Rocconi: ognuno deve sentirsi responsabile degli altri

mons. gerardo rocconi 03/09/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 4 settembre



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro». Parola del Signore.


Gesù aveva detto chiaramente qual era il comandamento più importante.« Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Amare, comunque, ha tante sfaccettature e oggi il Signore insegna che amare è anche correggere.

AMARE DI FRONTE ALL’ERRORE
Cosa vuol dire amare, amare il prossimo, quando assistiamo alle scelte sbagliate di tanti nostri fratelli: scelte che li porteranno alla perdizione? Certo, solo Dio giudica il cuore e a noi è detto di non giudicare, ma ci sono scelte che oggettivamente vanno contro la Parola di Dio. Scelte che sono delle colpe. La scelta di chi vuol vivere senza Dio; la scelta di chi vive nella bestemmia; la scelta di chi non prega mai e mai si avvicina ai sacramenti; la scelta di chi va contro la vita, per esempio con l’aborto, con la droga, con l’intemperanza; la scelta di chi vive nel disordine morale, sia per quanto riguarda la famiglia, sia per quanto riguarda la giustizia o la verità. Cosa fare di fronte al fratello che si sta perdendo?

AMARE: SENTIRSI RESPONSABILI DEL FRATELLO
Caino, a Dio che gli chiedeva dove fosse il fratello, rispose: Sono forse il custode di mio fratello? Oggi il Signore ci vuol dire proprio questo: ognuno deve sentirsi responsabile degli altri, ognuno deve avere a cuore la salvezza degli altri, così come Dio ha avuto a cuore la salvezza nostra fino al punto da donare il suo Figlio. Ecco cos’è la Chiesa: una comunità dove ci si aiuta a salvarsi!
Per questo nel vangelo odierno leggiamo queste parole di Gesù: Se vedi un fratello che pecca, ammoniscilo. E’ esigenza di verità. Ma Gesù ci vuol subito dire che l’atteggiamento, la motivazione deve essere una scelta di amore. Ammoniscilo, riprendilo non per un giudizio, non per saccenteria, non per presunta superiorità: ammoniscilo con carità. Ma non ci si può sottrarre al compito di aiutarci vicendevolmente a salvarci.

AMARE: PREGARE PER LA SALVEZZA DEL FRATELLO
Ma subito dopo Gesù invita alla preghiera e aggiunge: Qualunque cosa chiederete, il Padre ve la concederà. Il contesto è sempre quello del come porsi di fronte ai peccatori. Spesso non basta il richiamo, l’esortazione. E’ necessario che prima la Grazia di Dio arrivi al cuore. Ecco perchè è necessaria la preghiera, una intensa preghiera perchè il Signore doni la capacità di convertirsi, a noi e a coloro che dobbiamo aiutare a salvarsi.

UNA ATTENZIONE PARTICOLARE PER I GIOVANI
La cura dei fratelli! Ma in modo particolare dobbiamo avere a cuore i nostri ragazzi e i nostri giovani. E’ un po’ quello che si sta facendo al Congresso Eucaristico nazionale di Ancona. Domenica 4 sono i ragazzi e i bambini a vivere in modo particolare la festa del Congresso Eucaristico. In tanti si ritrovavano ad Ancona. La nostra preghiera è perchè i ragazzi sentano che vivere con Gesù non è un peso, non è una noia, tutt’altro: è motivo di festa. Infatti il Signore ama i suoi figli e non cerca che la loro gioia.






Questo è un editoriale pubblicato il 03-09-2011 alle 15:56 sul giornale del 05 settembre 2011 - 1623 letture

In questo articolo si parla di chiesa, attualità, gerardo rocconi, jesi, diocesi di jesi, editoriale, mons. gerardo rocconi, vescovo di jesi

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/oYQ


Off-topic

E' difficile leggere così tante sciocchezze in colpo solo. Se lei Rocconi non ha rispetto per la sua intelligenza, abbia almeno rispetto per la nostra.

Suggerisco sia a lei che a chiunque lo voglia di Sbattezzarsi-Cancellarsi dalla setta fondamentalista e della Chiesa cattolica come fece il suo collega prete francese Jean Meslier, mediante il suo famoso "Testamento".

SBATTEZZO CANCELLAZIONE
DALLA FARNETICANTE
SETTA FONDAMENTALISTA DALLA CHIESA CATTOLICA

Raccomandata A/R
Al Parroco della parrocchia di:
…………………………………………………..
indirizzo: ………………………………….…….
cap: ………..
città: ……………………………….
provincia: ……………………………….

OGGETTO: Istanza ai sensi dell'art. 7 del Decreto Legislativo n. 196/2003.

Io sottoscritto/a ……………………………………. , nato/a a ……………………………. il ………………….. e residente a …………………………………………………………………….. ,
con la presente istanza, presentata ai sensi dell'art. 7, comma 3, del Decreto Legislativo n. 196/2003, mi rivolgo a Lei in quanto responsabile dei registri parrocchiali.

Essendo stato sottoposto/a a battesimo nella Sua parrocchia, in una data a me non nota ma presumibilmente di poco successiva alla mia nascita, desidero che venga rettificato il dato in Suo possesso, tramite annotazione sul registro dei battezzati, riconoscendo la mia inequivocabile volontà di non essere più considerato/a aderente alla setta religiosa fondamentalista e oltranzista denominata “Chiesa cattolica apostolica romana”.

Chiedo inoltre che dell'avvenuta annotazione mi sia data conferma per lettera, debitamente sottoscritta.

Segnalo che, in caso di mancato o inidoneo riscontro alla presente istanza entro 15 (quindici) giorni, mi riservo, ai sensi dell'art. 145 del Decreto Legislativo n. 196/2003, di rivolgersi all'autorità giudiziaria o di presentare ricorso al Garante per la protezione dei dati personali.

Dichiaro di rinunciare fin da subito a qualsivoglia pausa di riflessione o di ripensamento in ordine; avverto che considererò ogni dilazione come rifiuto di provvedere nel termine di legge (15 giorni, ai sensi dell’art. 146, comma 2, del D. lgsn. n. 196/2003) e che quindi ricorrerò immediatamente all’autorità giudiziaria o al Garante per la tutela dei dati personali, qualora Lei illegittimamente differisse l’annotazione richiesta ad un momento successivo al quindicesimo giorno dal ricevimento della presente.

Ciò, in ottemperanza del Decreto Legislativo n. 196/2003 (che ha sostituito, a decorrere dall’1/1/2004, la previgente Legge n. 675/1996), in ossequio al pronunciamento del Garante per la protezione dei dati personali del 9/9/1999 e alla sentenza del Tribunale di Padova depositata il 29/5/2000.

Si diffida dal comunicare il contenuto della presente richiesta a soggetti terzi che siano estranei al trattamento, e si avverte che la diffusione o la comunicazione a terzi di dati sensibili può configurare un illecito penale ai sensi dell’art. 167 del D.lgs. n. 196 del 2003.

Si allega fotocopia del documento d’identità.
Distintamente.
data: ……/ ……/ …..…

Firma: ………………………………..

Mittente:

………………………………………………

………………………………………………

………………………………………………

**************************

Non abbia paura Rocconi che nessuno la metterà al rogo come usavano fare i preti del criminale Tribunale dell'Inquisizione della Chiesa cattolica della quale lei fa parte. Se avesse problemi le dirò come fare.