Lettera aperta di Massaccesi apre alla maggioranza per un cambiamento profondo della gestione pubblica

Daniele Massaccesi - Pdl 5' di lettura 07/09/2011 -

Il Consigliere, come si definisce lui stesso, "uscente" del Pdl, scrive all'attuale Sindaco Fabiano Belcecchi, ed al prossimo che uscirà dalle urne primaverili, per chiedere "inversione di tendenza, perché no, anche culturale, ed in una prospettiva di cambiamenti profondi", parlando anche di "misure, decisioni e comportamenti governativi francamente non condivisibili, e che destano comunque  ben più che motivi di perplessità, laddove non di intollerabilità".



Gentilissimi Signori,
ho sempre pensato che, a tacere di quanto sta avvenendo a livello nazionale, con misure, decisioni e comportamenti governativi francamente non condivisibili, e che destano comunque ben più che motivi di perplessità, laddove non di intollerabilità, sì da rendere impossibile continuare a tacere ed a subire in silenzio decisioni che spesso, anche solo “logicamente”, risultano incomprensibili ed imbarazzanti, la politica (comunale) non può consistere solo in parole, più o meno sensate, in posizioni preconcette ed in comportamenti necessariamente confliggenti fra le opposte “fazioni”, ma deve basarsi su un confronto “civile” e su seri presupposti, nell’interesse reale dei cittadini, della comunità tutta, ed anche di coloro che spesso, me compreso, si parlano addosso, quali fruitori di quei servizi comunque resi dall’Amministrazione Comunale, anche nelle attuali difficoltà economiche.

Non solo polemiche e contrapposizioni, od anatemi, quindi, ma nell’ottica di una inversione di tendenza, perché no, anche culturale, ed in una prospettiva di cambiamenti profondi, è auspicabile ragionare in termini di un miglioramento della gestione, dell’efficienza e del funzionamento del Comune, visti come elementi a favore di tutta la comunità e della intera nostra realtà, con una serie di misure e di decisioni che non devono necessariamente portare alla soppressione di servizi, a tagli o ad aumenti di tariffe, come sarebbe facile pensare ed a cui troppo spesso si indulge, ma ad una nuova modalità di gestione della cosa pubblica, sulla quale peraltro occorrerebbe una seria condivisione per facilitarne l’attuazione.

Da qui, allora, e facendo anche degli esempi concreti, per uscire dalle solite alchimie, perché non prevedere, prendendo subito un impegno preciso, appunto nell’ottica di una razionalizzazione e di un miglioramento della “macchina comunale”, una società locale di riscossione dei tributi - di nuova costituzione o “utilizzando”, previa necessaria modifica / adeguamento dello statuto e dell’oggetto sociale, una delle società già esistenti, posseduta al 100% dal Comune -, e senza quindi esautorare il Comune da quei servizi (sociali, ecc.), diversi, che sono maggiormente connaturati al settore pubblico?

Risultati od obiettivi?
- ottimizzazione dei processi di riscossione e di controllo: in tale ottica,
* effettuazione di controlli diretti e più mirati, con un forte e deciso contrasto all’evasione e/o all’elusione nel pagamento dei vari tributi comunali;
* profondità nei controlli (esterni ed interni), sì da evitare anche quei problemi di recupero – v. quanto verificatosi, salvo errori, con la “San Giorgio” -, che tanto angustiano, in termini economici e non solo, il Comune;
- “liberazione” o separazione dei “destini” del Comune da quelli di “Equitalia”, la cui operatività comporterà anche un risparmio rispetto agli “aggi” pagati attualmente a questa Società;
- recupero degli introiti direttamente a favore del Comune di Jesi;
- attuazione di una vera gestione aziendale, slegata o scevra dai lacci e lacciuoli tipici di quella di un ente pubblico, sì da avere un “guadagno”, ad esempio, anche per la parte relativa all’IVA, che così non sarebbe più un costo in qualche modo non recuperabile, costituendo invece per la Società operante, di fatto, una partita di giro (si recupererebbero i relativi importi da quelli che, attualmente, risultano essere esclusivamente “costi”, comunque penalizzanti);
- anche in esito al recente referendum, gestione “in house” da favorire e privilegiare, specie in termini di economicità;
- definizione e messa a regime di quel processo di “esternalizzazione” peraltro già consolidato, anche a Jesi, per alcuni servizi od aspetti;
- adeguamento al federalismo fiscale, dando così attuazione anche a quel processo già in corso in alcuni Comuni del Veneto e della Emilia Romagna, perché no anche recependone o “copiandone” le modalità, e predisponendosi alle indicazioni contenute nella “legge finanziaria” (o “manovra estiva” che dir si voglia), con un recupero di tempi e di procedure.

Per la fattibilità e la congruità delle procedure indicate, ivi compresa quella per la “Società locale di riscossione dei tributi”, e dei vari aspetti attuativi, dovranno naturalmente essere esperite alcune verifiche preliminari, e su questo occorrerà riflettere con serietà: un ausilio potrebbe derivare anche dallo studio / relazione che dovrebbe essere stato commissionato a suo tempo al Consulente appositamente incaricato di esaminare la situazione delle Società controllate dal Comune di Jesi, il cui lavoro doveva essere completato entro giugno 2011 con il deposito del relativo elaborato, ed a cui si dovrebbe guardare con attenzione.

Oltre a ciò, potrebbe essere programmato un serio piano complessivo, relativo a, e comprendente:
- una razionalizzazione dei servizi
- la valorizzazione del patrimonio immobiliare del Comune
- l’attuazione di un approfondito controllo di gestione
- la rinuncia ad alcuni dei rapporti instaurati, come quello attuale, ed oneroso, in essere con il Direttore Generale
- una riduzione delle figure, previo accorpamento delle relative funzioni, dei Dirigenti Comunali
- l’attenzione ai vari finanziamenti esistenti (regionali, nazionali, europei), ed ai relativi bandi, per avere opportune risorse
- la manutenzione e la cura della Città, per ridarle credibilità.

Insomma, nessun taglio, nessuna soppressione di servizi, nessuna falcidia, specie in questi momenti drammatici, ma una razionalizzazione di alcuni servizi, quelli non “sensibili”, che peraltro potrebbero comunque permettere economie, da un lato, e recupero di risorse, dall’altro, con soli benefici per la gestione Comunale.

Lo si può fare, e presto, ed in prospettiva.

O non si può? O non si vuole?

Con ossequio.


da Daniele Massaccesi
Popolo delle Libertà – PDL




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-09-2011 alle 14:31 sul giornale del 08 settembre 2011 - 631 letture

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