Scuola di politica, proposta del programma 2011

13/04/2011 -

Chi scrive rappresenta un gruppo di persone, adulti e giovani, che intendono riappropriarsi del valore democratico del confronto e della partecipazione ai temi della città dell’uomo. L’obiettivo è di promuovere una nuova cultura della politica. Dibattere i temi fondamentali della democrazia e della cittadinanza. Confrontarsi con testimoni privilegiati. La scuola di partecipazione e cittadinanza attiva intende essere un luogo di incontro tra culture e posizioni anche differenti. Il motto della scuola è la frase di Voltaire: “Non condivido la tua idea, ma darò la mia vita perché tu possa esprimerla”.



L’iniziativa è proposta da un gruppo di persone sensibili ai temi democratici, persone che appartengono alla società civile, ad iscritti e/o simpatizzanti di diversi partiti politici.
La partecipazione di questa iniziativa è aperta a tutti, in particolare ai giovani che vorranno approfondire i temi per fare politica: per chi opera nelle istituzioni e nelle amministrazioni, per chi svolge attività politica, ma anche per chi intende la cittadinanza in modo attivo e informato.

I profili formativi della Scuola riportano ai veri obiettivi della politica: rispettare la dignità delle persone, migliorare le opportunità, accrescere il benessere dei cittadini, occuparsi dei problemi della gente, offrire un modello di intervento per cui i partiti si occupino dei problemi delle persone e non il contrario.

Il metodo didattico privilegia il coinvolgimento diretto dei partecipanti, attraverso seminari, testimonianze qualificate, laboratori.

I temi di riferimento della Scuola sono i seguenti:
• i principi e le regole della democrazia; le politiche pubbliche; la multilevel governance
• la storia e lo stato della democrazia, in Italia e nel mondo
• il welfare e le politiche di genere
• lo sviluppo economico e sociale
• le trasformazioni e le condizioni di vita nella città contemporanea.

Sede: Sala dell’Azione Cattolica Diocesana, Piazza della Repubblica 4, Jesi
Giorno: VENERDI 15 aprile
Orario dell’iniziativa:
18.00– inizio lavori – conferenza
19.00– dibattito – approfondimento
20.00 – cena presso Ristorante Corte Bettini Jesi con menu a prezzo fisso 20€

RELATORE: DR. ALESSANDRO BRUNI – vice sindaco di Tolentino
TEMA DELLA SERATA: “COSA E’ LA SINISTRA OGGI?”

Per chi vuole approfondire
Diceva il prof. Viktor Emil Frankl, fondatore della logoterapia ed analisi esistenziale: “se c’è qualcosa che aiuta le persone a superare le difficoltà, questo è la coscienza di un significato, di un compito, di un valore, di un’attività che deve essere ancora realizzata”.

Come può declinarsi questa affermazione in politica?
A livello politico, ciò vuol dire riappropriarsi di se stessi, della propria storia, dei propri valori, superando la paura del divenire, e la paura del confronto con gli altri.
Oggi che sono attaccati e minacciati i fondamenti del comune sentire, (l’attacco alla giustizia ed alla Costituzione, la deriva etica e morale, l’assenza di una solidarietà autentica, l’insicurezza per il proprio lavoro per la crisi che stringe il Paese) occorre agire in prima persona, vi è l’urgenza che il cittadino riscopra il bisogno di partecipazione.

Occorre vivere la dimensione della partecipazione nella vita della comunità, tenendo conto del punto di vista dei gruppi, dei movimenti di base, dell’associazionismo culturale e ricreativo. Occorre un’azione forte, il consenso delle persone, che divengono attori del cambiamento. Occorre umanizzare la politica, cioè ripartire dalle persone, non dai partiti.

I partiti sono per le persone, non il contrario. Nel tempo della fuoriuscita dalla modernità si vive un apparente paradosso: sono tramontate le ideologie, ma mai come ora si assiste ad un ritorno di atteggiamenti di fanatismo nelle forme partito. Ogni fanatismo è negativo in quanto trascura le persone, trascura la libertà e la dignità di ogni cittadino. Nulla è tanto caratteristico nel fanatico quanto il fatto che per lui tutto diventa trucco, semplice mezzo per conseguire un scopo. Il modo di vedere del fanatico si condensa nel concetto che il fine giustifica i mezzi, quando in realtà ci sono dei mezzi che invalidano anche i fini più nobili. Questo atteggiamento è tanto più pericoloso nella politica fanatica che rende l’uomo politicizzato, quando in realtà è necessario proprio il contrario, e cioè che la politica si riumanizzi.

E’ pertanto significativo portare a compimento l’idea di umanizzare la politica, in primo luogo, mediante la partecipazione attiva della gente, per realizzare un nuovo protagonismo comunitario. C’è un ritardo culturale di fondo sia in Italia sia nella nostra regione, soprattutto per ciò che riguarda la democratizzazione della vita pubblica e per l’ incapacità dei partiti di assumere la tutela delle categorie maggiormente disagiate.

In secondo luogo è significativo portare a compimento l’idea di legalizzare la politica, per costruire percorsi autentici di legalità lontano ed al di fuori delle consorterie dei partiti, dai compromessi di coloro che usano la politica per fare solo i propri interessi. Vaclav Havel affermava che la legalità è il potere dei senza potere.

In terzo luogo, è significativo portare a compimento l’idea di difendere la politica, quella che pone al centro l’uomo ed i suoi valori, la persona e le sue istanze di verità, giustizia, libertà e responsabilità, solidarietà.

La nostra coscienza di cittadini impegnati nel lavoro e nel mondo ci interpella sul senso dell'impegno diretto e concreto. Su queste basi e su queste premesse è stata pensata una nuova iniziativa che si intende proporre a tutte le forze politiche che sono rappresentate sul territorio della Vallesina.

La realizzazione di una SCUOLA DI POLITICA per giovani dai 18 ai 25 anni. Una scuola, non di un partito, ma di tutti i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa. Una scuola, nella quale verranno affrontati i temi significativi per raccogliere le sfide della nostra contemporaneità, nella quale potranno essere discussi gli scenari che si presenteranno nei prossimi anni, attraverso il coinvolgimento di esperti di vari orientamenti e di diversa professionalità. (dai temi etici, alla salvaguardia dell’ambiente, alle problematiche dell’economia e del lavoro, della istruzione e della sanità).

La scuola servirà a rinforzare l’idea che partecipazione politica è un valore irrinunciabile per tutti, indipendentemente dal proprio credo politico. Il motto che dovrebbe stare alla base della scuola è l’affermazione di Voltaire che dice: “non sono d’accordo con il tuo punto di vista, ma darò la mia vita perché tu possa esprimerlo”. La scuola servirà a ripartire con forza sulla strada delle riforme che interessano le persone, e vuole essere un segnale per la politica nazionale, perché si orienti verso lo stile delle democrazie occidentali, nelle quali il bipolarismo viene vissuto senza traumi e con la consapevolezza che la democrazia dell’alternanza si fonda sul rispetto degli avversari e sull’efficacia dei programmi scelti dal corpo elettorale.

La scuola vuole creare attenzione e coinvolgimento nei giovani, soprattutto i ragazzi che si avvicinano alla politica in occasione delle tornate elettorali, per aiutarli a formarsi un’idea autentica della politica come servizio e momento di analisi, confronto e decisione per il bene della collettività.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-04-2011 alle 10:15 sul giornale del 14 aprile 2011 - 772 letture

In questo articolo si parla di attualità, Marco Ceppi, scuola di politica

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