Patrizia Casagrande interviene alla Marcia della Pace rivendicando diritti e cooperazione

Patrizia Casagrande 25/09/2011 -

Patrizia Casagrande, in qualità di vicepresidente nazionale dell’Associazione degli Enti locali, ha appena concluso il suo intervento alla cinquantesima Marcia della Pace Perugia-Assisi, parlando dalla Rocca di fronte a 200 mila persone, subito dopo il sindaco Claudio Ricci, la presidente della Regione Catiuscia Marini e il responsabile della Tavola della Pace Flavio Lotti.



“Voglio lanciare un appello perché gli enti locali possano continuare a garantire a tutti il diritto all’accoglienza, allo scambio culturale, all’uguaglianza e alla pace – esordiva la presidente Casagrande, di fronte a una folla attenta e partecipe, – soprattutto nel momento in cui i pesanti tagli della manovra economica colpiscono le fasce sociali più deboli e si abbattono pesantemente sugli investimenti sulla cultura. Quella cultura di solidarietà per cui questa Marcia è nata nel 1961 grazie a Aldo Capitini.

Chiediamo ai nostri governanti di scommettere sulla crescita di un Paese desideroso di proseguire sulla strada della cooperazione culturale che sta alla base di questa importante manifestazione”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-09-2011 alle 19:13 sul giornale del 26 settembre 2011 - 4483 letture

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"...nel momento in cui i pesanti tagli della manovra economica colpiscono le fasce sociali più deboli e si abbattono pesantemente sugli investimenti sulla cultura."

Bisognerebbe non spendere 7 milioni di euro per un Congresso Eucaristico...Vero Patrizia Casagrande???

Ma la Casagrande è favorevole o contraria all'intervento militare in Afghanistan? Favorevole o contraria all'intervento militare in Libia? Favorevole o contraria al finanziamento di queste missioni di guerra? Favorevole o contraria all'acquisto di 131 caccia bombardieri Joint Strike Fighters (JSF-F35) che impegnerà il nostro paese fino al 2026 con una spesa di quasi 14 miliardi di euro?

Spesso i nostri governanti sono sempre in prima fila quando si tratta di dire al popolo che la pace è giusta, che bisogna essere non violenti, perseguire la via del dialogo ect... Fermo restando che poi sono sempre favorevoli ad impegnarsi in missioni violente di guerra (denominate "di pace"...) in giro per il mondo.

Come sempre l'ipocrisia regna sovrana.