Casagrande: 'Veri tagli e finto 'federalismo', tanto tuonò che piovve'

Patrizia Casagrande 3' di lettura 02/07/2011 -

Sono convinta che chi ha l’onore e l’onere di governare, e dunque il dovere di decidere, ha necessariamente anche l’obbligo di saper spiegare, senza finzioni e con la massima trasparenza, le ragioni delle proprie scelte , soprattutto quelle più difficili. L’aumento del 3% sulla Rc auto è una di queste.



Fin dal luglio 2010, la Provincia di Ancona si è posta in prima fila per denunciare la gravità dei tagli ai trasferimenti statali verso comuni, province e regioni contenuti nella legge 78 e i rischiosi effetti di un federalismo che, anziché valorizzare le forme di autogoverno, mirava a scaricare sugli enti locali i costi dell’iniqua politica sociale ed economica del governo stesso. Dicevamo, in maniera chiara ed inequivocabile, che quella manovra, senza coniugare rigore e sviluppo, avrebbe pregiudicato l’erogazione di servizi essenziali e universali , annullando, di fatto, anni di riforme che avevano portato al progressivo decentramento delle funzioni statali e all’avvicinamento della pubblica amministrazione ai cittadini. Oggi i nodi vengono al pettine e i timori di un anno fa sono diventati amare realtà.

Non è forse ciò che, in maniera premeditata e irresponsabile, voleva il governo? Costringere, cioè, gli enti locali ad addossarsi il peso di scelte impopolari ed obbligate che giocoforza rischiano di colpire in primo luogo le fasce sociali più deboli già provate dalla crisi, tralasciando completamente la possibilità di varare una vera politica fiscale in grado di attingere risorse dalla rendita finanziaria speculativa e dai grandi patrimoni, mentre si allarga sempre più la forbice della ricchezza. Conferme, in tal senso, arrivano dalla stessa manovra economica che il governo sta discutendo in questi giorni e che sembra già annunciare nuovi aggravi con la reintroduzione dei ticket sanitari. La nostra, lo ribadisco, è stata una scelta di responsabilità e rispettosa del ruolo istituzionale che siamo chiamati a svolgere, attraverso cui, nel modo meno gravoso possibile ed evitando di sciupare anni di politiche virtuose compromettendo gli equilibri di bilancio, ci consentirà di non trasformare in fattore di crisi lo stesso ente.

Anzitutto dando continuità a quegli investimenti per l’edilizia scolastica e la viabilità capaci da soli di generare economia a beneficio dell’intero territorio, ma anche garantendo il puntuale pagamento di beni e servizi ai fornitori che, come ben sanno le associazioni di categoria, è fondamentale per evitare la crisi di quelle piccole aziende che anche nella nostra provincia danno lavoro a migliaia di persone. Sono questioni serie, su cui non ci può e non ci deve essere spazio per la demagogia, ma un impegno serio, in grado di dare risposte vere ai problemi. Verba volant scripta manent: noi siamo disponibili immediatamente a ritirare il provvedimento sull’aumento della Rc auto , nel momento stesso che il governo rinuncerà a tagliare i trasferimenti relativi ai fondi per le aree sottoutilizzate spettanti di diritto agli enti locali. Questa è la sfida che un ente virtuoso come Provincia di Ancona, che del buon governo e della razionalizzazione della spesa ha fatto la sua stella polare, lancia al governo.


da Patrizia Casagrande
Presidente della Provincia di Ancona




Questo è un articolo pubblicato il 02-07-2011 alle 16:10 sul giornale del 04 luglio 2011 - 797 letture

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