Rocconi: Gesù ha voluto essere presente come Pane di vita, per saziare la nostra fame

mons. gerardo rocconi 25/06/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 26 giugno



Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo».Allora i Giudei si misero a discutere aspramente fra loro: «Come può costui darci la sua carne da mangiare?».
Gesù disse loro: «In verità, in verità io vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell’uomo e non bevete il suo sangue, non avete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue rimane in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo; non è come quello che mangiarono i padri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno». Parola del Signore


Oggi è la festa della SS Eucaristia. Il dono con cui Gesù continua ad essere presente in mezzo al suo popolo. Non l’unico, ma fondamentale. Un dono che Gesù ha fatto nella notte in cui veniva consegnato per il sacrificio. La notte del tradimento, la notte in cui il male momentaneamente vinceva. Nel dono dell’Eucaristia non c’è quindi un merito degli uomini: tutt’altro. Nel momento peggiore Gesù ha fatto il dono più grande: l’Eucaristia è il frutto di uno squisito amore.

E’ LA SUA PRESENZA
Ecco un primo significato di questo dono. Gesù, realmente presente nel sacramento dell’Eucaristia, vuol rimanere realmente presente in mezzo al suo popolo. Per ascoltare, per rincuorare, per accogliere ogni nostra invocazione, per illuminare.

E’ IL PANE DI VITA
Ma ha voluto essere presente come Pane di vita, per saziare la nostra fame. Sappiamo come ogni uomo sia affamato di cibo, di cose; abbia tanti bisogni più o meno veri. E il Signore vuole insegnarci che, però, non è possibile vivere solo di cose. Lui stesso ci dà un cibo: è la sua Parola ed è l’Eucaristia.
Infatti accanto alle cose necessarie per il corpo abbiamo bisogno di un altro cibo, di un altro nutrimento. Chi ce lo può dare? Dice Gesù: “Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo”.
Non lascia dubbi Gesù. La sua parola e la sua proposta sono chiare. Il Pane di Vita, il cibo che sazia, il cibo promesso dai tempi antichi è Lui.

L’EUCARISTIA, TESORO DELLA CHIESA
Di fronte alla SS Eucaristia, cacciamoci alcune domande:
- A che serve andare alla Messa, fare la Comunione? La risposta di Gesù: “Se non mangiate la mia carne e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita”.
- Come rispondere al nostro desiderio di vita? Afferma ancora Gesù: Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno.
- Chi si incontra nel fare la Comunione? Nutrirci di questo cibo ci rende intimi, vicini, una cosa sola con il Signore. Gesù ci comunica la sua morte e la sua risurrezione: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui”.
- E di fronte alla fatica quotidiana del vivere? La forza che dà questo cibo ci permette di superare ogni difficoltà: “Chi mangia di me vivrà per me” (per mezzo di me, per la forza che comunico).

RISCOPRIRE IL GIORNO DEL SIGNORE
Non di solo pane vive l’uomo. Oggi più che mai si pone il discorso del riposo festivo. C’è da riscoprire il valore del Giorno del Signore.
* E’ il giorno della festa, dell’incontro con il Signore stesso;
* è il giorno della Chiesa, per incontrare i fratelli nella Celebrazione eucaristica;
* è il giorno dell’uomo, per riappropriarsi del tempo e per riallacciare quelle relazioni che la vita di oggi rischia di rovinare: per cui è il giorno della famiglia, delle amicizie, della visita ai malati ecc.
L’unico criterio di vita non può essere il lavoro quando questo non è più per l’uomo ma rischia di distruggerlo.

RICEVERE DEGNAMENTE L’EUCARISTIA
Come ricevere degnamente la S. Comunione. Certo, ci sono alcuni atteggiamenti da vivere:
*La fede
*la pulizia interiore, il rifiuto del peccato, l’essere in Grazia di Dio
*l’impegno di una vita rinnovata nella carità.






Questo è un editoriale pubblicato il 25-06-2011 alle 11:59 sul giornale del 27 giugno 2011 - 1000 letture

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