Rocconi: Gesù sorgente di pace per chi sa ascoltarne la parola

mons. gerardo rocconi 6' di lettura 07/05/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 8 maggio



Dal Vangelo secondo Luca
Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo .
Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto».
Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui.
Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro.
Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?».
Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Parola del Signore.


UNA TRISTEZZA PROFONDA
Oggi la liturgia ci ripropone il vangelo che abbiamo letto la sera di Pasqua. E’ il racconto dell’apparizione ai due discepoli di Emmaus. I due tristemente se ne ritornano a casa, pensando ad una sconfitta subita. E’ stato bello il tempo passato con Gesù, ma ora tutto è finito. Delusi, avviliti, forse si sentono anche un po’ traditi da quello che avevano ritenuto essere il loro maestro. Si sentono un po’ anche ingannati: tante belle parole, tante speranze... ora tutto è finito. Ma, ci dice il vangelo, che un misterioso viandante li affianca. E’ Gesù, ma non lo riconoscono. Parlano finché arrivano alla locanda di Emmaus.

RESTA CON NOI, E’ NOTTE
Il viandante fa per tirare diritto, ma ai due esce spontaneo un invito: Fermati, mangia qualcosa con noi. Bella è la loro espressione: “Resta con noi perché si fa sera e il giorno già volge al declino”. E’ l’invocazione di persone sfiduciate. E la sera di cui parlano, che stanno vivendo: è la tristezza del cuore.
Questa invocazione ci rimanda alla sera degli uomini, di tutti gli uomini: le sofferenze, le solitudini, la morte, le tragedie.
E di fronte a tutto ciò spesso gli uomini si ribellano semplicemente.
Quanto è importante avere fede! Ma dove trovarla? La fede nasce anche dalla presa di coscienza della nostra povertà che ci fa dire: Resta con noi Signore. E’ da questa invocazione, quando è sincera, che spesso nasce il desiderio del Signore: è il primo passo della fede, di chi prima chiede e poi è capace di abbandonarsi.
Perché ognuno ha un desiderio di incontrare il Signore, a volte inconsapevole Dove incontrare il Signore? Durante la cena Gesù spezza il pane per i due discepoli: ripete quel gesto dell’ultima cena. Il significato è chiaro. Noi possiamo oggi incontrare il Signore, sostegno di tutte le nostre fragilità, al momento dello spezzare il pane: è la celebrazione eucaristica, la S. Messa.

LO RICONOBBERO NELLO SPEZZARE IL PANE
La S. Messa che ha innumerevoli caratteristiche. Ne voglio sottolineare due.
E’ un incontro con il Signore. Ne abbiamo consapevolezza? Quante volte per la nostra poca disponibilità rischiamo di partecipare ad un rito vuoto, ad una recita, ad una cerimonia... La S. Messa è un incontro con Gesù, è condividere con Gesù il suo evento di morte e resurrezione... è essere dentro la sua Pasqua, dentro il dono che Egli ha fatto di se stesso. E’ unirsi a lui e con lui farsi dono al Padre e ai fratelli.
E inoltre la S. Messa è un incontro con Gesù che può essere prolungato nella settimana: Gesù sotto le specie eucaristiche ci attende per riempire le nostre solitudini…. Certo l’adorazione davanti alla SS Eucaristia prolunga quell’incontro, è vivere una profonda vicinanza, è riempire la nostra vita.
La celebrazione eucaristica ha una seconda caratteristica: è un incontro con la comunità. E anche su questo dobbiamo farci delle domande: partecipiamo alla S. Messa da spettatori, come al cinema? Gli altri sono semplicemente degli sconosciuti? Qualcuno è addirittura un nemico? Perché la comunità sia autentica e non semplicemente una aggregazione è necessario che si riunisca nel suo nome. Ed è necessario che la comunità non sia solo dentro la chiesa.... ma la vita sia accogliente, accogliente nei confronti di ogni persona.

GESU’, SORGENTE DI PACE
I discepoli di Emmaus dopo aver riconosciuto il Risorto si dicono: Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi? L’incontro con Gesù avviene anche nell’ascolto della sua Parola. E l’ascolto della Parola, se è autentico, permette che arda il nostro cuore. In altre parole se si permette a Gesù di parlare si sperimenta quella luce e quella pace che solo lui sa dare.
Buona domenica, carissimi, nutriti, illuminati, sostenuti, incoraggiati da Gesù.






Questo è un editoriale pubblicato il 07-05-2011 alle 14:57 sul giornale del 09 maggio 2011 - 1134 letture

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