Prc: Sadam, manca la capacità di intervenire sul territorio con coordinamento

maurizio quercetti 24/07/2011 -

Alla conferenza stampa di sabato indetta dal Prc per illustrare la posizione del partito erano presenti il consigliere comunale Achille Bucci, Mattero Silveri del Direttivo del Circolo Karl Marx, Maurizio Quercetti, del Circolo Prc di Chiaravalle ed ex Assessore provinciale al Lavoro,  il consigliere provinciale Fabrizio Petrolati ed il Vicesindaco di Monsano, Marina Melappioni. Rifondazione Comunista presentarà al proposito una risoluzione al Consiglio Comunale di Jesi.



"Il progetto di riconversione dello stabilimento Sadam nell'ultima versione compie dei passi avanti rispetto a quello originario e questo non si può ignorare, ma sicuramente ci sono dei punti fondamentali su cui l'Amministrazione dovrà chiedere garanzie più solide fin dalla fase iniziale" esordisce Maurizo Quercetti. "Innanzi tutto a livello provinciale e di area vasta occorre considerare l'accordo commerciale di programma che per il territorio che va da Falconara - Casello Ancona Nord fino a Serra San Quirico prevede solo un ulteriore centro di grande distribuzione, considerato il livello attuale di distribuzione della gdo. La Vallesina è già la zona in cui si produce quasi tutta l'energia della Regione, non può diventare anche la zona in cui si vendono quasi tutte le merci della regione".

Nell'ottica della programmazione territoriale della distribuzione commerciale sul territorio "pur essendo per tanti punti distanti da Confcommercio non si può dire che questa volta non ci si trovi a condividere molte preoccupazioni comuni - continua Quercetti - perchè occorre tener in considerazione anche le necessità del piccolo commercio, che già in questa fase di crisi è un soggetto debole, mettendolo in grado di competere nei centri storici, con la grande distribuzioni, evitando di ripetere l'errore commesso in Ancona, dove l'addensarsi della Gdo alla Baraccola ed Ancona Sud ha svuotato il centro".

"D'altra parte non si può non condividere anche le parole di Andrea Pieralisi, della Confindustria, che chiede per il territorio anche una programmazione che preveda lo sviluppo ed il recupero della produzione industriale, l'unica in grado di produrre "lavoro buono", con una stabilità di impiego che i contratti flessibili ampiamente usati nel settore commerciale non possono garantire", conclude Quercetti.

Tocca a Bucci invece scendere nel dettaglio dell'illustrazione dei punti in cui è necessario "porre dei paletti ben definiti da parte dell'Amministrazione. Innanzi tutto sui tempi e la priorità della bonifica che deve essere completa ed integrale, senza lasciar la possibilità che si indirizzi solo a quelle parti dello stabilimento che hanno un'utilità in funzione della riconversione commerciale, eslcudendo le altre come le aree di lagunaggio".

"Sul fronte occupazionale, continua Bucci, devono essere garantiti tutti i posti di lavoro senza cominciare a distinguere le singole posizioni che permettono di ridurne il numero sfruttando pensionamenti, ricollocamenti e altre condizioni particolari. Si era partiti da 157 unità lavorativi e già se ne sono perse un terzo, visto che oggi si parla di 106. Così non si difende il lavoro, perchè il numero complessivo di posti si riduce. Anche per questo occorre definire bene anche le tempistiche con cui si realizzeranno le urbanizzazioni delle aree produttive e l'apertura dei centri commnerciali, perchè per ora sembra si dia la precedenza alle seconde rispetto alle prime, lasciando quasi pensare che queste siano meno importanti e che poi si vedrà se e come verranno".

"Infine, conclude Bucci, occorre approfondire la vicenda Turbogas, di cui nel progetto non si parla più, mentre deve rappresentare una condizione essenziale della valutazione complessiva dell'Accordo e, per ultimo, porre vincoli all'insediamento di nuovi centri commerciali".

Proprio su quest'aspetto interviene Petrolati: "Noto grande difficoltà della Provincia che non si dimostra in grado di intervenire sul territorio con un'azione di coordinamento sul piano di area vasta, perchè è debole sul piano politico. La Provincia non riesce a gestire al meglio le risorse territoriali e non svolge il ruolo di coordinamento delle azioni dei singoli comuni, riducendosi a ratificare sempre le decisioni prese negli altri livelli: la Regione da un lato e le iniziative comunali dall'altro. Non c'è una programmazione di medio termine in grado di gestire il futuro sviluppo e questo è molto grave perchè così si corre il rischio di non programmare neanche il futuro sviluppo economico e di conseguenza occupazionale nel territorio".



...

La risoluzione al Consiglio Co...






Questo è un articolo pubblicato il 24-07-2011 alle 11:00 sul giornale del 25 luglio 2011 - 1776 letture

In questo articolo si parla di attualità, maurizio quercetti, paolo picci

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/nH1





logoEV