Monte San Vito: Sordoni, il Sindaco Sartini mente, non ho mai deliberato a favore dell'elettrodotto

gloria anna sordoni 4' di lettura 22/07/2011 -

La presente fa seguito allo svolgimento dell’assemblea pubblica in tema di elettrodotto Fano-Teramo tenutasi di recente a Monte San Vito. In particolare, queste righe hanno il compito di smentire la posizione che l’attuale Sindaco di Monte San Vito Sabrina Sartini ha ingiustamente accollato alle Giunte Sordoni in merito alla realizzazione di questo elettrodotto (il contenuto dell’intervento con cui il Sindaco Sartini ha partecipato all’assemblea è facilmente reperibile via facebook).



Stando alle parole del Sindaco Sartini, infatti, sembrerebbe che l’amministrazione Sordoni sia pervenuta ad un vero e proprio pronunciamento circa la fattibilità del tracciato Fano-Teramo, esprimendo con proprio atto di Giunta un parere favorevole alla sua realizzazione. Nei fatti questo non è mai accaduto. Dunque, il Sindaco Sartini sa di dire cosa non vera, perché la Giunta Sordoni − né quella 2004/2009, né quella 2009/2010 − ha mai deliberato alcunché in merito alla questione dell’elettrodotto. Ma − chiamata in causa in un percorso di concertazione voluto dalla Regione Marche e dalla Provincia di Ancona in merito alla pianificazione energetica − ha semplicemente espresso delle considerazioni sul punto. Non esiste nessuna delibera con pareri definitivi, soltanto una lettera indirizzata alla Provincia.

Con questa lettera non si dice “sì” alla realizzazione dell’elettrodotto Fano-Teramo. Diversamente, se ne valuta il tracciato solo alla luce del “dichiarato futuro smantellamento” di un altro elettrodotto: quello San Lazzaro-Camerata Picena, che attraversa i centri abitati delle località Borghetto, Capoluogo e Le Cozze, con ovvi rischi di superamento dei limiti di esposizione ai campi elettrici e magnetici della popolazione che abita in queste frazioni. A tal proposito, va detto che un amministratore serio non può rifiutarsi di valutare se sia possibile un’ipotesi alternativa, cioè un’ipotesi che alleggerisca dal rischio i centri abitati già penalizzati senza coinvolgerne di nuovi (il tracciato in progetto correrebbe lontano da insediamenti abitativi). Un amministratore serio ha il compito di valutare ogni proposta rivolta a questo indirizzo: ne va della tutela delle migliori condizioni di salute pubblica, dal momento che proprio l’amministratore è istituzionalmente riconosciuto quale primo garante della salute dei cittadini.

Mai accetterò che si faccia demagogia sul punto, al solo – chiaro − scopo di denigrare il mio operato e quello dei miei colleghi di Giunta (tra l’altro, faccio notare che uno degli ex assessori della Giunta Sordoni 2004/2009 oggi siede in Consiglio tra i banchi della maggioranza).

Per meglio capire, va detto che l’elettrodotto San Lazzaro-Camerata Picena taglia letteralmente in due la località di Borghetto, attraversando la futura area industriale sita a ridosso della ex SS.76, le aree di pertinenza di Via Galilei e di Largo Ungaretti, anche transitando sopra le teste dei cittadini di Via Paradiso e sopra le lottizzazioni presenti nel Capoluogo. Oltretutto, devo ricordare che la realizzazione di questo elettrodotto risponde ad una vecchia normativa (quando le conoscenze in materia di inquinamento elettromagnetico erano poco note, e cioè quando gli elettrodotti venivano realizzati con criteri di sicurezza ambientale sicuramente meno severi e garantisti di quelli attuali). Ecco perché c’è stata una forte penalizzazione dei cittadini con abitazione nelle zone suddette.

Forse, di fronte al “dichiarato futuro smantellamento” di questo elettrodotto, non abbiamo il dovere di ascoltare i cittadini delle Cozze, di Borghetto e del Capoluogo? Ecco il perché dell’importanza di valutare ogni elemento della questione. Sempre ricordando che le Giunte Sordoni non hanno mai deliberato alcunché in merito all’elettrodotto Fano-Teramo, e che sarebbe stato mio preciso dovere quello di informare tutti i cittadini nei modi e nei tempi dovuti, senza tenere nessuno all’oscuro della cosa. Un dovere che ho sempre riconosciuto e che anche in questo caso avrei rispettato. Non entro nel merito del discorso sulle misure perequative, poiché queste sono dovute per legge e sicuramente non “estorte”.

E se un Sindaco è realmente il Sindaco di tutti, allora è chiamato ad esporre i fatti sino in fondo e a tutta la cittadinanza. Dando conto delle esigenze dell’intero territorio.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-07-2011 alle 18:28 sul giornale del 23 luglio 2011 - 1064 letture

In questo articolo si parla di attualità, Gloria Anna Sordoni

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