Sadam: Confesercenti non cambia posizione

Confesercenti 2' di lettura 18/07/2011 -

Dopo la commissione convocata lo scorso venerdì Confesercenti ribadisce le proprie posizioni.



Si è svolta lo scorso venerdì la commissione politica con la quale il Presidente del Consiglio Provinciale Cingolani ha voluto fare il punto sulla vicenda Sadam che andrà in Consiglio per essere discussa il prossimo 29 luglio. All’incontro Confesercenti non ha fatto mancare la sua presenza rappresentata dal delegato Guidobaldo Giuliodori.

“Confesercenti, presente all’incontro di venerdì - spiega il vice presidente Confesercenti Marche Giancarlo Gioacchini - ribadisce di essere contraria al progetto di riconversione dell’ex Sadam presentato dai manager del gruppo Maccaferri e che prevede, attraverso la riconversione dell’area da produttiva a commerciale, la nascita nell’area di 3 megastore di 2500 metri quadrati ciascuno e di 30.000 metri quadrati di parco commerciale”.

Nel dibattito sviluppatosi in merito al futuro dell’Ex Sadam le quattro associazioni di categoria coinvolte sembravano aver assunto tutte insieme lo stesso punto di vista, invece venerdì all’incontro è sembrato mutato il parere di Confcommercio.

“Siamo meravigliati della posizione assunta da Confcommercio - continua Gioacchini - perché lo spiraglio che hanno lasciato aperto nei confronti del progetto può permettere adesso, a chi punta all’approvazione della riconversione, di insinuarsi con le proprie ragioni. Noi, al contrario, restiamo dalla parte dei piccoli commercianti, dei quali da sempre rappresentiamo gli interessi e al fianco delle tante piccole e piccolissime imprese del settore nella battaglia non solo contro i megastore, che stanno minando alla base il tessuto economico ed ambientale della regione, ma anche e soprattutto contro la cultura e la mentalità che questi centri commerciali portano con sé”.

Confesercenti Marche, per voce del direttore Ilva Sartini, ribadisce anche: “non si pensi che prendendo questa posizione la nostra associazione non sia preoccupata per le sorti dei lavoratori dell’ex Sadam, ma siamo certi che questa soluzione non sia quella giusta. Garantire il posto a questi lavoratori consentendo la nascita di un megastore, significa minare alla base la filiera che tiene in piedi le imprese commerciali medie e piccole e, dunque, il paradosso è che per mantenere questi posti di lavoro, si finirebbe per perderne molti di più in un altro settore”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2011 alle 17:20 sul giornale del 19 luglio 2011 - 869 letture

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