Lettere: case acquistate dall'Erap rimangono vuote a Monteroberto

2' di lettura 20/07/2011 -

Il problema della casa è uno di quelli più gravi per le giovani famiglie e non italiane, soprattutto in tempo di crisi come quello attuale. E mantenere delle case vuote non produce reddito. Eppure è quello che sembra accadere a Monte Roberto dove l'Erap ha acquistato oramai 3 anni fa e che da allora sono rimaste disabitate. Questa è la segnalazione di un lettore di Monte Roberto. Vivere Jesi rimane a disposizione anche dell'Erap per chiarire gli aspetti di questa vicenda.



Nell'estate 2007 ero assessore a Monte Roberto, un piccolo Comune della Vallesina. Intrapresi allora con l'ERAP ( ex Istituto Autonimo Case Popolari) un confronto , invitando l'Ente ad acquistare degli alloggi di recente ristrutturazione, sottoposti a sequestro giudiziario per fallimento, così da poterne ricavare abitazioni popolari da assegnare secondo graduatoria comunale agli aventi diritto.

Nell'estate 2008 con soddisfazione dell'amministrazione comunale, l'ERAP acquistò ad asta giudiziaria questi alloggi, ero anch'io presente.

Sono trascorsi tre anni e le abitazioni sono ancora vuote, sportelloni e finestre aperte, acqua e neve a volontà , abbandono completo sotto gli occhi di tutti, amministratori e politici locali in testa. Nel marzo scorso si sono visti per qualche settimana degli operai effetuare lavori di manutenzione, si pensava fosse la volta buona, tra le altre cose hanno estirpato le erbacce nel piazzale condominiale , inghiaindolo e rullandolo, pronto per l'asfaltatura. Se ne sono andati e il piazzale è ritornato nello stato iniziale , però le finistre le hanno chiuse e nessuno le ha più riaperte.

Sindacare all'ERAP sui tempi e i modi di ripristino e manutenzione è difficile ed inopportuno, l'Amministrazione Comunale non ha di queste competenze, ai politici spettano ben altri e più alti compiti . Così ancora una volta le responsabilità saranno di tutti e di nessuno.

Intanto le famiglie inserite nella graduatoria comunale per l'edilizia sovvenzionata ,pazientemente aspettano , sottraendo dai loro difficili bilanci familiari cospique somme per affitto dovuto ai privati.

Se questo è il modo di amministrare l'edilizia pubblica anche nei grandi centri, c'è di che stare preoccupati.

Come si dice ,così va il mondo, non ci si stupisce più di niente, questo è il sistema ,che rende sempre più difficile individuare responsabilità morali , politiche ed amministrative.

I cittadini responsabilmente lavorano, pagano e aspettano.


Focante Giancarlo






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-07-2011 alle 14:10 sul giornale del 21 luglio 2011 - 1748 letture

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