Massaccesi (Pdl) scrive al Prefetto di Ancona per segnalare l'emergenza democratica a Jesi

Daniele Massaccesi - Pdl 27/04/2011 -

Il Consigliere comunale del Pdl, Daniele Massaccesi, dopo aver più volte sollecitato l'Amministrazione comunale a rispondere a sua diverse iniziative e richieste di informazioni, dalla vicenda Sadam, al problema delle mense, dalla Turbogas al Mercantini, evidentemente stanco di attendere oltre, visto il silenzio che regna dalla parte avversa, prende l'iniziativa di scrivere al Prefetto di Ancona per segnalare un caso di emergenza democratica a Jesi.



Nella lunga lettera Massaccesi elenca una serie di argomenti che lo preoccupano, partendo dal mancato coinvolgimento delle opposizioni in decisioni fondamentali per la città che vanno oltre il mandato della maggioranza, al silenzio con cui l'amministrazione risponde alla richiesta di informazioni sulle diverse vicende avanzate dagli esponenti dell'opposizione, dalle mancate dimissioni dell'Assessore Maiolatesi, condannato in primo grado in sede penale, "all'appropriazione" della Festa della Liberazione usata, sempre secondo il consigliere Pdl, dal Sindaco per celebrare uno "stonato comizietto" fino a alle vicende ben più impegnative che riguardano Turbogas e Sadam.

Proprio su queste Massaccesi pone molta attenzione nelle lettera soffermandosi e ripercorrendo la vicenda a suon di citazioni di delibere, decreti e decisioni assunte dalla maggioranza che in conclusione stanno lasciando "una preoccupante situazione di disagio, di indifferenza, e perché no di apatia verso chi svolge attività politica per la città, stando momentaneamente all’opposizione, e chi pone problemi" e segnalando che "in più occasioni, si avverte la lesione di quei concetti e principi di democrazia che pure dovrebbero essere salvaguardati, anche a Jesi".



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Questo è un articolo pubblicato il 27-04-2011 alle 11:28 sul giornale del 28 aprile 2011 - 1491 letture

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Uno stonato comizietto!? Il discorso fatto dal Sindaco non era politicamente fazioso, qui si stanno invertendo i fattori, non è il Sindaco che usa le celebrazioni del 25 Aprile per attaccare un governo nazionale politicamente avverso, ma al contrario è un governo nazionale che praticamente ogni giorno attraverso dichiarazioni, esternazioni e vere e proprie azioni legislative attacca e smantella: sia i principi costituzionali (frutto della assemblea costituente, espressione di tutte le forze antifasciste che parteciparono alla resistenza e quindi alla liberazione), sia la memoria storica, valore irrinunciabile per ogni repubblica democratica. Il discorso tenuto dal Sindaco, in qualità di istituzione repubblicana, non è stato affatto uno stonato comizietto, bensì un atto di doverosa denuncia verso chi offende con le proprie azioni, i valori e i principi della Repubblica liberata proprio in quel 25 Aprile di 66 anni fa, dall'oppressione Nazi-fascista.
Distinti Saluti.
Luca Baldini
Segretario dei Giovani Democratici Jesi

Si, ma fra tutte le osservazioni avanzate nella lettera, quella sul comizio o no (sul quale non esprimo opinioni non avendolo sentito) è la più leggera, visto che è appunto un'opinione squisitamente politica.

Mentre tutte le altre sono molto più importanti e rilevanti sul piano concreto che coinvolge la vita reale delle persone, sul funzionamento dell'amministrazione e sul piano della democrazia.

Nulla da osservare al riguardo?