Mangialardi all'assessore Donati: 'Dobbiamo avere il coraggio di dire no al rigassificatore'

28/06/2011 -

Lettera aperta del sindaco di Senigallia, Maurizio Mangialardi, all'assessore all'Ambiente della Regione Marche, Sandro Donati, sulla questione del rigassificatore di Falconara Marittima.



Caro assessore Donati, ti scrivo in nome di quella lealtà e collaborazione che ha sempre caratterizzato i nostri rapporti. Ci eravamo lasciati dopo l’incontro della scorsa settimana da te convocato per ascoltare il parere mio e di alcuni altri sindaci del territorio sul progetto del nuovo rigassificatore. La mia posizione di assoluta contrarietà alla nuova opera, in piena sintonia con gli ordini del giorno approvati in tal senso dal Consiglio Comunale di Senigallia, non è in alcun modo mutata ed ho ragione di credere che essa coincida con quella di tutti i 16 comuni. Una contrarietà che non è in alcun modo pregiudiziale ma che si fonda al contrario su un’analisi concreta delle caratteristiche di questo progetto. Dalla stampa apprendo invece come la fase di riflessione invocata dalla regione sarebbe sfociata in una sorta di adesione preliminare ad uno schema di accordo con l’API per la realizzazione del nuovo impianto. Spero che le cose non stiano davvero così perché, in caso contrario, la Regione starebbe commettendo un grave errore. Comprendo bene le validissime motivazioni che sarebbero alla base della posizione della Regione, in primo luogo il mantenimento dei circa 380 lavoratori per i prossimi 10 anni.

Il destino dei lavoratori è certamente un valore non negoziabile ed è un bene che sta a cuore a tutti noi. Tuttavia questa vicenda coinvolge tutta una serie di interessi collettivi e chiama in causa una nozione molto più ampia di bene comune. L’interesse pubblico ad evitare di realizzare un impianto ad elevata pericolosità come un rigassificatore a pochi chilometri dalla raffineria dell’API, da un aeroporto, dalla ferrovia, con il conseguente rischio di un devastante effetto domino in caso di incidente. Il diritto dei cittadini utenti ad un uso razionale delle risorse pubbliche, che significa evitare di veder realizzato un rigassificatore come questo che non risponde al reale fabbisogno energetico del nostro paese, che non razionalizza il sistema ma si limita ad aggiungere un nuovo impianto e che tra l’altro contrasta con la programmazione energetica regionale.

Dobbiamo, più in generale, tutelare il diritto del nostro territorio a veder salvaguardata la propria identità legata alla qualità dell’ambiente e della costa. E’ proprio su questa eccellenza ambientale che si fonda un’industria come il turismo che offre opportunità lavorative a migliaia di donne e uomini della nostra regione. Per questo ritengo che sia necessario affrontare seriamente il tema del futuro ambientale del nostro territorio, lavorando per un mantenimento dei livelli occupazionali in una nuova prospettiva di bonifica e riconversione della raffineria di Falconara. Per tutto questo, caro assessore, dobbiamo avere il coraggio di dire no al rigassificatore, come primo concreto passo per porre al centro dell’azione delle Istituzioni non soltanto la gestione dei conflitti di oggi, ma piuttosto la costruzione del futuro delle nostre generazioni ed il loro diritto a vivere in un ambiente sicuro e di qualità.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-06-2011 alle 17:38 sul giornale del 29 giugno 2011 - 2019 letture

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floriano schiavoni

Poi dobbiamo avere il coraggio di dire a tutti gli atteggiamenti che produnono consumi di energia evitali quali:
1) NO alle notti bianche;
2) NO alle luce accese nei locali di giorno;
3) NO all'uso dell'area condizionata ( escluso ospedali)
4) NO all'uso di SUV;
5) NO alle vacanze in aereo ( mezzo di trasporto che consuma moltissima energia)
6) NO ai riscaldamenti accesi ( basta un maglione in più)
7) NO a tantissime altre comodità

Si predica sempre bene e si razzola sempre MALE!!!


Deduco che il miglior investimento che potrebbe fare il nostro Sindaco sia l'acquisto di una macchina del tempo. Torniamo tutti all'età della pietra ed abbiamo risolto tutti i problemi. Evvai!!!!

Noi siamo il paese del "NO", ovvero: no alla TAV; no ai rigassificatori; no alle dìscariche; no ai termovalorizzatori; no a tutto quello che in Paesi ultracivili del Globo terracqueo è di norma ed accettato da tutti i cittadini. A quando il "NO" a questa politica che non ha la capacità di dare indirizzi tali da garantire tutti i Cittadini e che vive tranquillamente sulle divisioni e sulle indecisioni degli altri, senza accorgersi che i margini di manovra si sono azzerati; che le Aziende sono allo sbando, con un tasso di mortalità altissimo; che la soglia di povertà si è elevata tantissimo;.........in altre parole, senza voler fare del disfattismo, che siamo alla frutta.
Ai "NO" quando sono giustificati, bisogna sempre mettere vicino le alternative, perche altrimenti tutto resta un mero "flatus vocis".
Se non ora, quando?

E' una posizione molto chiara e condivisibile. Soprattutto se si pensa alla scarsa affidabilità delle promesse dell'API.
L'assicurazione del mantenimento di 380 posti di lavoro per i prossimi dieci anni non vale il rischio di un nuovo impianto in una zona che può essere il delirio onirico di qualsiasi organizzazione terroristica. C'è di tutto.
Non si può continuare a pensare ad aggiungere sempre, abbiamo altre opportunità, certo non fanno incassare quattrini ai soliti noti, ma permettono di salvaguardare il territorio che è, non lo si può dimenticare, la nostra vera ricchezza.
Per quanto riguarda invece gli sprechi è ovvio che è importante rivisitare il nostro modo di vivere. Quelli più accorti di noi l'hanno già cominciato a fare, ma se il nostro modello di vita continua ad essere quello proposto da certi media, la vedo lunga. Intanto chi lo capisce per primo, faccia la sua parte.