Chiaravalle: Dal Prc un no secco alla manovra ingiusta e recessiva

rifondazione comunista prc 14/07/2011 -

L'ondata speculativa che ha colpito il nostro paese, sta portando all'approvazione accelerata della manovra del governo Berlusconi. Le opposizioni parlamentari sono d'accordo con l'accelerazione dei tempi, che di fatto impedirà qualsiasi modifica alla manovra. E' il cosiddetto accordo bipartisan dei "responsabili". Ma è "responsabile" colpire chi già non ce la fa più in nome della finanza?



Le ultime notizie parlano di una manovra che che nel triennio superà i 70 miliardi di euro!

La parola d'ordine è "rassicurare i mercati e la finanza", "fare quello che dice l'Europa". Ci parlano della crisi e dell’andamento negativo delle borse, della speculazione finanziaria, del debito pubblico in crescita come fossero la grandine o la siccità, ovvero fenomeni naturali contro i quali nulla si può o contro i quali occorre quella “solidarietà nazionale “ che consentirà al governo Berlusconi di varare una manovra che ha come obbiettivo particolare la sanità e la scuola pubblica, i salari operai, le condizioni di vita di migliaia e migliaia di famiglie a basso reddito che dovranno pagare di più trasporti, luce, acqua, generi alimentari, mentre banche e rendite finanziarie, grandi ricchezze e imprese, finanziamenti alle operazioni militari vengono salvaguardati e tutelati.

Rifondazione Comunista propone 5 azioni per fermare la speculazione:
1. l’eliminazione del divieto alla Banca d’Italia di acquistare i titoli di stato (BOT) e la loro acquisizione a tasso fisso (1%) per evitare operazioni al rialzo;
2. l’introduzione della “Tobin tax” nelle transazioni finanziarie per limitare il vorticoso giro di denaro che produce utili esclusivamente attraverso gli aggi procurati dalla speculazione sui rialzi e sui ribassi borsistici;
3. il divieto delle cosiddette vendite allo scoperto che consentono la messa in vendita di titoli anche a chi non ne ha proprietà con il conseguente gioco al ribasso sul prezzo degli stessi, come avviene anche per i titoli di stato;
4. la pubblicizzazione dei bilanci delle banche e la contabilizzazione in questi anche dei cosiddetti “derivati” per impedire che masse enormi di denaro, gestite fuori dal controllo pubblico siano utilizzate a fini speculativi nelle operazioni borsistiche e finanziarie;
5. la dichiarazione immediata di percorrere la strada della ristrutturazione del debito, come ha già provveduto a fare l’Islanda, decidendo, come uno stato sovrano deve fare, tempi e interessi da restituire a chi, grandi finanziarie e speculatori, detiene gran parte dei titoli di debito pubblico;

e sul versante del rilancio dell’ iniziativa economica 5 iniziative a tutela del lavoro e del salario:
1) l’introduzione di una patrimoniale sulle grandi ricchezze (sopra il milione di euro) per finanziare la riduzione delle aliquote fiscali sui salari e sulle pensioni e attivare il reddito di cittadinanza per disoccupati e precari;
2) l’azzeramento della grandi opere come la Quadrilatero, la TAV, il ponte sullo stretto di Messina e utilizzare queste risorse per finanziare un piano energetico nazionale basato sul risparmio e le energie rinnovabili;
3) la realizzazione di una legge, come già Rifondazione aveva fatto approvare nella Regione Marche, che ostacoli le delocalizzazioni produttive e obblighi alla restituzione dei finanziamenti pubblici quelle aziende che lo hanno fatto;
4) il dimezzamento delle indennità ai parlamentari e ai consiglieri regionali, oltre alla riduzione degli enti inutili e la riduzione dei compensi ai grandi “dirigenti di stato” (si pensi per esempio che il solo direttore generale della Regione Marche percepisce oltre 250 mila euro annui) per finanziare la stabilizzazione dei precari nelle imprese pubbliche e private;
5) il ritiro immediato delle missioni in Afghanistan e la cessazione dei bombardamenti in Libia (oltre 500 mila euro al giorno il costo di questo massacro) per dedicare risorse ai servizi sociali e alla scuola pubblica.

La manovra del governo è iniqua dal punto di vista sociale ed è recessiva sul terreno economico. Un’altra finanziaria è possibile, un’altra finanziaria è necessaria.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-07-2011 alle 13:57 sul giornale del 15 luglio 2011 - 723 letture

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