Prc di Jesi risponde alla responsabile Sel ed all'isteria del Pd

rifondazione comunista prc 15/09/2011 -

Precisando che vorremmo evitare di cadere in sterili e pretestuosi botta e risposta sul modello televisivo, riteniamo di dover comunque esprimere alcune precisazioni in merito a quanto dichiarato da SEL e dal PD nei giorni scorsi, se non altro perché rivolto in larga parte a Rifondazione Comunista. Le risposte sono state immediate e veementi, segno che si è evidentemente andati a toccare nervi scoperti.



Con riferimento a quanto espresso da SEL, vorremmo far notare che non si vive del solo modello Milano: tutti sanno benissimo che la realtà di Milano, come tutte le altre realtà territoriali italiane, presenta particolarità e condizioni esclusive che non possono riprodursi in altre zone.

Milano è stata governata negli ultimi decenni da forze politiche di destra (Lega e Forza Italia), o comunque conservatrici (Democrazia Cristiana), o legate al socialismo craxiano: è evidente che si trova in una situazione totalmente diversa da quella jesina.

Per cui smettiamola di tirare in ballo Pisapia, peraltro ex deputato di Rifondazione Comunista: si tratta di una personalità di altissimo livello che opera in un territorio con dinamiche e storia completamente diverse dalla nostra.

Ma, se proprio volessimo guardare in casa altrui, perché non guardiamo anche, tanto per fare un esempio, a Napoli, dove invece i cittadini hanno davvero deciso di creare una rottura con il passato (guarda caso di centro-sinistra) e dove le tanto decantate primarie sono state solo uno specchietto per le allodole? Perché Penati no e De Luca (leggasi Bassolino) sì?

Inoltre sarebbe bene aggiungere, a supporto di chi afferma che comunque vada si andrebbe a costituire la “stampella del PD”, che a guardare bene gli esiti della votazione milanese, il “successo travolgente” di SEL ha comportato la nomina di “ben” 3 consiglieri comunali, mentre il PD ne ha 20: indovinate un po’ chi deciderà la linea politica e chi la subirà?

Ma, dicevamo, evitiamo di cadere in sterili polemiche e di guardare lontano da casa nostra, dove la storia, le condizioni e le dinamiche politiche sono del tutto differenti e talvolta irriproducibili.

Precisato ciò, inoltre, vi preghiamo di non abusare della parola “responsabilità”: termine ultimamente molto in voga nel mondo politico, ma in molti casi con connotazioni tutt’altro che positive, basti pensare ai cosiddetti Responsabili in Parlamento.

La principale “responsabilità” di SEL è aver avallato ogni decisione di questa amministrazione, incluso il fatto di avere la “responsabilità” di aver fatto concludere il mandato a questa maggioranza, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutta la città. Tutto lecito ma, permettete, criticabile.

Rifondazione Comunista non si “esclude dalla responsabilità di governo cittadino”, come affermate, bensì rilancia un invito a tutti coloro che si riconoscono nei valori di sinistra, per provare a ricostruire quanto in questi anni distrutto o smarrito.

Una proposta costruttiva, faticosa e speriamo condivisa, ben più faticosa e complessa del consueto appello rivolto ai partiti dell’arcipelago del centro-sinistra, dato che tale modo di operare è oramai obsoleto, lontano dalla gente e non ha prodotto risultati positivi negli ultimi anni.

Per quanto riguarda la, passateci l’aggettivo, quasi isterica replica del PD ci sarebbe davvero tanto da ribattere, ma meglio far sbollire gli animi e ragionare a mente lucida sulle questioni.

La festa del PD è andata bene? Tanto meglio, momenti di svago e approfondimento sono importanti in una città dove gli unici appuntamenti culturali dell’ultimo anno sono stati quelli legati all’Unità d’Italia.

Però da qui a farsi grandi per un paio di dibattiti ce ne passa. Rifondazione Comunista di Jesi ha preso parte attiva, insieme ad altre realtà locali e non, a molte delle iniziative nate per provare a contrastare la grave crisi che il mondo del lavoro sta attraversando, cercando di aiutare i lavoratori anche con iniziative concrete (manifestazioni, scioperi e raccolta fondi per Fincantieri e SES, tanto per fare alcuni esempi) e non solo con un paio di dibattiti istituzionali.

Se poi volessimo approfondire cosa pensa veramente il “coeso” PD sul lavoro dovremmo considerare la posizione di Ichino? O, per quanto riguarda le privatizzazioni, quella di Bersani, che invitava a non votare al referendum sulle privatizzazioni salvo poi cambiare idea all’ultimo per opportunismo politico? Oppure vogliamo parlare dei voti parlamentari all’unanimità sulle missioni di guerra e il loro finanziamento? O sul fatto che ancora non si è fatta una legge elettorale migliore?

Si tratta di questioni lontane da Jesi, ma visto che ad ogni critica si tira sempre in ballo il governo nazionale…

Per favore, evitiamo le solite menate sul nazionale perché la gente oramai qualche idea se l’è fatta.

Sui temi locali, invece, ci si confronterà nelle sedi opportuni, ma anche qui molti elementi sono evidenti a tutti, specie sull’andamento degli ultimi anni.

Un’ultima battuta sulla presunta “completa assenza di visione politica da proporre alla collettività”: e quale sarebbe, invece, la visione politica del PD? Le salvifiche primarie, con la totale assenza di nuove proposte sulle idee e i programmi, ma l’attenzione solo volta a una sterile competizione nominalistica e personalistica. Ecco la splendida visione politica.

E, per favore, lasciamo da parte la metafisica perché, pur tra mille difficoltà e senza aiuti dall’esterno, almeno Rifondazione Comunista di Jesi qualche piccola iniziativa concreta ha provato e prova a costruirla, basti pensare alle ripetizioni gratuite impartite negli ultimi mesi ad oltre 30 bambini e ragazzi che altrimenti non avrebbero avuto alternative. Si tratta solo di un esempio, ma tutt’altro che metafisico.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-09-2011 alle 15:22 sul giornale del 16 settembre 2011 - 762 letture

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