Prc: sul progetto Sadam ci sono punti in cui l'Amministrazione deve chiedere garanzie più solide

rifondazione comunista prc 24/07/2011 -

Si è tenuto sabato un incontro presso la sede di via Giacomo dall'Acqua un incontro in cui il Prc ha illustrato la sua posizione nei confronti del progetto di riconversione dello stabilimento Sadam.



La posizione del PRC di Jesi e della bassa Vallesina in vista del Consiglio Comunale del 29/7 sull’Accordo di riconversione dell’area dell’ex zuccherificio SADAM di JESI.

L’Accordo di riconversione dell’area dell’ex zuccherificio SADAM di JESI siglato in data 4.7.2011 rappresenta indubbiamente, per le soluzioni individuate, per le ricadute occupazionali che ne possono derivare, per le potenzialità che può mettere in campo, un passo avanti rispetto allo scellerato accordo del febbraio 2010 sul quale, è bene ricordarlo, le forze politiche jesine di maggioranza, senza colpo ferire, erano disposte ad accettare tutt'insieme una raffineria a biodisel, un oleodotto di diversi km, una centrale a biomasse a fronte di garanzie pressoché nulle per i lavoratori e per il territorio.

Da questa preliminare constatazione non deriva automaticamente una valutazione positiva di Rifondazione Comunista. Innanzitutto perché le questioni aperte sono ancora tante e la loro evoluzione può creare strascichi pesanti ma anche perché, parlando di SADAM, occorrono prudenza e soprattutto certezze. In troppe occasioni, infatti, il gruppo Maccaferri ha portato a questo territorio solo problemi e “mele avvelenate”. Va ricordato peraltro, solo per fare un esempio, che l’Accordo del febbraio 2010, che pure tante spaccature e problemi aveva causato in città, e che il Sindaco si è impegnato ad onorare nonostante il voto contrario del Consiglio Comunale, è stato del tutto disatteso dall’azienda, che non lo unilateralmente ritiene più valido.

Per questi e altri motivi il Consiglio Comunale del prossimo 29 luglio non può essere una semplice ratifica. Per le novità che l’Accordo introduce, spetta invece, a nostro parere, al Consiglio formulare precisi indirizzi di attuazione, ove necessario anche attraverso proposte vincolanti di modifiche e integrazioni.

Rifondazione Comunista, che è l'unica forza politica che a Jesi sulla vicenda Sadam ha detto parole chiare e praticato la coerenza, può oggi, dopo un’attenta valutazione dell’Accordo sottoscritto e del dibattito che nella città si è aperto, proporre, su una serie di punti strategici, indicazioni per giungere ad un effettivo miglioramento del piano. Lo faremo attraverso una risoluzione che proporremo alla discussione e all’approvazione del Consiglio Comunale e che da oggi affidiamo al confronto con le altre forze politiche e delle parti sociali.

Ecco in sintesi i cinque punti che noi proponiamo alla discussione della città:
1. COORDINAMENTO TRA ATTIVITÀ DI BONIFICA E SUCCESSIVI RIUSI DELL’AREA
In nessun punto dell’Accordo si fa riferimento allo stato di attuazione della preliminare e obbligatoria bonifica dell’area. Sulle varie aree interessate dagli interventi di riconversione l’avvio dei lavori deve vedere preliminarmente concluse e positivamente certificate tutte le fasi di preliminare bonifica.
L’eventuale autorizzazione del centro commerciale di 30.000 mq deve in ogni caso essere subordinata alla positiva conclusione degli interventi di bonifica dell’intera area dell’ex zuccherificio (comprese le aree non interessate dal piano di riconversione quali, ad esempio, gli impianti di lagunaggio).

2. GARANZIA DEI LIVELLI OCCUPAZIONALI

In precedenza era stato fissato in complessivi 157 il numero minimo delle unità lavorative da ricollocare nell’ambito del progetto di riconversione. Anche alla luce della pesante crisi che investe il territorio proponiamo di rimodulare gli obiettivi occupazionali al fine di garantire in ogni caso, e anche attraverso nuove assunzioni, i livelli precedentemente assicurati dallo zuccherificio.

3. DEFINIZIONE DI TEMPISTICHE OMOGENEE TRA L’URBANIZZAZIONE DELLE AREE PRODUTTIVE E L’APERTURA DEI CENTRI COMMERCIALI

Anche al fine di migliori future garanzie occupazionali il PRC ritiene prioritaria, rispetto alle destinazioni commerciali, la completa disponibilità di nuove aree produttive (60.000 mq) definitivamente urbanizzate. Proponiamo pertanto di omogeneizzare i due interventi coordinando i relativi crono-programmi attuativi anticipando la fase di avvio dei lavori di urbanizzazione sull’area produttiva, in modo tale che all’apertura del grande centro commerciale corrisponda la conclusione dei lavori di urbanizzazione dell’area produttivo/terziaria.

4. CENTRALE TURBOGAS
Nell’Accordo del 4.7.2011 tale impianto non viene citato, mentre nel precedente l’azienda esprimeva la propria disponibilità a interventi e/o investimenti “relativi all’azione di ammodernamento e miglioramento tecnologico e ambientale, nonché alla fornitura di energia termica ed elettrica a condizioni competitive”. Nel ricordare che la Turbogas dovrebbe aver cessato l’attività da tempo, esattamente dal momento in cui l’attività saccarifera è stata interrotta, ribadiamo la necessità che l’Accordo, per quanto di competenza delle istituzioni locali e dell’azienda, definisca con dettaglio il futuro dell’impianto. Tale aspetto, anche alla luce degli indirizzi assunti dal Consiglio Comunale con l’ordine del giorno del 31.1.2011, rappresenta condizione essenziale per una valutazione complessiva dell’Accordo sottoscritto.

5. VINCOLI ALL‘INSEDIAMENTO DI NUOVI CENTRI COMMERCIALI AL FINE DI TUTELARE LA RETE COMMERCIALE E I RELATIVI LIVELLI OCCUPAZIONALI

In questi giorni le associazioni del commercio hanno giustamente evidenziato i gravi rischi, anche occupazionali, che potrebbero derivare da una indiscriminata estensione di centri della grande distribuzione. Tale fondamentale questione esula in parte dai confini comunali e coinvolge la pianificazione di area vasta. Oggi sui tavoli aperti della pianificazione sono ipotizzati, a pochi km dalla SADAM, altri centri della grande distribuzione (Piane di Camerata Picena, Ancona Nord, area nuovo casello di Gabella, oltre all’area leader della Quadrilatero tra i comuni di Chiaravalle e Falconara Marittima), mentre l’attuale Piano territoriale di coordinamento prevede per la Vallesina un solo centro commerciale. L’utilizzo di un’area dismessa come quella dello zuccherificio può rappresentare una opportunità anche di riqualificazione del territorio, a condizione che l’Accordo contenga impegni precisi del Comune, ma soprattutto di Regione e Provincia, a sospendere ogni procedura per l’apertura di altri centri commerciali in aree contigue.

Il PRC ritiene questo aspetto non derogabile e su questo punto ha già attivato anche la propria rappresentanza istituzionale in Provincia e proprio lunedì il Consigliere Petrolati consegnerà una interrogazione alla Giunta provinciale per verificare le intenzioni di quell’Ente. Rifondazione Comunista ritiene gli approfondimenti indicati fondamentali per una valutazione definitiva dell’Accordo, auspica che su di essi si raccolga un consenso ampio delle forze politiche e sociali della città e condizionerà all’esito della discussione sulla propria risoluzione il voto del Gruppo Consiliare.


da PRC gruppo consiliare \"circolo Karl Marx\"




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-07-2011 alle 10:50 sul giornale del 25 luglio 2011 - 857 letture

In questo articolo si parla di attualità, PRC gruppo consiliare "circolo Karl Marx", partito rifondazione comunista

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