbi o domande sul perchè tre giorni di pioggia nella nostra regione hanno causato tutti questi guai? Certo che no perchè altrimenti dovrebbero emergere le gravi colpe umane di una gestione scellerata del territorio, di scelte strategiche votate a riempirsi il portafoglio più che al benessere della collettività. E' più facile dare la colpa alla natura, tanto lei mica può rispondere! Nel nostro comune (Senigallia ndr) nei giorni delle piogge c'erano gli argini del misa tagliati per i lavori di Società Autostrade. C'è un sindaco che in una pubblica assemblea dice di fregarsene del PAI (piano di assetto idrogeologico). E poi con queste premesse ci meravigliamo se l'acqua invade capannoni e abitazioni? E poi gridiamo al disastro naturale e piangiamo chiedendo soldi al governo? Certo che fare gli amministratori in questi termini sono capaci tutti. Sarebbe ora che cominciasse ad intervenire la magistratura, perchè le leggi ci sono ma chi ci governa sono i primi a non rispettarle. E' ora che chi sbaglia cominci a pagare. I privati che sono stati danneggiati hanno il diritto di essere rimborsati ma dai veri responsabili e soprattutto non sotto forma di elemosina che arriva da Roma.




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