Confersecenti Marche: l'amaro della Sadam

Confesercenti 08/07/2011 -

Dopo aver appreso la notizia della firma dell’accordo sulla riconversione dell’Ex-Sadam, Confesercenti Marche ribadisce il suo NO all’insediamento commerciale.



E’ netto, chiaro, inequivocabile e convinto l’ennesimo NO di Confesercenti Marche alla previsione di 3 megastore di 2500 metri quadrati ciascuno e di 30.000 metri quadrati di parco commerciale nell’are dell’ex Sadam. L’accordo firmato prevede infatti la riconversione dell’area da produttiva a commerciale, il che significa dare vita ad un centro di grande distribuzione lungo la superstrada , con ricadute certe (e negative) sul commercio di tutta la Vallesina, su Ancona e su Falconara.

"E’ da ribadire - spiega Ilva Sartini, direttore Confesercenti Marche - che la programmazione di quell’area, rientrando nella grande distribuzione, non è di esclusiva competenza del Comune di Jesi, ma, per legge, sovracomunale e deve rientrare nel Ptc della Provincia, la cui eventuale modifica deve – a nostro avviso – avviare una fase di consultazione e concertazione anche con le categorie economiche coinvolte. Detto questo, i dati parlano per noi: dagli studi dell’Osservatorio Regionale sul Commercio si evince chiaramente che le Marche non hanno bisogno di nuove aree commerciali, soprattutto in questo momento considerato il peggiore per il settore dall’inizio della crisi economica. Costruire inutili superfici commerciali non risolverà il problema dei lavoratori impiegati nell’ex zuccherificio. Ribadiamo quanto sottolineato nel corso degli incontri con l’Amministrazione comunale: siamo sensibili alla necessità di salvaguardare l’occupazione dei lavoratori ex Sadam, ma la soluzione non può essere quella di far saltare tanti più posti di lavoro di quelli salvati, in particolare nella rete commerciale esistente nel territorio contermine. Ancora una volta il carico urbanistico ed economico di innesti di grandi superfici di vendita e centri commerciali non pianificati e non programmati dovrebbe essere digerito da una rete infrastrutturale e da un territorio già ampiamente sovraccarichi. Tutte le lodevoli attenzioni che i vari livelli di governo (europa, stato, regioni, provincie e comuni) dedicano alle piccole e medie imprese, alla prova dei fatti, mostrano le loro profonde contraddizioni. Per quanto ci riguarda continueremo il nostro lavoro di rappresentanza e tutela di quelle imprese che hanno scritto pagine importanti dell'economia e della vita sociale dei nostri paesi e ne continuano a garantire vivibilità e qualità e per questo invitiamo i Comuni contermini e le forze politiche a pronunciarsi sulla vicenda".






Questo è un articolo pubblicato il 08-07-2011 alle 19:55 sul giornale del 09 luglio 2011 - 750 letture

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