Rifiuti, i rapporti dell'Istat e della Uil premiano la pianificazione provinciale

marcello mariani 2' di lettura 29/07/2011 -

Alta qualità del servizio, bassi costi e ottime performance. È una gestione a cinque stelle quella del ciclo dei rifiuti della Provincia di Ancona. A confermarlo sono due diversi e autorevoli rapporti usciti in questi giorni, quello sul "Servizio politiche territoriali sulle tariffe dei rifiuti soliti urbani" redatto dalla Uil e quello sugli "Indicatori ambientali urbani" diffuso dall'Istat.



La buona notizia riguarda proprio la spesa per i cittadini: presi a campione i 20 capoluoghi regionali, di fronte a un trend nazionale che ha visto negli ultimi tre anni aumenti tariffari pari al 7,6%, Ancona si afferma come la terza città d'Italia meno cara per costo al metro quadro (1,79 euro), preceduta solo da Catanzaro (1,71) e Campobasso (1,71). Un dato ben al di sotto la media nazionale dei 2, 62 euro e lontanissimo dai 4,21 euro di Napoli, i 3,52 di Roma, i 3,48 di Palermo, i 3,47 di Perugia, i 3,29 di Venezia, i 3,09 di Trieste e i 3,06 di Cagliari. Ma se è vero che il dato sulla minore spesa a carico dei cittadini può nascondere un cattivo livello di servizio, ciò non sembra valere per il territorio provinciale, dove la media procapite di rifiuti prodotti si ferma a 505 kg contro i 609,5 kg della cifra nazionale registrata dall'Istat. In generale, nel 2010, sono state recuperate oltre 6 mila tonnellate di plastica, 26 mila di carta e cartone, più di 41 mila di rifiuti organici.

Grazie al riciclo di queste materie si sono avuti effetti positivi per l'economia e minori emissioni di Co2 per oltre 75 mila tonnellate "La pianificazione provinciale sta dando risultati importanti - spiega l'assessore all'Ambiente Marcello Mariani - anche grazie a progetti e campagne di sensibilizzazione mirate come quella degli eco-pannolini, degli oli esausti e del compostaggio domestico. Particolarmente significativo è il raddoppio della raccolta differenziata passata in tre anni dal 22 al 45% e che oggi si attesta a oltre il 50%, che oltre al consolidato virtuosismo delle realtà più piccole, vede crescere il protagonismo dei centri maggiori e turistici come Ancona, Jesi e Senigallia. Il risultato è una drastica diminuzione dei conferimenti in discarica passati lo scorso anno da 210 mila a 153 mila tonnellate. Insomma, certi che i Comuni e i Consorzi da loro costituiti faranno la loro parte per l'impiantistica della frazione secca e la digestione anaerobica, il raggiungimento degli obiettivi di legge che fissano al 65 per cento la soglia minima della raccolta differenziata entro il 31 dicembre 2012, risulta un traguardo assolutamente perseguibile dal nostro territorio".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-07-2011 alle 17:36 sul giornale del 30 luglio 2011 - 708 letture

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