Massaccesi presenta mozione per impegnare il Comune a favore di una nuova Banca jesina

13/05/2011 -

La situazione economica di sofferenza delle famiglie e delle aziende del territorio jesino è oramai un fatto evidente a tutti: Amministrazione, associazioni di categoria ed operatori economici, semplici cittadini. Spesso anche da parte dell'Amministrazione si esprime l'auspicio che gli Istituti di Credito possano attuare soluzioni efficaci a favore del mondo produttivo e delle famiglie.



Per questo Massaccesi vede la necessità "di un coinvolgimento delle forze locali e la possibile prospettiva di avere a Jesi, ed in Vallesina, un Istituto di Credito più duttile, più attento alle esigenze locali, meno lontano dalla nostra realtà, e maggiormente capace di soddisfare i bisogni finanziari delle differenti categorie di interlocutori" considerando che in questa direzione si sono mosse altre realtà anche territorialmente vicine, come Fabriano.


L'idea è quella di favorire la costituzione di "una Banca di Credito Cooperativo a mutualità prevalente per famiglie, commercianti, artigiani, agricoltori, professionisti, piccole e medie imprese, che, ispirandosi ai principi del localismo e della mutualità, sia in grado di generare valore sociale ed economico per il contesto ambientale in cui essa è inserita e di soddisfare i diversi bisogni finanziari delle differenti categorie di interlocutori” impegnando il Comune a dare un "concreto segnale di fiducia nella ripresa economica della nostra realtà, con la prospettiva e l’impegno di realizzare un progetto importante per Jesi e con le forze economiche ed imprenditoriali di Jesi e della Vallesina".


Il primo passo dovrebbe essere quello di "esaminare la fattibilità di un piano per la costituzione di una Banca di Credito Cooperativo a Jesi, costituendo un gruppo di lavoro interno alla struttura comunale, ed all’uopo attivando anche la competente Commissione Consiliare per quanto di eventuale e doveroso approfondimento, individuando le formalità ed i passaggi necessari, il tutto entro 90 gg. da oggi, con relazione da depositarsi presso la Segreteria Comunale, procedendo poi alla istituzione di un Comitato Promotore, che possa essere rappresentativo delle diverse realtà esistenti in città".

Il nuovo Istituto dovrebbe avere un "Capitale Sociale che, per essere in linea con le direttive della Banca d’Italia, dovrebbe essere almeno di 3.000.000,00 euro, pari ad un certo numero di azioni (ad esempio, 3.000,00 azioni del valore di 1.000,00 euro cadauna), con un ammontare massimo della sottoscrizione per ciascun socio compreso fra 20.000,00 e 50.000,00 euro (considerando che maggiore è il numero degli azionisti maggiore è la possibilità di aver peso nel territorio e di avere così una risposta positiva dalla Banca d’Italia)".

Massaccesi, nella mozione presentata, chiede al Comune di "valutare ogni strumento ed ogni iniziativa in grado di coinvolgere, in questa ottica, le realtà locali per far sì che Jesi riacquisti un ruolo di capofila e di impulso per le iniziative di rilancio economico e di sostegno alle nostre realtà produttive ed alle nostre famiglie".



...

La mozione...






Questo è un articolo pubblicato il 13-05-2011 alle 13:03 sul giornale del 14 maggio 2011 - 713 letture

In questo articolo si parla di economia, massaccesi daniele, paolo picci

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/kKr