Monsano: presto un 'Centro del riuso'

12/06/2011 -

L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona, ha organizzato venerdì 10 giugno in Rettorato un convegno che ha offerto ai cittadini un quadro completo su un argomento sentito, quanto delicato. I dati della raccolta differenziata dimostrano un netto progresso del capoluogo regionale, che però non ha ancora raggiunto l’obiettivo del 50%.



Raccolte differenziata: Ancona e la sua provincia stanno facendo ottimi progressi, ma ancora sono sotto la soglia del 50%, obiettivo del 2010, indicato da specifica legge che, nel 2012 fissa la quota al 65%. Questo in sintesi il quadro che è emerso dal convegno organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona, venerdì 10 giugno presso la sala del rettorato, alla presenza di un folto pubblico, soprattutto cittadini, interessati ad un tema che li riguarda in prima persona.

“Raccolta differenziata: Che fine faranno i nostri rifiuti?” il titolo dell’incontro. “Dopo il primo appuntamento di un anno e mezzo fa – ha detto l’ingegnere Nino Callari, Consigliere dell’Ordine e Coordinatore della Commissione Geotecnica “Ambiente e territorio”, aprendo i lavori – possiamo dire che siamo all’atto secondo di questa riflessione che non vuole entrare un merito alle scelte o alle polemiche politiche, ma offrire ai cittadini il quadro della situazione e soprattutto rispondere ad alcune domande cruciali”. Dunque verificare a che punto siamo nell’ambito di una questione delicata quanto essenziale per la vita della collettività.

E i vari esperti che si sono succeduti hanno tracciato il profilo della politica sui rifiuti nelle nostra regione, con una particolare attenzione al capoluogo marchigiano e alla sua provincia. Ancona e il suo territorio si attestano intorno al 45,50% di differenziata, dato del 2010, mentre la raccolta “spinta”, il porta a porta, lo fa il 50% dei Comuni, 13 fanno parte del Consorzio Cir, 5 di Conero Ambiente. Le Marche sono intorno al 41,38% per la raccolta differenziata. La provincia più virtuosa è Macerata, 65%. Il capoluogo regionale nel 2008 aveva una produzione totale di rifiuti di 254.233 kg, scesa nel 2010 a 243.721. Nell’anconetano c’è il comune in testa alla classifica marchigiana.

E’ Serra dei Conti con il 75,94% di differenziata. E proprio qui è attivo uno dei dieci centri del riuso che la Regione vuole realizzare. L’altro comune dell’anconetano che dovrebbe partire tra poco e Monsano. Scopo di questi centri, è stato detto nel corso della discussione, è affrontare la questione rifiuti non solo dal punto di vista ambientale, ma anche sociale rimettendo in circuito quegli oggetti che possono essere riutilizzati, coltivando una cultura del recupero. In definitiva il convegno dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Ancona ha raggiunto gli obiettivi prefissati: fare chiarezza sull’argomento e favorire scelte strategiche e lungimiranti basate su approfondita e reale conoscenza tecnica più che su preconcetti.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-06-2011 alle 21:07 sul giornale del 13 giugno 2011 - 1042 letture

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