Pasquini (Gis) sulla Terrazza Marconi: 'Rebecchini non invocava investimenti privati?'

07/07/2011 -

Intervengo in seguito ai numerosi rilievi dei rappresentanti di Partecipazione e Rifondazione,in particolare dell'ex assessore Rebecchini, sullo " scempio " attuato dalla Terrazza Marconi nel nuovo insediamento balneare.



Rebecchini chiede la "liberazione dell'area"(manu militari?) come se il progetto e l'intervento fossero abusivi e sprovvisti delle necessarie autorizzazioni. Il nuovo impianto prosegue,a mio parere,nelle continuità d'eccellenza che la Terrazza Marconi ha avviato,con significativi interventi,attraverso la riqualificazione delle strutture di ospitalità ponendosi come modello e riferimento per l'intero comparto. Per quanto riguarda la gelateria sono d'accordo con Rebecchini. Il manufatto andrebbe traslato altrove ma Rebecchini sa benissimo che a metterlo lì è stato il Comune e la proprietà non è di Terrazza Marconi.

Quando poi Rebecchini che da quell'angolo preciso della Piazza non vede il Conero,mi ricorda quella signora perbene che saliva sopra l'armadio lamentandosi che da lì vedeva un uomo nudo nel bagno del caseggiato di fronte. Ma Luigi Rebecchini non è forse lo stesso Luigi Rebecchini,assessore al turismo,che si lucidava gli ottoni con le eccellenze del territorio,in primis Terrazza Marconi,ed invocava gli investimenti privati per riqualificare le zone degradate del lungomare? Io credo nella diversità come valore,nel nostro modo,imprese locali,di proporre innovazione,nel nostro modo di produrre,con orgoglio,di intraprendere,di essere vive,di battersi contro il declino,di fare bene per la nostra città. Ma il futuro non viene da sè,nè è prodotto per prescrizioni o per automatismi normativi. Il futuro,in un mondo complesso come l'attuale,non si prevede,si fa.Ma chi lo farà?

Decisiva è la visione che si ha di se stessi,delle differenze,dei valori. E' questo il filtro di discrimine tra chi è disposto a fare,rischiando,e chi è pervaso dallo spartiacque ideologico dello scetticismo,dell'ostilità,del non credere e non fare. A Luigi Rebecchini,che riesce sempre a colpirmi con un moto spontaneo di simpatia per i suoi mulinelli retro-naif,suggerisco,seguendo l'aforisma di Oscar Wilde "He who can does,he who cannot teaches",un percorso di avvicinamento carnale al mondo della piccola impresa per capirne meglio spirito e fatiche:la gestione della gelateria di Piazzale della Libertà. Se questa dovesse(giustamente)essere demolita,ci sarebbe sempre(Ufficio d'Igiene permettendo)il triciclo del leggendario"Camilin",il gelataio ambulante del dopoguerra, quando i gelati costavano 10 lire ed i comunisti si battevano per cause vere.


da Silvio Pasquini
pres. Gruppo Imprenditori Senigalliesi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-07-2011 alle 10:36 sul giornale del 08 luglio 2011 - 4625 letture

In questo articolo si parla di politica, silvio pasquini, gis

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Sulla nuova costruzione mi pare che si sia esagerato.

E' bassissima e manco si vede spuntare dal muretto.

Parlare di "cementificazione" mi pare una strumentalizzazione bella e buona

rossobianco verde

Commento sconsigliato, leggilo comunque

rossobianco verde

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Silvio, d'accordo con te sul fatto che l'imprenditoria privata va incentivata.

Ma è proprio necessario che - per voler scimmiottare, da brava provinciale, altri e diversi contesti - si nutra di oggettive schifezze, piuttosto che di iniziative che esaltino e non distruggano le caratteristiche del luogo scelto per fare affari?

Personalmente ritengo ben eseguita la sistemazione “a terra” della spiaggia con i divani, pavimento con doghe in legno ecc…mentre il manufatto eseguito, con la terrazza praticabile di 1 mq e le colonne simil doriche che evocano improbabili miti greci, è inguardabile..
Di fatto comunque è stata occultata una delle viste paesaggistiche più belle di tutta la città. L’autorizzazione urbanistica del Comune non è un salvacondotto per giustificare tutto. Purtroppo hanno legittimità ad essere realizzate anche opere brutte che deturpano il paesaggio il quale, va ricordato, è un bene della collettività.

Da un pò di tempo a questa parte, da quando cioè questa maledetta crisi ci ha ridotto con le pezze al culo, sta venendo fuori, con ferocia, l'idea che chi fa impresa sia una sorta di messia che può anche camminare sull'acqua.
Non credo sia così. Pur non mettendo in dubbio il ruolo centrale dell'mpresa, vorrei ricordare al GIS che se ci troviamo in queste condizioni in effetti è proprio colpa di quella visione dell'economia che ha consentito le bassezze peggiori, per mezzo della quale le aziende, finanziarie, si sono rubate anche l'aria che respiriamo. E noi adesso dobbiamo pagare i loro buffi, interessi compresi. Chiedere ai greci, prego.
Vorrei inoltre ricordare che se ci troviamo in queste condizioni il merito è anche di quelle aziende che si sono ben guardate di pagare le tasse, di fare ricerca ed innovazione, di investire insomma sul futuro.
Detto questo a me l'intervento della Terrazza Marconi sulla spiaggia piace, è un intervento di classe, qualifica la zona, certo poteva essere meno impattante, ma tant'è ben vengano queste iniziative che portano un contributo notevole alla diversificazione dell'offerta.

"Intervento di classe"? Ulisse, ma veramente ti piacciono le foglie di banano a mo' di ombrelloni? Vabbé... de gustibus...

Vedi Mariangela, io credo che l'offerta commerciale deve essere la più vasta possibile per intercettare il maggior numero di clienti. L'offerta deve essere anche la più variegata possibile, per soddisfare tutte le possibiltà economiche dei potenziali acquirenti.
Quello che a me piace, o no, credo che interessi pochissima gente, non sono un "opinion maker", ma certo penso che rispetto a quello che c'era prima sicuramente adesso è meglio.
Sono anche d'accordo che la nuova gelateria sarebbe stato meglio metterla altrove, ma tant'è, non credo di poter condizionare le scelte amministrative.
Però questa città ha di fronte una sola scelta, potenziare l'offerta turistica, differenziando le varie tipologie di turismo, non credo vi siano alternative se non il declino totale.