Comitato Tutela Salute: Sadam, il Gattopardo de noantri?

Comitato Tutela della salute e dell\'ambiente della Vallesina| 3' di lettura 02/05/2011 -

Letti i giornali ed il comunicato ufficiale della Regione viene da commentare, con Tommasi di Lampedusa: “tutto deve cambiare perché nulla cambi”.



Il succo ristretto di tutta la questione è che, almeno ufficialmente, sembrerebbe che l’azienda non sappia quello che vuole fare sulle aree dell’ormai (per sua redditizia libera scelta) defunto zuccherificio, ma lo voglia fare con grande determinazione e, soprattutto in tempi brevi. Un brutto remake di quanto già vissuto negli scorsi tre anni.

Dopo aver detto per mesi tutto ed il contrario di tutto (con l’Amministrazione che ha accettato silente tutti gli schiaffi o le sgarberie ed, in ultimo, anche i silenzi che le venivano riservate) l’azienda, che ad oggi non ci risulta abbia presentato un piano industriale definitivo, ha sostanzialmente intimato agli enti locali di procedere con le approvazioni del caso entro il 31 maggio del 2011, pena la scadenza della cassa integrazione. Altro che “governare le scelta anziché subirle”!!! In termini di garanzie occupazionali, sembrerebbero salvaguardati solo una trentina scarsa di posti. Per gli altri si vedrà negli anni a venire. Gli operai diventano ancora una volta una specie di “ostaggi”? Cosa fanno i sindacati ? Tacciono?

E cosa ci riproporrà belcecchi? Un’altra trattativa nelle “segrete stanze” senza coinvolgimento pieno e costante del Consiglio e della città? Lo vedremo già al prossimo Consiglio se tre anni di vertenza gli sono serviti a qualcosa: almeno consegnerà ai consiglieri ed ai cittadini i documenti che Sadam e Nomisma gli hanno fornito lo scorso 27 aprile in Regione?

Il comitato invita ancora una volta i politici jesini a prendere atto del perdurante atteggiamento dell’azienda che continua a non lasciar sperare nulla di buono per il territorio.

Invitiamo quindi il Consiglio Comunale a voler prendere in mano la situazione per vigilare che le operazioni di bonifica procedano nell’effettivo rispetto di quanto richiesto dalla legge, richiamando l’azienda alle sue responsabilità circa le garanzie contenute nel fatidico articolo 19 della convenzione turbogas, mettendo in mora l’azienda stessa per il mancato rispetto di tale accordo.

Anziché assecondare l’Azienda nelle misteriose richieste di fare ancora un'altra centrale (stavolta pare a biogas) chiediamo che il Consiglio Comunale dia seguito a quanto già deliberato, si attivi per procedere, date anche le precarie situazioni ambientali di Jesi e della zona AERCA, alla definitiva chiusura e smantellamento della esistente centrale turbogas, sempre nel rispetto di quanto riportato nell’articolo 19 di detta convenzione.

Parlare di mantenere la turbogas o, addirittura, di aggiungere altri impianti insalubri dopo aver creato disagi o danni a cittadini, artigiani ed imprese con il patetico blocco traffico adottato per il troppo inquinamento ci sembra l’ennesima presa in giro. Sarà un po’ dura per i nostri politici, un anno prima delle elezioni, farla passare inosservata…






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2011 alle 09:21 sul giornale del 03 maggio 2011 - 882 letture

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