Rocconi: non essere increduli, ma credenti

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 30/04/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 1 maggio.



Dal Vangelo secondo Giovanni
La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore.
Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati».
Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».
Gesù, in presenza dei suoi discepoli, fece molti altri segni che non sono stati scritti in questo libro. Ma questi sono stati scritti perché crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e perché, credendo, abbiate la vita nel suo nome. Parola del Signore


TOMMASO L’INCREDULO
Conosciamo bene il brano evangelico che la liturgia ci propone oggi: si parla di Tommaso, l’apostolo che non voleva credere. La sera di Pasqua, quando Gesù apparve agli Undici, Lui non c’era. Perché Gesù si è manifestato in un momento in cui Tommaso non c’era? Non poteva scegliere un momento in cui tutti erano presenti? Questo lascia intendere che anche l’assenza di Tommaso rientrava in una pedagogia del Signore che si serviva anche di questo fatto per guidarci nella nostra fede. Tommaso che non vide, Tommaso che dovette accogliere da altri la notizia della resurrezione ci rappresenta. Si trovò a vivere la nostra stessa situazione. E ci piace che non creda, ci piace che ponga obiezioni: infatti sono le nostre obiezioni. E ci piace un po’ anche la sua intransigenza. Infatti, allorché gli altri discepoli gli dicevano: «Abbiamo visto il Signore!». egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».

SONO PROPRIO IO, DICE GESU’
Finalmente otto giorni dopo Tommaso fece l’esperienza degli altri. Immaginiamo lo stupore e la gioia. Dice il Vangelo: Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!».
L’episodio di Tommaso ci fa capire che è difficile credere. Non basta che qualcuno ci dica di aver visto il Signore. Ci vuol altro per credere.

QUALE VIA PER CREDERE?
Il vangelo ci dice che anzitutto Gesù apparendo donò lo Spirito santo. Ecco, è necessario il dono dello Spirito per credere. Sì, bisogna che ci sia una grazia che apra il cuore e la mente. E’ importante che chi vuol annunciare il Vangelo o vuol crescere nella fede, cerchi la luce dello Spirito Santo.
In secondo luogo Gesù dice: “Beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!”. E qui il discorso vale per noi. Noi dobbiamo credere senza vedere e senza toccare. Come si fa a credere senza vedere e toccare? C’è una via da percorrere? Certo che c’è ed è questa: E’ la via della supplica, della preghiera, della ricerca, dell’ascolto, del servizio, dell’adorazione, della scommessa, del rischio, della generosità, del lasciarsi guidare, del cercare con cuore sincero, dell’attingere grazia dai Sacramenti... e a chi percorre questa via, il Signore si manifesta: non attraverso i sensi e nemmeno solo attraverso l’intelligenza, ma per una via che solo lui sa percorrere e che noi possiamo chiamare “la via del cuore”.

TESTIMONI DELLA FEDE
Per questo nel nostro raccontare la fede è importante non semplicemente offrire una dimostrazione razionale, ma una testimonianza, che consiste nel raccontare una esperienza e nel suggerire come si è incontrato i l Signore, affinché ciascuno possa mettersi nell’atteggiamento giusto. E chi si lascia guidare dallo Spirito, chi si pone in atteggiamento di ascolto e ha un cuore libero, saprà riconoscere i tanti segni che oggi il Signore dà per poter arrivare alla fede.

Oggi vogliamo dire al Signore la nostra gratitudine anche per la beatificazione del Papa Giovanni Paolo II. Uomo di grande fede, ha testimoniato con coraggio il suo amore al Signore. E soprattutto è stato un segno per l’umanità della misericordia di Dio, il quale solo una cosa desidera: che ritorniamo a lui con tutto il cuore per stringerci a se come figli amatissimi.






Questo è un editoriale pubblicato il 30-04-2011 alle 14:17 sul giornale del 02 maggio 2011 - 2326 letture

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