Rocconi: deponete anche ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 6' di lettura 09/04/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 10 aprile



Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, le sorelle di Lazzaro mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami è malato». All’udire questo, Gesù disse: «Questa malattia non porterà alla morte, ma è per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio venga glorificato». Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro. Quando sentì che era malato, rimase per due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse ai discepoli: «Andiamo di nuovo in Giudea!».
Quando Gesù arrivò, trovò Lazzaro che già da quattro giorni era nel sepolcro. Marta, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa. Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà». Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno». Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».
Gesù si commosse profondamente e, molto turbato, domandò: «Dove lo avete posto?». Gli dissero: «Signore, vieni a vedere!». Gesù scoppiò in pianto. Dissero allora i Giudei: «Guarda come lo amava! Ma alcuni di loro dissero: «Lui, che ha aperto gli occhi al cieco, non poteva anche far sì che costui non morisse?».
Allora Gesù, ancora una volta commosso profondamente, si recò al sepolcro: era una grotta e contro di essa era posta una pietra. Disse Gesù: «Togliete la pietra!». Gli rispose Marta, la sorella del morto: «Signore, manda già cattivo odore: è lì da quattro giorni». Le disse Gesù: «Non ti ho detto che, se crederai, vedrai la gloria di Dio?». Tolsero dunque la pietra. Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti rendo grazie perché mi hai ascoltato. Io sapevo che mi dai sempre ascolto, ma l’ho detto per la gente che mi sta attorno, perché credano che tu mi hai mandato». Detto questo, gridò a gran voce: «Lazzaro, vieni fuori!». Il morto uscì, i piedi e le mani legati con bende, e il viso avvolto da un sudario. Gesù disse loro: «Liberàtelo e lasciàtelo andare» .
Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. Parola del Signore.


NEL BATTESIMO RISORTI CON GESU’
Il vangelo di oggi ci riporta il racconto della resurrezione di Lazzaro. Questo episodio così importante, nella mente dell’evangelista Giovanni è ancora un segno per dirci cosa il Signore vuol fare di noi, mediante il Battesimo e la fede. Possiamo anticipare così: Gesù è la vita, è la resurrezione e vuole comunicarci la sua vita di risorto. E lo fa per mezzo del battesimo. Ma andiano con ordine.

LAZZARO, UN SEGNO CHE GESU’ CI DONA
* Lazzaro è malato, ma Gesù non va a Betania a trovarlo e dice: La sua malattia è per la gloria di Dio. E’ come se dicesse: Non c’è nessun problema umano che non possa essere risolto da Dio. Solo il peccato è per la morte.
* Ma Lazzaro muore. E quando Gesù arriva a Betania deve pertanto sentire il rimprovero della sorella di Lazzaro: Signore, Se tu fossi stato qui. mio fratello non sarebbe morto. Forse Marta, la sorella di Lazzaro, non si rende conto che Gesù è sempre qui, è sempre con noi, è sempre il salvatore. E pertanto Gesù così le risponde: “Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morrà in eterno”.

GESU’ DONA LA VITA… PER SEMPRE
* Certo, Gesù si presenta come la vita. E noi sappiamo che la vittoria sarà della vita. Noi sappiamo di attendere la resurrezione finale, attendiamo la Vita eterna.... Leggiamo nella Prima lettera di Giovanni: “Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo non è stato ancora rivelato. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è”.
* Questa è la nostra vera, grande speranza: la vita eterna. Ma dobbiamo anche sapere che noi siamo già nella vita eterna, siamo già figli di Dio, possediamo già le primizie della vita. Ricordiamo quello che ci dice Giovanni: Quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente! Noi fin d'ora siamo figli di Dio, Mediante il battesimo e la fede siamo realmente diventati figli di Dio. Il battesimo è una vera risurrezione. Da una situazione di morte siamo nati come figli di Dio. Dice Gesù: “Quel che è nato dalla carne è carne, ma quel che è nato dallo spirito è spirito”. Chi rinasce come figlio di Dio ha una vita spirituale, immortale.

NECESSITA’ DI VIVERE “DA RISORTI”
*Il fatto che nel battesimo abbiamo ricevuto una vita nuova che Gesù ci ha comunicato, richiede una coerenza, richiede cioè che viviamo da risorti. Per questo san Paolo ci dice: Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù. Cosa vuol dire cercare le cose di lassù: Vuol dire non vivere più secondo i capricci di questo mondo. Per cui san Paolo continua: Mortificate dunque quella parte di voi che appartiene alla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e quella avarizia insaziabile che è idolatria... E poi continua: Deponete anche ira, passione, malizia, maldicenze e parole oscene dalla vostra bocca. Non mentitevi gli uni gli altri. Perchè tutto questo? perchè si è risorti e si è rivestito l’uomo nuovo, per vivere in maniera nuova, per cui l’apostolo può ancora continuare: Rivestitevi dunque di sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di mansuetudine, di pazienza... E al di sopra di tutto poi vi sia la carità.
Certo, è un vivere impegnativo, ma è il vivere degli uomini nuovi, risorti con Gesù. E questo ha subito una conseguenza: L a pace di Cristo regni nei vostri cuori...






Questo è un editoriale pubblicato il 09-04-2011 alle 14:54 sul giornale del 11 aprile 2011 - 947 letture

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