Mogianesi (Idv): la protesta, la base del cambiamento

idv marche 4' di lettura 08/09/2011 -

Qualche giorno fa il mio amico Fulvio, rattristato e preoccupato per l'esito incerto di una pratica depositata in Comune, mi dice al telefono: "Resta solo la protesta ma poi, tanto, a che serve?".



Con la grinta di chi non intende mollare perché convinta che c'è sempre una soluzione ai problemi, bisogna solo cercarla, rispondo : "Ma vuoi scherzare? E ti pare poco la possibilità di protestare? Ma come fai a non vedere che l'Italia e il mondo intero stanno cambiando grazie alla protesta?".

L'azione della protesta è sempre esistita: noi non c'eravamo ma ci è stato raccontato che Adamo ed Eva anche loro hanno protestato la loro innocenza al cospetto di Dio riversando la responsabilità delle loro azioni su altro e su altri.

In tempi più recenti l'azione di protesta è stata talmente riconosciuta e legittimata che apposite leggi la regolamentano:
* legge 241/90 che contempla "Nuove norme in materia di procedimento amm.vo e diritto di accesso ai documenti amm.vi";
* legge 196/03 a tutela del diritto alla privacy.

Entrambe tutelano i diritti così detti di terza generazione: dopo il diritto alla libertà e i diritti sociali, segue, appunto, il diritto di conoscere nella riservatezza lo svolgimento di atti riguardanti i propri interessi privati onde pervenire e, comunque, resettare eventuale protesta affinché si presenti come azione civilmente accettabile e non dirompente.

* L'articolo 137 del Codice del Consumo riguarda l'esistenza delle associazioni dei consumatori quali mezzi per fornire assistenza, difesa dei diritti, tutela e informazioni;
* il Tribunale per i Diritti del Malato è una iniziativa di Cittadinanzattiva, nata nel 1980, che tutela e promuove i diritti dei cittadini nell'ambito dei servizi sanitari e assistenziali per contribuire ad una più umana, efficace e razionale organizzazione del Servizio Sanitario Nazionale.
* La class-action è il procedimento disciplinato dall'art. 140/bis del già citato Codice del Consumo; è uno strumento di tutela collettiva risarcitoria idonea ad ottenere il risarcimento del danno subìto da un gruppo di cittadini a causa dell'illecito seriale prodotto da un soggetto professionale ( traduzione: un qualcuno che, nello svolgere il suo lavoro, si alza la mattina con il proposito di danneggiare chi si rivolge a lui ).

Ma è anche previsto il diritto di presentare reclami e segnalare disservizi: in ambito sanitario, ad esempio, è prevista a questo scopo, una puntuale procedura che si fonda sul presupposto che il cittadino conosca i suoi diritti e i suoi doveri: li spiegano e li illustrano

* la Carta dei Servizi e
* la Carta dei Diritti e dei Doveri del Malato.
* Lo Statuto dei Lavoratori si riferisce ad un ambito diverso dai precedenti ma rappresenta uno strumento formidabile di riconoscimento di diritti da difendere.
Il materiale legislativo citato non esaurisce l'excursus, anzi, a volerne dare una interpretazione estensiva, potremmo dire che la stessa
* Carta Costituzionale può intendersi come strumento di informazione e di regolamentazione di eventuali atti di protesta e far conoscere ai cittadini l'estensione dei loro diritti e dei loro doveri, affinché sappiano intraprendere giuste azioni, credo sia un atto di profonda civiltà.

Detto ciò, non vi è chi non veda come la storia dell'umanità abbia espresso altre forme di protesta anche violente, disgregate e disgreganti; del resto è indubbio come i cambiamenti abbiano sempre comportato momenti di impatto molto impegnativo dopo i quali la situazione precedente si è trasformata.

Tutti abbiamo studiato la storia a scuola e tutti stiamo vivendo la storia dei nostri giorni.

Quando, ancora troppo piccola per capire, mio padre, da quel buon repubblicano quale è stato e che nel ventennio fascista ne ha date e ha prese, mi diceva che per il progresso ci voleva la guerra, al di là dell'espressione un po' troppo sbrigativa, forse intendeva proprio questo: che una situazione pregressa non può essere cambiata senza che venga "aggredita" oggi diremmo con le armi della negoziazione, della vicinanza, della pacificazione collettiva, con il reperimento di nuovi e migliori strumenti di vita per tutti.

Lo strumento di protesta più nuovo in assoluto è sicuramente la rete che mette in comunicazione simultanea il mondo intero e che nessun ben pensante è in grado di controllare, fermare, quantificare, programmare e ridurre al silenzio: è il mondo che va avanti, che nutre altri pensieri, cerca altre vie e da voce ad azioni di protesta impensabili e sconvolgenti fino a travolgere assetti politici fondati sul totalitarismo della dittatura.

La nostra attuale e misera casta politica non ha scampo di fronte a strumenti così globali di protesta, non la risparmieranno.

Si dice che il sindaco di Iesi abbia affermato che il suo successore avrà funzioni di commissario più che di sindaco.

La protesta non risparmierà una simile casta politica.






Questo è un articolo pubblicato il 08-09-2011 alle 17:08 sul giornale del 09 settembre 2011 - 859 letture

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