Rocconi: Buona Pasqua, il nuovo è possibile

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 5' di lettura 23/04/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 24 gennaio.

Con l'occasione anche Vivere Jesi augura a tutti i suoi lettori una Serena Pasqua.



Dal Vangelo secondo Giovanni
Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro .
Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!».
Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte.
Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.


BUONA PASQUA
Per tutti coloro che leggono, voglio formulare un sentito augurio di Buona Pasqua. Cristo è risorto, è veramente risorto. Con forza vogliamo dare questo saluto che è anche un grido di gioia e un augurio di pace. Cristo è risorto.

MA DOV’E’ LA NOVITA’?
Eppure, nonostante la profonda convinzione che i cristiani hanno riguardo alla resurrezione di Gesù, è facile vivere una grande tentazione. La tentazione della delusione. Gesù Risorto: è una nuova creazione, è l’inizio di una nuova storia, è la luce di un mattino radioso... eppure sembra che questa luce non si sia affermata, che la notte non sia finita e che la creazione non abbia nulla di nuovo.
Fatti sconcertanti che accadono continuamente ci lasciano perplessi e continuamente ci spingono a dire: ma dov’è Dio?
Il nostro pensiero va al disastro del Giappone, va alla guerra in Libia, va alle migliaia di profughi ... Si tratta di fatti che sembrano uccidere la speranza, fatti che sembrano contraddire la presenza di un Dio vincitore del male.
Ci sono stati dei momenti nella vita della Chiesa in cui si è vissuto un indicibile ottimismo. Momenti in cui sembrava finalmente arrivato il tempo nuovo, radioso, carico di gioia e di giustizia, quella di Dio e quella degli uomini. Oggi, in questa insicurezza, in mezzo a mille tragedie, ritorna un clima cupo. A chi si deve dare la colpa’ Forse che il Signore ci sta deludendo?

E’ LA FEDE CHE VINCE IL MONDO
Noi sappiamo che il Signore non delude, sappiamo che possiamo dire ancora Buona Pasqua, perché il Signore è vivo , ma bisogna anche dire che i doni del Signore rischiano di essere inutili se non vengono aCcolti. . Certo che la resurrezione di Gesù è una nuova creazione, è l’inizio di una nuova storia, è la luce di un mattino radioso...tutto questo è verissimo... ma è la nostra fede che vince il mondo, dice l’apostolo Giovanni.. In altre parole se non si apre il cuore all’annuncio più bello che possa esistere, quello della Resurrezione, tutto è inutile. Se non si ha il coraggio di avere fede, di accogliere Gesù, di riconoscerlo come il Vivente, l’unico capace di trasformare la nostra vita, tutto rimane immobile, tutto rimane vecchio. Se la resurrezione di Gesù è l’inizio di una nuova storia, bisogna entrarci dentro questa storia, bisogna entrare anzitutto in una comunione forte con lui, in una amicizia solida.
Il grido di Tommaso di fronte al Risorto “Signore mio e Dio mio” deve diventare la nostra preghiera. Solo accogliendo e riconoscendo il Risorto si risorge con Lui. Ma se non lo si riconosce, si rimane nel vecchio, con le paure, le angosce, i peccati, le scelte assurde di una vita vecchia.

IL NUOVO E’ POSSIBILE
Certo, noi lo sappiamo che nonostante la nostra poca fede il Signore porta avanti la sua storia di amore e pertanto siamo certi che alla fine la vittoria sarà di Dio: il male, il peccato, la morte saranno vinti e gli uomini che avranno risposto all’amore di Dio entreranno nella vita eterna. Ma sappiamo anche che fin da oggi la fedeltà al Signore può rinnovare questo mondo. E se vediamo che apparentemente nulla si muove, non è colpa del Signore, ma la responsabilità è degli uomini che non aprono cuore e braccia all’amore del Risorto e non si lasciamo guidare dallo Spirito Santo effuso su questa umanità.
Buona Pasqua! Buona Pasqua così, guardando e accogliendo il Risorto, e soprattutto lasciandoci trasformare da Lui: “Svegliati, tu che dormi; risorgi dai morti!”, diceva una antica omelia. Le promesse battesimali che abbiamo rinnovato la notte di Pasqua ci impegnino ad accogliere il Risorto per vivere una vita nuova, bella, gioiosa, luminosa, generosa, santa: perché questa è la vita dei risorti.






Questo è un editoriale pubblicato il 23-04-2011 alle 10:57 sul giornale del 26 aprile 2011 - 889 letture

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