Stop alla speculazione edilizia. Niente più appartamenti sotto ai 52 mq utili

simone ceresoni 2' di lettura 22/07/2011 -

Senigallia dice basta al proliferare dei mini-appartamenti. Contro la speculazione edilizia che al problema dell'accesso alla prima casa per le giovani coppie contrappone una miriade di monolocali usati per le locazioni estive, il Comune introduce la “superficie utile minima netta”. Si tratta di una variante (che approda mercoledì in Consiglio per l'adozione) che impone agli appartamenti di nuova costruzione una superficie utile non inferiore ai 52 mq.



Crediamo che anche e non solo le dimensioni minime di un appartamento siano importanti per la vivibilità dello stesso -spiega l'assessore all'urbanistica Simone Ceresoni- vogliamo porre fine ad una stagione che ha visto il proliferare dei cosiddetti appartamenti-alveari promuovendo un'edilizia dove anche le misure, unite ai nuovi standard ecosostenibili, sono fondamentali”. Una norma, che una volta approvata sarà “legge”, che ammette due sole eccezioni. Per le zone “c” e per il restauro conservativo. Nelle zone che il prg classifica di “espansione”, come nel caso di alcune lottizzazioni (ad es. a Marzocca), è prevista la possibilità di realizzare appartamenti anche inferiori ai 52 mq ma solo per il 20% del totale degli adifici. Nel caso del restauro conservativo di un edificio, è possibile dividere l'appartamento per ricavarne un secondo.

“E' una previsione che consente ai nuclei familiari di dividere un'abitazione con i figli, ad esempio -aggiunge Ceresoni- in questo caso non si corrono rischi speculativi perchè parliamo comunque di unità immobiliari già esistenti”. La variante ha trovato il parere favorevole della associazioni dei costruttori e dei professionisti mentre gli agenti immobiliari si dicono scettici.

“Gli appartamenti al di sotto dei 52 mq sono richiesti come seconde case, magari per l'estate -spiega Stefano Gabbianelli della Belenchia Immobiliare- ma sono accessibili, da un punto di vista economico, anche ai piccoli nuclei familiari. Se si fanno appartamenti più grandi, ad esempio intorno ai 70 con maggiori spazi per le famiglie, allora si sale di prezzo, anche sopra i 200 mila euro, e diventa difficile l'acquisto. Se si autorizza la costruzione di un palazzo, che ci siano 10 o 15 appartamenti non cambia di molto da un punto di vista urbanistico”.

“La domanda di mini-appartamenti è consistente ed è un investimento per una seconda casa, anche da affittare
-aggiunge Luciana Ortolani dell'Immobiliare Verdi Colline- se si va su trilocali da 70 mq è ovvio che i prezzi salgono e la funzione dell'appartamento è diversa. I trilocali sono chiesti dalle famiglie come prima casa ma qui entrano in gioco le possibilità economiche, che sono un altro un altro discorso”.






Questo è un articolo pubblicato il 22-07-2011 alle 23:55 sul giornale del 23 luglio 2011 - 5728 letture

In questo articolo si parla di attualità, urbanistica, simone ceresoni, giulia mancinelli

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