Mogianesi (Idv): la mia città ha perso i segni dello sviluppo della cultura

idv marche 27/06/2011 -

Qualcuno dei miei amici (uomini) mi chiede: "Perché non fai qualcosa per le donne?" Ho sempre amabilmente declinato l'invito, perché sul "fare qualcosa per le donne" ho delle opinioni non del tutto coincidenti con quanto loro intendono, però questa volta farò una eccezione: in quanto donna farò una cosa da donna per le donne: mi occuperò degli uomini! Spero di non essere fuori tema.



E vorrei occuparmi proprio dei nostri uomini, precisamente di quelli che governano (convinti di farlo) la mia città.

Leggo; il testo della Costituzione Italiana all'art. 9 recita: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione".

Articolo bellissimo, parole bellissime che alzano il livello dei pensieri svincolati da piccinerie e banalità; parole che parlano di arte, paesaggio, storia, cultura, ricerca. Se pensiamo che queste parole sono state scritte in un'Italia sopraffatta dal dolore, dalla miseria, dalle macerie dell'immediato dopoguerra, esse segnano un coraggio e un auspicio meravigliosi.

Negli ultimi dieci anni deve essere però accaduto qualcosa nella mia città che ha fatto del tutto dimenticare l'art. 9 della Costituzione Italiana, tant'è vero che la mia città ha perso i segni dello sviluppo della cultura e dell'anelito dello sviluppo.

Il suo paesaggio è fatto oggetto di attentati, il suo aspetto è sporco, trasandato, lampade che non illuminano, perde pezzi la segnaletica stradale, chilometri di aiole incolte, aride, diventate pattumiere a cielo aperto nel cuore della mia città; cadono pezzi di storia e alberi in quantità, per permettere a qualcuno di costruire oscenità abitative, supermercati, muri e costose rampe stradali, che rompono un sereno spazio aperto a tutta vista.

Loro, i nostri uomini amministratori della mia città, se ne vanno a Palazzo ad amministrare tutti lindi e curati, ben vestiti, qualcuno è riuscito anche a dismettere in questi dieci anni il giubbino disinvolto e si è ben adattato a giacca e cravatta. Se ne vanno baldanzosi e sicuri di fare cose importanti, anche con visi sofferti, come di chi lavora venti ore al giorno per il bene dei cittadini: tutti quanti non si fanno prendere da dubbio alcuno, tanto poi ci si abitua a tutto, anche alla morte, figuriamoci alle cose brutte, basta farci l'occhio!

Ipotesi n. 1: si vede che a casa di ciascuno il pavimento divelto, la sporcizia in giro per le stanze, i radiatori arrugginiti, i rubinetti divelti che non danno più acqua e quant'altro risultano molto trandy.

Mi capita assai spesso di andare in direzione di Moie di Maiolati: bastano poche decine di metri per essere piacevolmente accolti da un contesto cittadino del tutto diverso, dove un filo d'erba fuori posto non lo trovi. Ma gli amministratori locali si vede provengono da un altro orizzonte.

Uguale percezione ad andare in direzione opposta, verso Chiaravalle: anche gli amministratori locali forse sono degli extraterrestri.

Solo nella mia città sono rimasti gli uomini normali "in-sapiens", fermi ancora ad uno stadio di sviluppo "in-compiuto".

Per fare tutto questo ricorrono ad esperti super pagati, che sottraggono alle casse comuni super euro, ma che importa? Tanto, dopo, restano sempre le tasche del cittadino a cui attingere!

Ipotesi n. 2: si vede che a casa, non sono loro ad occuparsi delle finanze, dato che dimostrano di avere nessuna competenza in merito.

Signori uomini amministratori della mia città, voi non potete sottrarvi al dettato dell'art. 9 della Costituzione, non vi è concesso in alcun modo: presto o tardi le azioni anticostituzionali chiederanno udienza presso di voi.

Proposta: se al prossimo appuntamento elettorale facessimo l'esatto opposto? Tante donne per quanti sono gli uomini amministratori, tanti uomini per quante sono le donne amministratrici oggi? Tranquilli, tanto peggio di quanto avete realizzato voi è difficile fare: "Pietà, Signor, del nostro patrio suolo!" come dice il poeta.

Chissà se da donna quale sono, ho fatto una cosa per le donne? Sentirò il parere dei miei amici (uomini).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-06-2011 alle 10:48 sul giornale del 28 giugno 2011 - 1768 letture

In questo articolo si parla di politica, italia dei valori, idv, Dina Mogianesi

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