Renato Borsoni presenta il suo libro al Valeria Moriconi nell'ambito di Scompagina/4 libri in scena

Fondazione Pergolesi Spontini 27/04/2011 -

Il 29 aprile al Teatro Moriconi di Jesi, presente l’autore, sarà presentato il libro “Fiezze Scomposte” di Renato Borsoni, nell’ambito della Rassegna Scompagina /4. Ingresso gratuito. Nel volume, il racconto di una vita dall’infanzia nelle Marche alla maturità, perennemente sospesa tra grafica e teatro.



Con la presentazione del libro “Fiezze scomposte” di Renato Borsoni (Ed. La Quadra 2010), alla presenza dell’autore, prosegue venerdì 29 aprile alle ore 18 al Teatro Studio V. Moriconi di Jesi la quarta edizione di Scompagina/4 libri in scena con dedica a Valeria Moriconi, rassegna tematica promossa dalla Fondazione Pergolesi Spontini e curata dal Centro Valeria Moriconi. L’evento, in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Jesi, si avvale del sostegno della Provincia di Ancona.

La serata ad ingresso gratuito si propone come una presentazione del volume ed insieme una conversazione con l’autore a cura di Pierfrancesco Giannangeli, docente di Storia dello Spettacolo all’Accademia di Belle Arti di Macerata, con interventi di Leonardo Lasca Assessore alla Cultura Comune di Jesi, di Giovanni Mantovani giornalista, e letture di brani del libro a cura di Simone Guerro del Gruppo Baku.

Al libro “Fiezze Scomposte” Renato Borsoni, uomo di teatro e di cultura, fra i fondatori della mitica Compagnia della Loggetta e del Centro Teatrale Bresciano, affida il bilancio di una vita, la ricognizione di un'esistenza ormai ultra-ottuagenaria, senza aggirare nessuno degli snodi che l'hanno resa unica. Borsoni nasce nel 1926 a Santa Maria Nuova in provincia di Ancona, da Torquato, direttore didattico, e Argia Moreschi. Trascorre la fanciullezza a Cupramontana e nel ’35 si trasferisce con la famiglia a Jesi dove frequenta il Liceo Classico fino alla maturità, nel 1944. Nell’immediato dopoguerra si trasferisce con la famiglia al nord. Si iscrive al Politecnico di Milano (Facoltà di Architettura), apre a Brescia uno studio di grafica, partecipa alla nascita della cooperativa del Piccolo Teatro della Città di Brescia (1953), si sposa con Marisa Germano. Da quegli anni teatro e grafica si alterneranno per tutta la vita in un’altalena professionale tutt’ora non risolta, anzi complicata da molti altri interessi, non ultimo quello per la politica.

L’autore, dopo quasi cinquant’anni di vita in una grande casa in affitto deve “scasare” in un luogo più piccolo, gli tocca di rovistare tra le cose, esaminare cartelle abbandonate, fogli dispersi, oggetti dimenticati, fotografie rimaste occulte. Ne nascono pagine intense di memorie e di affascinante letteratura a testimoniare un lungo percorso dentro le vicissitudini e le passioni della vita, prima fra tutte il teatro, di cui Renato Borsoni è stato autorevole esponente per la scena bresciana e nazionale. Sono pagine che raccontano le avvertenze di una biografia, ma anche e soprattutto il sentimento del tempo, un modo originale di guardare le cose, le storie e le tante cronache di un lunghissimo impegno nella cultura del proprio tempo e della propria città. Non mancano riferimenti anche a Jesi, a Cupramontana, alle Marche, realtà nelle quali Renato Borsoni ha conservato rapporti profondi e vissuto esperienze significative, specie nell’ambito teatrale.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-04-2011 alle 13:28 sul giornale del 28 aprile 2011 - 971 letture

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