Rsu Jesi: “ci attendiamo serie, concrete e compiute risposte da parte della Regione Marche”

rsu 23/05/2011 -

Consiglio Comunale Aperto del 20 Maggio 2011 sul tema: “Sanità e Servizi Socio-Sanitari a Jesi ed in Vallesina: situazione attuale e prospettive future” D.G.R.M. n. 17 del 17.01.2011.



Rilevata la necessità non più prorogabile di garantire e ricondurre seriamente e stabilmente le Relazioni Sindacali e la Contrattazione Sindacale Zonale entro gli inderogabili termini giuridici previsti dal vigente CCNL e dal Protocollo d'Intesa Regionale sulle Relazioni Sindacali sottoscritto il 24/03/2011, le scriventi chiedono all'Assessore alla Salute, Dr. Almerino Mezzolani, ed al Direttore del Dipartimento Salute, Dr. Carmine Ruta, forti azioni politiche a difesa del “nostro” territorio, ossia concreti, compiuti e perentori impegni affinché:

• La Contrattazione Collettiva Integrativa rimanga sul territorio a livello Decentrato nelle Zone Territoriali, a garanzia delle conquiste dei lavoratori e della difesa della “nostre” Aziende e del “nostro” territorio, oltre il rinnovo delle RR.SS.UU. ed oltre il 31 Dicembre 2011, possibilità antidemocraticamente ed anticostituzionalmente azzerata dalla legge regionale N. 17/10;
• Siano garantite le condizioni di sicurezza per operatori ed utenti della ZT5 e non l’esigenza stringente di mantenimento dell’equilibrio economico contemperato con la necessità che siano comunque assicurati i livelli essenziali di assistenza ed il massimo livello di qualità per servizi e prestazioni così come si evince dalla Determina ASUR N. 240 del 28/03/2011. La Regione Marche afferma che non c'è di che preoccuparsi, che occorre “dimenticare” predetta Determina, da ritenersi “congelata”. Ma tale Determina “è invece applicata, eccome se è applicata”, rivolta com'è all'obiettivo del recupero economico per complessivi € 14.021.530,00 nel biennio 2011-2012 attraverso le limitazioni del turn-over, le mancate conferme dei contratti a tempo determinato ed il contenimento dei costi extra fondi contrattuali a carico del bilancio delle aziende. Non vi è promozione dell'appropriatezza quali-quantitativa delle dotazioni organiche e della qualità nell'erogazione dei servizi nel riorganizzare e riordinare le risorse umane attraverso unilaterali, autoreferenziali ed antisindacali “tagli lineari” (scriteriati ed indiscriminati) perpetrati dall'ASUR Marche sul personale dipendente del SSR senza preventiva concertazione sindacale. Non vi è promozione della “maggiore sicurezza delle prestazioni erogate” nell'imporre, senza preventiva concertazione sindacale, le dotazioni organiche ad un “modulo minimo” che non potranno in alcun modo assicurare ai lavoratori gli istituti contrattuali di base (riposi, ferie) a fronte dell'obbligo di informazione per l'utente che ha costituzionalmente integro il diritto di conoscere lo stato di efficienza della struttura sanitaria anche riguardo la concreta carente situazione ospedaliera in rapporto alle dotazioni organiche in modo che possa decidere se ricoverarsi o meno in una struttura piuttosto che in un'altra;
• La discussione sindacale sulla tenuta ed aggiornamento della dotazione organica, dei posti occupati, della programmazione del fabbisogno di personale, dei processi di assegnazione e di riorganizzazione delle risorse umane, dei piani occupazionali e dei piani assunzioni, ritorni ai legittimi tavoli di Contrattazione Decentrata Zonale;
• Siano rispettati i modelli Organizzativi Dipartimentali Zonali, in grado di determinare autonomamente e responsabilmente l'appropriatezza quali-quantitativa delle dotazioni organiche, la completezza della risposta ai complessi bisogni di salute della collettività, la valorizzazione delle competenze e delle professionalità e la promozione dell'aspetto motivazionale, basati sulle esperienze e sulle competenze più avanzate, in grado di assicurare una ponderata razionalizzazione (interazione ed aggregazione) delle risorse umane, tecniche-strumentali-strutturali ed economiche. Il Direttore Generale dell'ASUR, Dr. Piero Ciccarelli, invece di implementare e sviluppare tali modelli organizzativi – snelli, moderni e misurabili – ha intenzione di “accentrare” decisioni e gestione che competono a predetti Dipartimenti, inducendo squalificanti e degradanti incipit capaci solo di far arretrare la qualità della Sanità marchigiana, destinata così inesorabilmente a perdere il confronto sulla qualità e quantità dei servizi con l'analoga offerta di altre Aziende con performance elevate (benchmarking);
• Le RR.SS.UU. delle ZZ.TT. dell'ASUR, i Comitati dei Dipartimenti zonali e gli Enti di Diritto Pubblico Enti Ausiliari dello Stato delle categorie interessate, possano partecipare alle Conferenze Permanenti, che si riuniscono due volte l'anno con i rappresentanti della Regione Marche, i Direttori Generali degli Enti del SSR e le OO.SS. firmatarie dei CC.NN.LL., per discutere delle prestazioni sanitarie rese all'utenza sia per qualità e quantità nonché degli effetti derivanti dall'applicazione dei CCNL con riguardo agli istituti concernenti la Produttività, le politiche della formazione, dell'occupazione e l'andamento della mobilità;
• Riprenda il processo di stabilizzazione dei lavoratori precari a garanzia della continuità e della qualità dei servizi, imprescindibile forza lavoro essenziale, indifferibile ed incomprimibile. Si contestano e si impugnano i termini apposti finora ai contratti a tempo determinato, e si chiedono immediati accordi regionali per il mantenimento in servizio delle tantissime lavoratrici e dei tantissimi lavoratori precari della Sanità marchigiana, prevedendo la proroga ed i rinnovi di tutti i contratti in scadenza, aprendo contestualmente processi di stabilizzazione, processi da riprendere e completare, processi ingiustamente ed ingiustificatamente interrotti. La salute psico-fisica, la dignità ed il ruolo sociale dei lavoratori precari meritano una risposta di ragionevolezza e sensibilità da parte della Regione Marche, che non può compiacersi per quanto finora fatto, che era civilmente e moralmente dovuto. Pertanto, le scriventi, chiedono l'immediata revoca della disposizione perentoria del Direttore Generale dell'ASUR Marche, Dr. Piero Ciccarelli, che obbliga i Direttori delle ZZ.TT. a sottoscrivere contratti a tempo determinato contenenti la clausola “vessatoria” di “risoluzione anticipata in qualsiasi momento del rapporto di lavoro con un preavviso di 30 giorni”. I lavoratori precari non sono “merce o macelleria sociale” !
• Stop definitivo agli illegittimi indirizzi adottati in applicazione dei disposti del Ministro On. Renato Brunetta, notoriamente irricevibili in assenza di rinnovo contrattuale;
• Stop alle condotte antisindacali preclusive ed ostative alla sottoscrizione degli Accordi Contratti Collettivi Integrativi Decentrati Zonali sulle partite economiche, che non permettono di mantenere dignitoso il potere d'acquisto dei salari colpendo pesantemente il tessuto esistenziale socio-familiare dei lavoratori (caro-vita e crisi-economica).

Il grave e preoccupante momento contingente determinatosi per il drastico ridimensionamento delle risorse disponibili rispetto agli anni precedenti derivante dal riparto del fondo sanitario nazionale, ed a seguito delle modifiche della LR 13/03 integrata e modificata dalla LR 17/10 e della conseguente DGRM 17/2011, ha causato un forte disagio ai lavoratori (turni, riposi, sostituzioni, straordinari, piano ferie, ecc...) ed occorre che l'azione della riorganizzazione da realizzarsi interessi l'intero sistema dell'offerta sanitaria su scala di Area Vasta e non si scarichi solo sul personale del Comparto, verificando e prevedendo situazioni rivolte a compromettere la qualità dei servizi ed i livelli essenziali di assistenza.

Si prende atto del percorso della Regione Marche e dell'ASUR Marche finora rivolto nella direzione opposta rispetto ai principi ed alle logiche riorganizzative e del benessere organizzativo aziendale, ossia al perseguimento della mera politica “lacrime e sangue” sul personale del Comparto: “tagli lineari” e le intenzionalità di sopprimere le dotazioni organiche integrative o di sostituzione, di sopprimere i 20 minuti del tempo per il passaggio delle consegne del personale turnista addetto all'assistenza, di sopprimere il pagamento dello straordinario per il lavoro prestato normalmente dal personale turnista in giorno festivo infrasettimanale, di utilizzare illegittimamente gli incentivi della Produttività per coprire gli “splafonamenti” di bilancio degli Enti sottraendoli ai lavoratori, di sopprimere gradualmente le indennità contrattuali per particolari condizioni di lavoro, ecc...

A fronte di tutto ciò, viene naturale a questo punto chiedersi “ma è appropriata”, benché riferita alla legge regionale, in un momento contingente pervaso da ferrea austerità come quello attuale, “una manovra regionale di impegno di spesa rilevante che andrà ad incidere sul fondo sanitario regionale, quale quella dell'istituzione e conferimento degli Incarichi, e relative Posizioni Economiche, delle Strutture Dirigenziali presso il Dipartimento Salute e l'Agenzia Regionale Sanitaria (giuste DGRM n. 412, n. 413 e n. 414 del 22/03/2011), riguardo le materie “programmazione del fabbisogno, dello sviluppo organizzativo, e dell'applicazione dei CCNL del personale del SSR, relazioni sindacali, ecc...” ?

Se serve obbligatoriamente “risparmiare APPROPRIATAMENTE e risparmiare TUTTI” perché allora tutte queste onerose Cabine di Regia “regionali”, seppur previste legislativamente, peraltro su materie di competenza dei Tavoli di Contrattazione Sindacale e su funzioni esercitabili in autonomia e responsabilità a livello Dipartimentale Zonale ?

Non risulta alle scriventi che la Regione Marche rivendichi in principio analogo “pignolo” rispetto applicativo per il Protocollo d'Intesa sulle Relazioni Sindacali sottoscritto il 24/03/201 così come per le leggi regionali autoreferenzialmente emanate ad hoc in diritto !

La collettività dell'Ambito Territoriale Sociale IX (comprensorio della ZT5) attende serie, concrete e compiute risposte da parte della Regione Marche, dovendosi contemperare l'interesse al miglioramento delle condizioni di lavoro e la crescita professionale dei dipendenti della ZT5 con l'esigenza dell'Ente ZT5 di incrementare e mantenere elevata l'efficacia e l'efficienza dei servizi erogati nell'ambito delle Progettualità/Sperimentazione Ospedale Modello Carlo Urbani “nuovo modello di assistenza infermieristica intraospedaliera per intensità di cura ed appropriatezza”, “nuovo modello di assistenza infermieristica territoriale case management” e “nuovo modello pool amministrativo a supporto dei Dipartimenti Ospedalieri”.

Per conseguire tale obiettivo è però necessario che sia l'Assessore alla Salute che il Direttore del Dipartimento Salute, chiariscano definitivamente il proprio pensiero riguardo il Nuovo Ospedale Carlo Urbani, Progetto innovativo licenziato non solo per la Regione Marche, bensì per l'intero territorio Italia, per il quale è stato detto dagli stessi essere una realtà sanitaria “satellite” e “polverizzata”, ossia, pervasa da troppi ricoveri impropri, da troppi Posti Letto, da poca lungodegenza, da troppa mobilità passiva, ecc …, tale da implicare la previsione di riconversione in direzione “bassa complessità e bassa assistenza” nella rete metropolitana !

Le scriventi chiedono all'Assessore alla Salute ed al Direttore del Dipartimento Salute, se la Regione Marche abbia realmente intenzione di “far conseguire” e di “farci conseguire” “questo ambizioso Progetto per l'Italia” – al di la della burocratica rassicurazione di rito della garanzia dei relativi finanziamenti che abbiamo capito essere assicurati – considerato che le finalità delle Progettualità/Sperimentazioni dell'Ospedale Modello sarebbero più ambiziose dei riduttivi e meno favorevoli auspici e giudizi pubblicamente resi nei riguardi dei professionisti e dell'utenza della ZT5 !

Per tutto ciò, nelle more delle risposte che si spera possano essere garantite perentoriamente ed in maniera chiara e confortante su tutti i temi rappresentati, le scriventi proclamano l'ADESIONE ALL'INIZIATIVA DI MOBILITAZIONE davanti la Sede del Palazzo della Regione Marche che le RR.SS.UU. delle ZZ.TT., le OO.SS. Provinciali e Regionali attualmente stanno seriamente e concretamente prendendo in considerazione come forma di protesta necessaria ed improcrastinabile stante la mancanza di effettivo e compiuto riscontro.

Le scriventi confermano la disponibilità a collaborare attraverso percorsi condivisi e partecipati.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-05-2011 alle 13:03 sul giornale del 24 maggio 2011 - 680 letture

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