Rocconi: il perdono ci fa simili a Dio

vescovo Gerardo Rocconi 10/09/2011 -

Mons. Gerardo Rocconi commenta il Vangelo di domenica 11 settembre



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito .
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello». Parola del Signore


COME VIVERE NELLA CHIESA
La liturgia odierna ci presenta ancora un brano tratto da Mt 18, dov’è riportato il discorso di Gesù su come vivere in comunità, da autentici figli di Dio. Oggi in particolare si parla di perdono. Il perdono è un amore più grande che cerca il bene degli altri e non dà mai per scontato che un fratello sia irrimediabilmente malvagio. Il perdono ci fa simili a Dio; Lui è l’unico che non ha mai bisogno di essere perdonato, perché mai fa il male. Eppure è largo e generoso nel perdono. Gesù ci chiede di imitare la misericordia del Padre e per questo racconta la meravigliosa parabola di oggi.

QUANTE VOLTE PERDONARE?
L’occasione è data da una domanda: Quante volte perdonare? E a tutto si deve perdonare? Anche quando il male è stato grande? E Gesù racconta una parabola in cui si parla di un re che ha condonato una somma enorme ad un suo servo. Questo servo, però, non è stato capace di condonare ad un suo compagno una somma irrisoria. E il re, saputa la cosa, pretende di nuovo tutto quello che inizialmente aveva condonato. E l’insegnamento è chiaro: quel re che condona un debito immenso rappresenta Dio stesso. Dio che è largo nel perdono! Anzi talmente misericordioso che lui stesso ha pagato il nostro debito donandoci Gesù. Ma Gesù vuol far capire un’altra cosa: il Padre vostro vi perdona, a condizione che anche voi siate capaci di perdonare i fratelli. Sì, Attraverso questa parabola Gesù ci chiede di essere imitatori di Dio, il quale perdona, se siamo pentiti, il nostro grande il nostro debito che è il peccato, se a nostra volta siamo capaci di perdonare. E’ come se il Signore dicesse: A te è stata usata tanta misericordia; anche tu devi usare misericordia con il tuo fratello. Anche perché il debito contratto dal tuo fratello è minimo in confronto a tuo. Va presa veramente sul serio la conclusione di Gesù: Se voi perdonerete, il Padre vi perdonerà, se voi non perdonerete il Padre non potrà perdonarvi. Del resto noi stessi sottoscriviamo questo insegnamento ogni giorno quando diciamo: Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori.

PERDONARE E’ IMITARE IL SIGNORE
In altre occasioni pure la parola di Dio ci parla di perdono. Ricordiamo le parole di Gesù sulla croce: Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno. Gesù per primo mette in pratica quanto aveva insegnato nel discorso della montagna: Se presenti la tua offerta sull'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare e va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna ad offrire il tuo dono. Dove trovare forza per agire così? Ancora nell’Eucaristia. E’ l’Eucaristia che ci rende capaci di essere dono come Gesù e di fare scelte generose. In questi giorni al Congresso Eucaristico sempre si è parlato della novità che porta la SS Eucaristia nella vita degli uomini.

La visita del Santo Padre al Congresso Eucaristico di Ancona conferma l’importanza nella Chiesa della SS Eucaristia.
Chiediamo al Signore con una preghiera intensa che questo Congresso Eucaristico lasci un segno forte nella Chiesa in generosità, in comunione, in perdono, in gratuità, in rinnovamento del cuore.






Questo è un editoriale pubblicato il 10-09-2011 alle 14:25 sul giornale del 12 settembre 2011 - 801 letture

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STORIA CRIMINALE DEL CRISTIANESIMO di K. Deschner

Suggerisco di leggere i 10 volumi dello storico tedesco. Pubblicati in Italia da Eriele Edizioni:

http://www.edizioniariele.it/ilviandante_03.htm

K. Deschner
Storia criminale del Cristianesimo
a cura di Carlo Modesti Pauer

Mentre la Chiesa cattolica celebra l'ingresso nel suo terzo millennio, una voce fuori dal coro ne ripercorre minuziosamente la storia, finalmente anche per il pubblico italiano, partendo da un punto di vista inedito e provocatorio. L'opera di Deschner, prevista in dieci volumi, offre al lettore, credente o non credente, gli elementi per una conoscenza, lontano dall'agiografia più o meno esplicita e dal timor reverentialis che troppo spesso traspare in molti autori, dell'evento culturale che maggiormente ha caratterizzato la storia dell'Occidente e poi del mondo: il cristianesimo. Comprenderlo profondamente per allontanarsene definitivamente o viverlo con una fede rinnovata? E in ogni caso rivendicare con forza, in tali problematiche, l'autonomia personale e la libertà di scelta contro qualsiasi autorità clericale che si pretende unica depositaria della verità!