Comune di Jesi: i conti del 2010 sono in ordine nonostante i tagli del Governo

logo comune di Jesi 05/05/2011 -

Prerequisito, quando si parla di bilancio, è riconoscere come questo governo abbia massacrato gli enti locali con tagli indiscriminati. Prerequisito che solo il Pdl di Jesi sembra ignorare, visto che in tutta Italia questo aspetto è stato denunciato a più riprese sia dagli amministratori di centrosinistra che da quelli di centrodestra.



Detto questo, è certamente legittimo essere in disaccordo su come l'Amministrazione comunale abbia gestito le risorse che sono rimaste a disposizione e ribadire, come coerentemente riconosciuto dallo stesso Comune, che l'avanzo di 500 mila euro sia destinato a spese vincolate. Ciò non toglie, cosa che il Pdl ben si guarda dal riconoscerlo, è che malgrado le minori risorse a disposizione il Comune di Jesi nel 2010 è riuscito: a mantenere i conti in ordine; a ridurre ulteriormente l'indebitamento di altri 2 milioni confermando un trend che va avanti positivamente dal 2006; a garantire un elevato standard di servizi alla persona pur in presenza di una crescente domanda di famiglie in difficoltà; a realizzare quelle opere che i pochi fondi disponibili potevano permettere.

Entrando poi nel merito delle obiezioni del Pdl, ricordiamo che i residui attivi e passivi, costantemente monitorati dai revisori dei conti, sono già stati scrupolosamente valutati dalla Corte dei Conti non più tardi di due anni fa, mentre il Comune per primo ha annunciato che intende rafforzare il controllo di gestione della spesa. Quanto alla critica sul rispetto dei tempi di alienazione dei beni immobili e sulla verifica di corrispondenza delle vendite rispetto ai valori previsti, al Pdl di Jesi sfugge che siamo in presenza di una profonda crisi del mercato immobiliare che impedisce, anche alle più consolidate società private, di poter effettuare stime precise.

Se poi tutte queste questioni servono al Pdl per criticare il Comune circa l'aumento di alcune tariffe o imposte comunali, va ricordato che quasi tutti gli enti locali sono stati costretti a fare queste scelte non per loro incapacità, ma per gli ulteriori tagli del governo. Tagli che nel 2011 per Jesi sono pari a 1,2 milioni di euro di fondi statali a cui si aggiungono, a cascata, le minori risorse provenienti da Provincia e Regione anch'esse alle prese con le medesime problematiche.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-05-2011 alle 16:48 sul giornale del 06 maggio 2011 - 680 letture

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Daniele Massaccesi

Prerequisito è saper governare, ed avere competenza, e non esporre i cittadini ad una spesa “pro-capite” elevatissima, e quasi fuori dalla norma (almeno in Regione!).
Prerequisito è sottrarsi ad un regime, quello ormai purtroppo - e da troppo tempo - imperante a Jesi.