Rc auto, la presidente Casagrande sulle ragioni dell'aumento

Patrizia Casagrande 27/06/2011 -

“È dallo scorso anno, appena varata la manovra del governo centrale, che il nostro ente si pone in prima linea per denunciare i gravi tagli ai trasferimenti statali verso comuni, province e regioni contenuti nella legge 78 e le distorsioni di un federalismo che, anziché valorizzare le forme di autogoverno, mira a scaricare sugli enti locali i costi dell’iniqua politica sociale ed economica del governo stesso. È sorprendente, invece, che sia proprio una parte di Rifondazione comunista, la stessa che ha condiviso le nostre scelte amministrative, a cadere in questa trappola costruita ad arte dal governo per colpire le fasce di popolazione più deboli, senza nemmeno assumersene la responsabilità”.



Così la presidente della Provincia di Ancona Patrizia Casagrande, sull’aumento del 3% dell’aliquota sulla Rc auto. “La nostra è stata una scelta di responsabilità – prosegue la Casagrande - e rispettosa del ruolo istituzionale che siamo chiamati a svolgere. Abbiamo voluto evitare che, dopo anni di virtuosismo amministrativo, il nostro ente sforasse il patto di stabilità mettendo a rischio i futuri equilibri di bilancio.

Infatti, queste nuove risorse serviranno per garantire i pagamenti ai fornitori, evitando così di mettere in difficoltà le aziende del territorio, e andranno a sostegno di investimenti riguardanti la riqualificazione e la messa in sicurezza degli edifici scolastici, che come noto, costituiscono uno dei punti qualificanti del nostro mandato”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-06-2011 alle 16:38 sul giornale del 28 giugno 2011 - 834 letture

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Egregia Dott.ssa Casagrande, per cortesia non prendiamoci in giro. Sono d'accordo con lei che i tagli dovrebbero partire da Roma invece di farli ricadere solo sulgi Enti locali (in particolare su comuni) che effettivamente hanno l'onere di prestare servizi ai cittadini, ma è altrettanto vero che tagliare i costi della politica significa eliminare gli Enti "doppioni" di cui si potrebbe fare tranquillamente a meno come le Provincie, delegando alcune sue mansioni a Comuni o Regione. In tal modo si libererebbero risorse per effettuare opere senza mettere le mani nelle tasche dei soliti cittadini. In quanto "all'iniqua politica dei costi che il governo centrale scaricherebbe sugli Enti locali, questi a sua volta li riversano sui cittadini per cui alla fine rimane difficile cogliere la "distinzione ideologica" di chi ti tassa in maniera iniqua e socilmente scorretta. Aumentare le tasse sulla RCA significa colpire maggiormente le famiglie numerose ed i neopatentati.
Colgo l'occasione per salutarla "Socialmente".

Altro che scelte responsabili, aumenti, rispetto del patto di stabilità; l’unica scelta responsabile veramente da fare è quella di chiudere gli enti Provincia, mandando a casa tutta quella “masnada” di scartoffiari che ivi sono “imbucati”, a cominciare dalla “Casagrande” solo per lei a casa sua. W il 14 luglio 1789.

recuperati i soldi : eliminare la provincia , controllare le spese ( che siano utili e giustificate ) , far stare al vaticano il papa ( quanto costa la sua visita ad ancona ) devo continuare con il recupero o puo' bastare . saluti

Si può senz'altro concordare sulla politica da bassa macelleria praticata dal governo centrale che sta massacrando gli enti locali e, di conseguenza, i cittadini, soprattutto le fasce più deboli di questi.
Il problema però è leggermente diverso, almeno per coma la vedo io, e cioè le province non servono al paese, sono un peso e quindi andrebbero soppresse.
Le funzioni legislative sono delle regioni, le funzioni amministrative vadano ai comuni, che però siano messi in condizione di funzionare e, al massimo, per certe tipologie di funzioni, vedi i servizi sociali, la polizia locale, il trasporto scolastico, le scuole ed altro, si formino aggregazioni territoriali composte dai comuni dello stesso ambito. Con il personale dei comuni, senza consigli e giunte, ma con amministrazioni composte dai rappresentanti dei comuni partecipanti.

Cara la mia Casagrande,
per fare la solita demagogia contro il Governo questa volta l'hai fatta fuori dal vaso.
Era un'ottima occasione per stare zitta e l'hai sciupata.
Riprova, sarai più fortunata!!

Casagrande...dimissioni subito!

Tra l'altro (dati al 22 giugno) soltanto 10 province sulle 110 (o giù di lì visto che ne nascono come funghi) hanno deliberato l'addizionale sulle rc auto.

Secondo la Casagrande, immagino, le altre province non hanno il senso della responsabilità.
O forse hanno un bilancio migliore di quello della provincia di Ancona e non ne hanno bisogno. Insomma, hanno amministrazioni migliori.