Rocconi: vogliamo essere terreno buono?

mons. gerardo rocconi 09/07/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 10 luglio.



Dal Vangelo secondo Matteo
Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».


PERCHE’ LE PARABOLE?
Oggi il vangelo ci presenta la parabola del seminatore. Ma subito si pone una domanda: Perchè Gesù parla in parabole? Ed è semplice la risposta: Perchè chi ha il cuore buono, semplice, umile capisca subito e gioisca per la Parola di amore che Dio dona, ma chi ha il cuore indurito non riesca a comprendere, anzi ritenga la Parola di Dio una sciocchezza. Diceva Gesù: Ti benedico, o Padre, perchè hai rivelato le cose del Regno, hai rivelato te stesso, hai fatto conoscere e comprendere il tuo amore non hai sapienti e agli intelligenti secondo questo mondo, ma ai piccoli e semplici.

LA PARABOLA ODIERNA
E’ la parabola del seminatore. Il seminatore getta il seme: una parte cade sulla strada e gli uccelli lo mangiano subito; una parte cade su un terreno sassoso, ma manca la terra e presto la pianticella secca; una parte cade fra i rovi che crescendo insieme soffocano la pianticella. E finalmente un parte cade su un buon terreno dove dà frutto abbondante. Gesù stesso spiega cosa rappresenta quel seme sparso. E’ la sua Parola!
E’ Parola che invita ad accogliere con gioia la bella notizia el Regno;
E’ Parola che invita a convertirsi e a rinnovare la vita;
E’ Parola che dona forza e incoraggiamento;
E’ Parola di amore da ascoltare con amore
E’ Parola donata con abbondanza. Il gesto ampio del seminatore indica con quanta abbondanza, gratuità e amore Dio dona la sua Parola ... soprattutto attraverso la Bibbia e la Voce della Chiesa.
La pagina evangelica che suggerisce come si accoglie la Parola è quella di Maria di Betania. Mentre Gesù parla Maria è ai piedi di Gesù: immaginiamola come una bambina seduta per terra. E’ l’atteggiamento del discepolo, l’atteggiamento di chi ascolta, di chi si lascia nutrire. Non è una fuga, la sua, anzi! Lei addirittura è il simbolo della carità.... Ma prima si lascia riempire il cuore.
Ci sarà pienezza di amore nel vivere solo se prima si è rimasti così, ai piedi di Gesù, per ascoltarlo, per mettersi in discussione, per capire, per non decidere noi da soli cosa è importante. Maria ascolta. In quell’ascolto è lei che accoglie veramente Gesù, lo accoglie come nutrimento per la sua vita.
Maria di Betania ci fa capire quale frutto si può produrre quando il terreno è buono. Nell’incontro con Gesù-Parola cambiano i nostri giudizi e si acquista una mentalità nuova, per cui la fede si fa adulta e matura, incidendo nella vita, permettendoci di vivere la testimonianza e la carità. La nostra sicurezza e la nostra gioia è nel Signore. Se il cuore non è accogliente nei confronti del Signore e della sua Parola, la vita è solo angosciata e senza senso.

IL TERRENO BUONO
Vogliamo essere terreno buono? Da dove partire? Se il seme è la Parola di Dio il punto di partenza è conoscere la Parola di Dio, meditarla, amarla.
Due libri non possono mancare, due libri da leggere e meditare quotidianamente, o almeno a tempi fissi, in famiglia o negli incontri parrocchiali: la Bibbia e il Catechismo. Non illudiamoci di conoscere cosa vuole il Signore. Infatti come in un continuo colloquio di amore si comprendono i desideri e le attese della persona amata, così in una continua frequentazione della Parola nella Bibbia e nel Catechismo si possono comprendere i desideri e le attese dell’Amato.






Questo è un editoriale pubblicato il 09-07-2011 alle 12:57 sul giornale del 11 luglio 2011 - 1123 letture

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