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Rocconi: il Vangelo di domenica 6 novembre

Mons. Gerardo Rocconi Vescovo di Jesi 4' di lettura 05/11/2011 -

Il Vangelo di domenica 6 novembre commentato da Mons. Gerardo Rocconi



Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli sarà simile a dieci vergini che presero le loro lampade e uscirono incontro allo sposo. Cinque di esse erano stolte e cinque sagge; le stolte presero le loro lampade, ma non presero con sé l’olio; le sagge invece, insieme alle loro lampade, presero anche l’olio in piccoli vasi. Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: “Ecco lo sposo! Andategli incontro!”. Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: “Dateci un po’ del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono”. Le sagge risposero: “No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene”. Ora, mentre quelle andavano a comprare l’olio, arrivò lo sposo e le vergini che erano pronte entrarono con lui alle nozze, e la porta fu chiusa. Più tardi arrivarono anche le altre vergini e incominciarono a dire: “Signore, signore, aprici!”. Ma egli rispose: “In verità io vi dico: non vi conosco”. Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora». Parola del Signore.


RICORDANDO I DEFUNTI
In questi giorni dell’ottavario dei defunti ci si pongono in maniera più incisiva domande sul senso della vita e sul nostro destino. Che ne è dei morti? Che ne sarà di noi? Arrivati al termine dell’anno liturgico Gesù vuol rispondere a queste domande. Non vogliamo lasciarvi nell’ignoranza. Così oggi leggiamo nella seconda lettura. Non vogliamo lasciarvi nell’ignoranza riguardo ai morti, ma nemmeno riguardo alla nostra vita. E allora S. Paolo ricorda tre grandi verità:
- Gesù è morto ed è risuscitato;
- Gesù risusciterà tutto coloro che hanno creduto in lui e li radunerà con sè;
- al ritorno di Gesù per sempre saremo con Lui nella sua beatitudine.

ATTENDIAMO IL RITORNO DEL SIGNORE
Per rispondere a questa domanda Gesù racconta la parabola delle 10 vergini. In questa parabola Gesù prende come esempio i festeggiamenti per un matrimonio. L’ultimo giorno dei festeggiamenti lo sposo con i suoi amici va a casa della sposa, per prenderla e portarsela a casa sua. La sposa e le sue giovani amiche attendono lo sposo in trepidazione. Ma, dice la parabola, cinque sono sagge e sono pronte con le loro lampade e con l’olio per alimentarle. Cinque invece sono superficiali e non hanno olio, per cui devono allontanarsi per procurarselo.
I personaggi che appaiono nella parabola sono lo sposo, la sposa, le amiche della sposa... e poi quelle lampade accese e l’olio per alimentarle...
Lo sposo è Lui, Gesù. Ritornerà! Ritornerà per introdurre la sua sposa, che è in attesa, nella sua casa. La sua casa è là dove è andato a preparaci un posto: nel Paradiso. E’ bello vedere il ritorno di Gesù secondo questa immagine, non paurosa, ma gioiosa: la venuta del fidanzato che viene a prendere la sua sposa. Il Paradiso è, allora, da pensare come una grande festa di nozze.
La sposa, poi, è la Chiesa, l’insieme dei credenti, la Chiesa che attende con gioia, perchè sa che è finito il fidanzamento. E la Chiesa siamo noi, i battezzati. I gioielli di cui siamo ornati devono essere le opere buone e l’amore di Dio .
Le amiche della sposa rappresentano ancora noi. Perchè questa distinzione? Perchè la Chiesa nel suo insieme è la sposa e entrerà sicuramente nel Regno. Ma non è detto che noi ci entreremo tutti. Anzi, il Signore ci vuol proprio far capire che qualcuno non entrerà alla festa. Infatti per entrare alla festa si richiede la sapienza. E la sapienza è avere le lampade accese.

LE INDISPENSABILI LAMPADE ACCESE
La lampada accesa è simbolo di fede, di carità, e di speranza. Solo chi ha queste virtù entrerà alla festa del Regno. Perciò attendere il Signore significa vivere con fede, cercarlo, metterlo al primo posto; permettergli di invaderci con il suo amore e vivere nelle opere buone; attenderlo gioiosamente, con desiderio.
Ma quando non si ha l’olio per alimentare la lampada, cioè si vive nel peccato, dimenticandosi del Signore, protesi solo alle cose della terra, allora si vive nella stoltezza. Si butta via la vita. E l’arrivo dello sposo si trasforma in tragedia. Gesù che ritorna è lo sposo che ama, ma per gli sciocchi, per coloro che si attardano perchè vivono senza fede, senza desiderio di lui, senza amore... per tutti costoro Gesù si rivela come giudice e li lascia fuori. E nel significato evangelico rimanere fuori indica l’inferno. E Gesù conclude con un insegnamento molto pratico: Bisogna essere pronti all’incontro con lui, con una vigilanza fatta di preghiera e fede, fiducia e desiderio, impegno e opere buone.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2011 alle 21:20 sul giornale del 07 novembre 2011 - 1098 letture

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