Confcommercio: accordo ex Sadam, il moltiplica-problemi

Confcommercio logo 12/07/2011 -

Continua senza le dovute riflessioni e le necessarie valutazioni il percorso di riqualificazione commerciale all'ex Sadam che, se così perseguito, stravolgerà il già precario equilibrio economico delle imprese di Jesi, della Vallesina e dell'area commerciale a sud dell'ex zuccherificio.



L'accordo che è stato siglato nei giorni scorsi dagli interlocutori coinvolti nella questione viene contestato e rigettato in toto dalla Confcommercio Imprese per l'Italia Provincia di Ancona che considera semplicemente devastante per il territorio l'impatto commerciale come previsto dal progetto. La Confcommercio è contraria sia alla previsione dei tre mega store da 2 mila e 500 metri quadrati che alla ulteriore proposta, certamente scellerata, di realizzare un parco commerciale da 30 mila metri quadrati sempre nell'area ex Sadam.

"Chi darà il via libera a questo progetto – l'attacco del Direttore di Confcommercio Imprese per l'Italia Massimiliano Polacco –, dovrà assumersi la responsabilità delle pesanti ricadute economiche dovute alla trasformazione dell'ex Sadam in un mega parco commerciale. E' evidente che va salvaguardata l'occupazione di più di cento lavoratori dell'ex zuccherificio ma non si può rischiare di mettere in crisi l'economia di centinaia di famiglie per dare questo tipo di risposta. I lavoratori dell'ex Sadam devono avere una degna occupazione che sia frutto di scelte progettuali lungimiranti e non la risultante di un semplice spostamento del problema. Si dà una risposta da una parte e si rischia di creare altri drammi da un'altra. Non accettiamo questa logica da guerra dei poveri. Si risponda alle esigenze degli ex lavoratori Sadam con prospettive occupazionali precise così come si eviti di dare una mazzata al commercio di Jesi, della Vallesina e delle aree a sud del vecchio zuccherificio con la previsione di realizzare un immenso parco commerciale alle porte di Jesi".

La dura presa di posizione di Polacco si fonda su dati certi, inecquivocabili. Non ci sono margini per nuove aperture di medie o grandi strutture commerciali nel nostro territorio. Lo dice l'Osservatorio del Commercio, lo dicono gli studi analitici fatti sui flussi di mezzi e persone, lo dicono i tecnici.

Perchè allora ci si ostina ad andare avanti con questo progetto che va contro le logiche della razionalità e del dato acquisito?

A questa domanda va data una risposta così come va data una risposta alle molteplici istanze che la Confcommercio ha portato a sostegno di una doverosa ed evidente critica da apportare al progetto. Sia data voce dunque a chi rappresenta concretamente e quotidianamente il Commercio e a chi ha dalla sua, la forza dei dati e di una lungimiranza progettuale perseguita purtroppo da pochi in momenti nei quali servirebbe invece una lucitdità decisionale netta, evidente e capace.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-07-2011 alle 16:06 sul giornale del 13 luglio 2011 - 1063 letture

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